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Il sindaco di Capracotta (IS) scatena le ire degli animalisti

Un suo inopportuno post a favore del consumo di carne ovina ha generato le ovvie proteste

| di Fabio Rosica
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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L’utilizzo dei Social Network, facebook e twitter in particolare, rappresenta, spesso, un’arma a doppio taglio per il comune cittadino, magari non consapevole del tutto, nel momento in cui scrive e posta un proprio pensiero, che i suoi lettori potenziali non hanno limiti territoriali, se non l’estensione planetaria. Ancora maggiore accortezza dovrebbe possedere chi opera all’interno delle istituzioni, soprattutto se trattasi di un amministratore democraticamente eletto dai cittadini, i quali si aspettano di esserne degnamente rappresentati.

All’indomani di quasi tutte le elezioni amministrative, la più scontata e classica delle frasi che il primo cittadino, neo eletto, proclama in pubblico è: “Sarò il sindaco di tutti”. In realtà è un’affermazione inutile, perché non si tratta di una scelta, davvero dovrà rappresentare il suo paese o la sua città senza fare distinzioni di sorta fra chi lo aveva sostenuto e votato e chi no.

Candido Paglione, primo cittadino del comune di Capracotta, in provincia di Isernia, si è apparentemente dimenticato di applicare quest’ovvio principio, postando sulla sua pagina facebook, lo scorso lunedì 26 marzo, un personale pensiero, che ha spaccato in due la sua comunità e quella del web. In realtà più la seconda, giacché la prima l’ha in maggioranza difeso a spada tratta … ma veniamo ai fatti. Il piccolo comune molisano (meno di mille abitanti) evidentemente fiero del suo antico retaggio, fa della pastorizia una delle attività economiche di maggior impatto a livello sociale. Visto l’appropinquarsi della Pasqua imminente, il solerte Paglione, per la cronaca anche veterinario (!) e, a detta di alcuni suoi amici che hanno commentato il post, di estrazione politica “sinistra”, quindi come minimo ambientalista, ha pensato bene di inserire nella sua pagina, la foto di alcune pecore che brucano l’erba, con l’inquietante sovrascritta: “A Pasqua salva un pastore … mangia un agnello!!”.

E’ stato davvero inevitabile suscitare l’ira degli animalisti, dei vegani e di chi conosce molto bene le crudeltà cui bisogna sottoporre sia i cuccioli, sia le loro madri, alle quali sono sottratti, per accontentare le fameliche tavolate “umane”, durante le festività.

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Fabio Rosica

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