In ricordo di Giorgio Palmieri, il prof generoso e di rara eleganza

| di Maria Carosella
| Categoria: Attualità
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Sabato 25 novembre alle ore 11,00 al Santuario del Carmine a Riccia, sua città natale, si sono celebrati i funerali di Giorgio Palmieri, uno dei massimi esponenti della cultura regionale.

Al funerale c’erano tutti i maggiori esponenti del Ghota intellettuale molisano e alla fine della cerimonia hanno parlato  Antonio Santoriello, Sebastiano Martelli, Ilaria Zilli, Micaela Fanelli e una cara amica di Napoli, ricordando le sue insostituibili e indimenticabili doti di cultura, mentre la figlia Giorgia  ha poi ricevuto le condoglianze dei tantissimi presenti .

 

Non potevo non esserci anch’io” ci dice Francesco Paolo Tanzj, che abbiamo voluto intervistare al proposito.

 

Ci sono andato con Franco Di Nucci, che da sempre, insieme a me e ad Antonio Arduino,  aveva intessuto con lui numerosi rapporti di collaborazione in svariate occasioni. Credo che Giorgio Palmieri sia una delle personalità più importanti  della cultura molisana, per quello che ha fatto, per il suo modo di rapportarsi agli altri, con la sua gentilezza,  il suo altruismo e la sua signorilità,  il suo studio severo e continuo che ha portato un contributo enorme alla conoscenza della storia del Molise e dei suoi principali personaggi.

 

E’ con queste dichiarazioni che inizia l’intervista a Francesco Paolo Tanzj, scrittore e poeta romano trapiantato ad Agnone, su Giorgio Palmieri, deceduto improvvisamente il 23 novembre mentre stava intrattenendo la foltissima platea intervenuta al Teatro Savoia di Campobasso, per la presentazione dell’opera omnia sulla Storia di Campobasso del Gasdia.

 

 Prof Tanzj, ci racconta come ha conosciuto Giorgio Palmieri?

 L’ho conosciuto in diverse occasioni, in diversi convegni organizzati da lui, ma l’occasione più importante sia per me che per Agnone è stata la Festa del libro del 1999 dove lui, insieme al suo collega Antonio Santoriello,  presentò la Rassegna Bibliografica Molisana.

 In seguito abbiamo avuto degli incontri, ha relazionato su alcuni miei lavori, e nel 2007 presentò qui a Agnone La Storia del Molise di Gino Massullo. L’ultima occasione fu un bellissimo convegno realizzato il 25 maggio 2016 al Caseificio Di Nucci, dove lui  condusse un incontro per parlare della grande  produzione editoriale di Enzo Nocera, altro capisaldo della cultura regionale. L’ultima occasione ufficiale, per me,  fu  nel corso della  Mostra Internazionale di Calligrafia a Guardialfiera dove presentò da par suo il  nostro libro La Scrittura.  L’ho poi incontrato nello scorso ottobre per parlare insieme di alcuni progetti comuni.

 

 Che ruolo ha avuto il prof Palmieri nell’ambito della cultura agnonese?

I rapporti con Agnone sono stati assolutamente importanti, perché lui ha curato personalmente, o ha fatto curare da altri, numerose iniziative di storia locale. Faccio un esempio: la fondamentale ristampa, a cura del Centro Sudi Alto Molise, de Il mio libro paesano di Luigi Gamberale, prefato da Sebastiano Martelli, grande studioso e suo amico ed estimatore. Ma fu in un certo senso curato proprio da lui, sia nei rapporti con l’editore Palladino, che con lo stesso Prof Martelli.

 

 Molti organi di stampa, riportando la notizia del decesso di Giorgio Palmieri,  riferivano che dal 1994 aveva ricoperto il fondamentale ruolo  di Direttore della Biblioteca della Università degli Studi del Molise. Invece ci può spiegare che cosa successe nel 2004, quale fu la causa  della rimozione dall’incarico dopo dieci anni di permanenza?

Questo è qualcosa di veramente pazzesco, vergognoso! Sabastiano Martelli  nel suo discorso  durante la celebrazione delle esequie il  25 novembre, ha affermato giustamente che sarebbe stato ipocrisia  non parlare di quello che era successo. In realtà è accaduto  che, dopo essere stato per un lungo periodo il direttore della Biblioteca provinciale Albino, fu chiamato a dirigere, anzi ad organizzare, partendo dalle basi, la Biblioteca dell’Università del Molise. Inoltre il suo lavoro di raccolta e catalogazione, insieme ad Antonio Santoriello, di tutti i testi degli autori molisani di ogni epoca, ha prodotto dal 1990 al 2007 la Rassegna Bibliografica Molisana, che si spera adesso possa venire completata fino ai giorni nostri. Giorgio  Palmieri ha fatto dunque un lavoro enorme, ma per una serie di contrasti, concause e giochi di  potere, venne destituito dall’incarico nel 2004 in occasione del trasferimento della stessa biblioteca nelle nuova sede  e  nonostante il suo ricorso le proteste, le raccolte di firme di tutti gli esponenti della cultura molisana, non fu mai reintegrato.

 

Come reagì Giorgio Palmieri a questo atto, quasi un sopruso?

Reagì alla sua maniera, con grande  signorilità, avrebbe potuto scatenare una vera e propria guerriglia, ma mantenne il suo alto profilo e altrettanto invitò  a fare ai suoi amici, spronandoci ad avere una visione più alta  dei fatti e degli accadimenti. Un grande insegnamento.!

 

Dopo la destituzione dall’incarico cosa fece?

Essendo lui un dipendente dell’Università,  continuò nel suo lavoro di organizzazione,  ricerca e di studio, producendo, tanto per  citare e dare un numero, 200 pubblicazioni curate da lui, per riportare alla luce i grandi  scrittori e intellettuali molisani.

Altro esempio, è stato collaboratore dell’IRESMO e insieme al senatore  Luigi Biscardi ha dato vita e curato delle nuove pubblicazioni degli studi cuochiani, ripubblicando il Platone in Italia ed altri testi importantissimi di Vincenzo Cuoco, che come tutti sanno  è il più importante e conosciuto intellettuale molisano.

 

Qual è il vuoto da lui lasciato nel panorama della cultura molisana?

 Un vuoto immenso, attraverso di lui passavano tutti i progetti, di chi scriveva di storia del Molise, di chi organizzava convegni, eventi, e non poteva non rivolgersi  che a lui  che aveva  una visione precisa di tutto quello che era stata la produzione culturale molisana dal medioevo ad oggi,. La rassegna bibliografica molisana, tengo a precisare, fu finanziata dall’IRESMO ma anche dal Comune di Agnone

 

Cosa si potrebbe fare per onorare la sua memoria?

Onorare la sua memoria  è necessario, lo faremo organizzando un evento, qui ad Agnone, stimolati in questo da un altro grande esponente della cultura molisana, Norberto Lombardi.

Inoltre, da più parti, è stata avanzata la proposta di intestare proprio a Lui la Biblioteca dell’Università. Cosa che mi sembra, non solo opportuna, ma fondamentale!

 Grazie Prof Tanzj

 

Maria Carosella

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