Postazioni 118: i medici rifiutano l'incarico. Il Dg della Asl di dice "sorpreso". L'assessore Enzo Fangio auspica al più presto la soluzione per le zone montane

| di Tino Colacillo
| Categoria: Attualità
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La medicalizzazione delle postazioni del 118 di Castiglione Messer Marino, San Salvo, Villa Santa Maria, Torricella Peligna, Lama dei Peligni e Atessa sembrava ormai cosa fatta. E invece, si è - almeno per ora - bloccato tutto.

Le procedure per avere il medico della postazione di Pronto Soccorso erano iniziate diverso tempo fa, anche sotto la spinta delle comunità locali più isolate per avere un servizio di 118 completo.

La Asl Lanciano-Vasto-Chieti dopo l’attivazione delle postazioni aveva avviato un corso di formazione “gratuito e aperto a tutti per i medici che ne avevano fatto richiesta” al termine del quale 47 dei 60 partecipanti erano stati dichiarati idonei. In seguito alla fase di formazione, “durata cinque mesi”, la Asl aveva avviato “la procedura di assunzione per 25 unità, necessarie per coprire i turni per cinque postazioni” più una unità per la postazione di Atessa, per un totale di 26 posti disponibili.

Il 12 dicembre 2016 l’Azienda aveva emanato il bando, con scadenza il successivo 19 dicembre, per reperire i 26 medici.

Dopo anni di attesa, dunque, l’obiettivo sembrava raggiunto ma oggi è arrivata la doccia fredda.

Nel primo pomeriggio con un proprio comunicato la Asl ha reso noto che alla convocazione per l’assegnazione dei medici delle 5 sedi si erano presentati solo in 15 e che di questi solo 7 “hanno dato la disponibilità ad accettare l’incarico, con contratto a tempo determinato” la cui durata è di 6 mesi.

E, come se non bastasse, - continua il comunicato - ognuno di questi ha manifestato interesse per una postazione diversa, così da non consentire la copertura di alcuna sede, che necessita di cinque medici come dotazione organica, e di fatto mettendo l’Azienda in condizione di non potere procedere ad alcuna assunzione”.

Per la Asl si tratta di un epilogo “a sorpresa” dopo che la stessa dichiara di aver  “investito molto, in termini economici e organizzativi, sulle nuove postazioni di 118 e sul completamento delle équipe, già formate da infermiere e autista, con il medico a bordo”.

Il Direttore Generale della Asl, Pasquale Flacco ha dichiarato: “Siamo di fronte a uno scenario inatteso che ci amareggia molto poiché per il potenziamento dei servizi di emergenza abbiamo lavorato moltissimo, facendo salti mortali anche per garantire la sostenibilità economica di tutta l’operazione”.

Su come provare a andare avanti  Flacco ha poi tracciato un percorso: “per la prossima settimana saranno riconvocati i sette medici che hanno dato la propria disponibilità, con i quali si cercherà nuovamente un accordo affinché accettino la stessa destinazione così da coprire almeno due postazioni, con il supporto di altro personale strutturato del 118, da retribuire con lo straordinario”. “Contemporaneamente – continua Flacco - sarà emanato un nuovo bando per reclutare altro personale, in attesa che in primavera ci sia la possibilità di attivare la mobilità extraregionale per assumere personale a tempo indeterminato dopo la pubblicazione delle cosiddette zone carenti di assistenza primaria e continuità assistenziale, un passaggio fondamentale senza il quale non possiamo utilizzare gli strumenti a disposizione per la stabilizzazione del personale».

Un punto da chiarire resta certamente quello delle ragioni per le quali i i medici hanno prima disertato la chiamata e poi addirittura rinunciato all’assegnazione del posto.

Lunedì, dunque, si dovrebbe aprire una trattativa con i 7 medici che hanno accettato l’incarico per capire come avviare almeno due postazioni con il personale reperito.

Sulla vicenda si è espresso anche l’Assessore al Comune di Castiglione Enzo Fangio. “Auspichiamo che la vicenda si risolva al più presto – ha detto Fangio - anche perché la postazione di Castiglione è una di quelle che si trova nella condizione di maggiore disagio a causa delle strade malridotte e della grande distanza dagli ospedali”. “Se per i medici il problema è che la sede di Castiglione è scomoda da raggiungere – conclude l’Assessore - si provi a trovare una soluzione tipo la rotazione degli incarichi o una migliore distribuzione delle ore da effettuare”.  

Tino Colacillo

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