Poeti emergenti molisani: Fabrizio Meo

| di Maria Carosella
| Categoria: Personaggi
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E’ nostra intenzione pubblicare poesie di poeti emergenti molisani. Quando si parla di poesia molisana spesso si fa riferimento alla poesia dialettale, di altissimo valore che riporta a tematiche importanti della nostra terra. Ma altrettanto importante è dare valore e spazio ai giovani molisani che amano poetare e recuperare il valore sociale e assoluto della poesia , tenendo conto che nel nostro tempo, troppo spesso, questa arte , viene considerata inutile e le istituzioni non sprecano risorse per promuoverla.

Questa sera il poeta emergente che tratteremo è Fabrizio Meo. Fabrizio è nato ad Agnone nel 1988 , è laureato in Letteratura Italiana e ha proseguito  gli studi presso la Sapienza di Roma,  sta lavorando alla sua tesi magistrale in Letteratura Contemporanea. Ha molti interessi, filosofia, cinema, teatro , musica, ama il canto e si è sperimentato, con successo, come cantante in varie band locali. Scrive poesie e componimenti da giovanissimo. Vi proponiamo alcune sue poesie scritte tra i diciotto e i ventitrè anni come leggiamo dalle sue parole:

 

«Tutto ciò che amai lo amai da solo» dice Poe. 
Dai diciotto ai ventitré anni ho passato il tempo a scrivere anche sui tovaglioli dei bar. Qualcosa ho salvato di quel periodo, e lo ripropongo qui di seguito, ma tante cose sono andate perdute con le pizze e le birre delle due di notte.

(Al mio cuore)

Non più rintoccherai
l’ora dell’anima vaga
madreperla che mi vivi
santo d’ambra e sangue.

Laggiù nel bosco
cadono scorze
al lume fioco delle resine
ombre di corpi a cadere.
E tu gorgogli inaudito
rivolo d’argille
specchio di volpi
e avide estati
curvi in ponti ancora gli sterpi.
Perdonami roseo 
fanciullo
cresciuto senza padre.

Perdonami cuore
perch’io ho peccato
abbandonandoti nell’erebo
di macigni e belve.

* * *

(Una vita mi chiedi)

Terre di nido e madreperle
l’aura del firmamento s’è desta
voce librata d’azzurro.

Amato dagli inverni
porge l’arbusto
ai figli dei lombrichi
un ramo inanellato.

Mi ghermisce 
un sospiro
lacustre avvolgerci
ove a pelo d’acqua
una vita mi chiedi
sospeso di tela
trafitto di steli.

* * *

(Libertà)

Frantumarsi di perle piovane
s’appisola la selva
l’usignol tacendo.

Un brivido d’incenso 
sale
respirando il firmamento.

* * *

(Tramonto)

Ambra d’orizzonte
rifugio di sole agognato

nubi a schegge
trapassando il costato.

* * *

(Del tuo cammino mutato)

Vertigine di seta
un baco è caduto
nel talamo d’eucalipti 
e viti

tentano orizzonti nibbi 
subito 
di cenere.

Mi risali spoglio
un clivo desolato
sulle vertebre 
i rintocchi

del tuo cammino
mutato.

* * *

(Caligine)

Ombra più vera
castigo di voci.

Fumacchia
sfornato il mio cuore 
appena
bianco al livore
del morso tuo
primo.

Rantola il tempo 
d’ambra trafitta
mentre il capo si leva
e ti rinasco dal grembo

* * *

(Lontana)

Corpo non dai
mano e sguardo tranciati 
dal silenzio
gelido il capo volto
alla notte
e laceri il cuore.

Ma mi vesto d’aria
ché sia tuo
nel respiro dell’ultimo 
sonno.

* * *

(La tua mano)

«Perché mi schiante?
Perché mi scerpi? 
Non hai tu spirto di pietade alcuno?».

(Leggevamo
e posavi
sul mio omero
la tua mano).

* * *

(Col capo rivolto)

Cruna 
di bocca
un filo di voce
Lei 
tocca
il mio sonno.

Solo cammino
e sono Tiresia
col capo rivolto.

F. Meo

 

BIOGRAFIA

 Fabrizio Meo nasce il 10 aprile del 1988 ad Agnone (IS).

Si laurea in Letteratura italiana presso l’Università del Molise e prosegue gli studi all’Università La Sapienza, dove tutt’ora attende alla tesi magistrale in letteratura contemporanea: “La parola spirituale in Clemente Rebora e David Maria Turoldo”.

I suoi interessi rientrano nell’ampio novero dell’arte, musica, pittura, teatro, cinema, filosofia, con particolare attenzione alla poesia, alla mistica cristiana e alla spiritualità del medio e dell’estremo oriente.

Dopo variegate collaborazioni, fra cui quella di recensore di dischi di metal estremo per il sito True metal, esordisce nel 2015 con la piccola silloge “Vox secreta silvae” pubblicata nell’antologia poetica Goulerne (Aletti Editore), e con due componimenti, “Brit milah” e “Le mie esequie”, per l’antologia “Bankruptcy” (Limina Mentis).

Ha in progetto di pubblicare nel 2017 la raccolta “Amen in limine”, che dovrebbe racchiudere circa un decennio del suo percorso umano, letterario e soprattutto spirituale.

 

Maria Carosella

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