Giornata della Memoria. Ieri ricordato a Isernia lo sterminio dei Rom e dei Sinti

L'iniziativa organizzata dall'associazione ROWNI si è tenuta presso la Provincia e ha visto la partecipazione dei oltre 300 ragazzi

| di Tino Colacillo
| Categoria: Attualità
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Isernia - Oltre 300 ragazzi provenienti da tutte le scuole del Molise hanno partecipato ieri all’iniziativa organizzata dall’associazione ROWNI (Roma Women Network Italy) sul “Porrajmos dimenticato” che si è tenuta presso la sala convegni della Provincia. L’evento è stato organizzato insieme all’Ufficio scolastico regionale del Molise e sotto il patrocinio del Comune di Isernia, della Provincia e della Regione.

Parlare di Porrajmos, letteralmente "distruzione", "devastazione", significa ricordare la persecuzione e lo sterminio di oltre 500 mila Rom e Sinti durante la seconda guerra mondiale ad opera del nazifascismo che si accanì in modo particolare con questo gruppo etnico. Si tratta di uno degli aspetti meno conosciuti e ricordati dell’Olocausto anche perché nei confronti dei Rom vi sono pregiudizi storicamente radicati nell’opinione pubblica.

Il dibattito è stato moderato da Sara Ferri della Cooperativa Sociale "Il Geco". L’iniziativa è stata aperta dai saluti di Monsignor Camillo Cibotti, Vescovo della Diocesi di Isernia-Venafro, il quale si è rivolto in particolare ai ragazzi delle scuole. “Penso - ha detto Cibotti - che sia per voi un momento di presa di coscienza di qualcosa che forse abbiamo sentito marginalmente, ma che oggi potete  toccare con mano essere una realtà che ha toccato nel vivo la realtà dei Sinti e dei Rom, non solo italiani”.  Secondo il Vescovo è anche “il momento di riscoprire il valore della diversità culturale” soprattutto in questi ultimi tempi nei quali il “razzismo non sia più relegabile a fattori storici della passato. E’ un qualcosa che ci tocca nel vivo e che porta avanti anche subdolamente una discriminazione e una separazione che impedisce il dialogo, l’accoglienza e la riscoperta culturale di chi provenendo anche da minoranze linguistiche può essere per la società in cui viviamo un arricchimento”. Cibotti, infine, appellandosi ai ragazzi, ha detto che oggi è necessario “sfatare e abbattere la demonizzazione delle differenze”.

Giuseppe Lanese, responsabile comunicazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, ha voluto ribadire l’importanza della scuola in queste iniziative e anche della comunicazione la quale riveste un ruolo sempre maggiore nella vita dei ragazzi per veicolare messaggi di integrazione e contro il razzismo.

Concetta Sarachella, Presidente dell’Associazione Rowni, ha voluto ribadire che la lotta contro i pregiudizi e la persecuzione contro i Rom non è finita con la seconda guerra mondiale. “I Rom hanno subito discriminazioni all’interno degli stessi campi di concentramento da parte degli altri internati, segno che l’odio contro di noi era radicato nel passato” ha detto l’organizzatrice dell’evento. Sarachella ha poi ricostruito il percorso normativo, ancora incompleto, per il riconoscimento dei diritti delle comunità Rom e Sinti in Italia e in Europa, pur senza nascondere che quanto fatto fin’ora non basta perchè i pregiudizi pesano ancora sulla vita quotidiana. “Io penso che la storia – ha detto Sarachella – non abbia insegnato nulla perché per noi Rom il Porrajmos ancora non è finito”.

Anche Saska Jovanovic, vice presidente dell’associazione Rowni, ha portato la sua testimonianza sulle discriminazioni cui sono costretti i gruppi Rom nelle città italiane.

Molto toccanti sono state le testimonianze di Giorgio Bezzecchi, del Museo del Viaggio Fabrizio De Andrè, e Fiora Luzzato, ex docente all’Unimol, che hanno raccontato ai ragazzi la storia delle loro famiglie sotto persecuzione razziale negli anni ’40.

Bezzecchi oltre a ricostruire la persecuzione dei Rom lungo la storia, ha raccontato la vicenda della sua famiglia veneta internata nel campo di Tossicia in Provincia di Teramo e che lì ha vissuto per un anno in condizioni drammatiche. Tra le varie questioni, Bezzecchi ha voluto ricordare che nel 2008 in Italia si è proceduto ad una vera e propria schedatura di massa dei Rom, sia stranieri sia cittadini italiani: “La mia famiglia allargata, compresi i miei nipoti molto piccoli, in seguito all’”emergenza rom” decretata dal governo, insieme a migliaia di altri Rom, è stata schedata negli archivi della Prefettura. E’ uno dei corsi e ricorsi della storia”.

Fiora Luzzatto, di famiglia ebrea, ha raccontato le persecuzioni e le difficoltà che i suoi genitori hanno dovuto subire durante il fascismo e l’occupazione nazista. L’ex professoressa ha poi voluto ribadire che l’odio nazista si è espresso con una “ferocia ancora maggiore nei confronti degli omosessuali” e, rivolgendosi ai ragazzi, ha detto di non sottovalutare le discriminazioni che partono anche per gioco perché queste costituiscono la base di partenza delle persecuzioni future.

Durante l’iniziativa i ragazzi dell’ITAS Pertini di Campobasso hanno presentato uno dei lavori realizzati nell’ambito delle attività che si stanno svolgendo nelle scuole per la Giornata della Memoria e che culmineranno il 3 febbraio 2017 con l’intervento a Campobasso di Enrico Modigliani, sopravvissuto ai campi di concentramento.

Interviste ai relatori del convegno

 

Tino Colacillo

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