Nico Ioffredi (Unione per il Molise) ci riprova: vorrei completare le mie azioni per la cultura

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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Spazio Elettorale

Nico Ioffredi è uno dei tre consiglieri regionali uscenti candidato con Unione per il Molise, in appoggio a Carlo Veneziale per il centrosinistra. Ha ottenuto ottimi risultati con la delega della cultura che gli fu affidata da Paolo Di Laura Frattura. Una persona sempre coerente con i suoi ideali di centrosinistra, posizione che lo ha portato anche a interrompere i rapporti con Sel quando decise di uscire dalla maggioranza. La sua parola d’ordine è coerenza e il suo comportamento è sempre stato leale. Appiattito sulle posizioni del Governo Renzi e del Pd? Tutt’altro come avremo la possibilità di leggere.

Nico Ioffredi consigliere uscente riprova l’elezione con “Unione per il Molise” . In caso di rielezione quali saranno le sue priorità per il miglioramento delle condizioni di vita del Molise?

Lavoro, ecologia, cultura. Apparentemente possono sembrare campi lontani tra loro, ma non è così. Stanno per concretizzarsi gli effetti dell’Area di crisi complessa, effetti che ricadranno fondamentalmente sul mondo della piccola e media industria: che questo non significhi aumento del rischio inquinamento dei nostri fiumi e del nostro mare, lo dico come cittadino attento alla salute e come amministratore che ha cercato di mettere in stretta connessione cultura e lavoro. Ci serve una Regione sana, attrattiva grazie alle sue risorse naturali, enogastronomiche e culturali, niente discariche.

Lei nel 2013 era candidato con Sel. Poi non ha aderito a Sinistra Italiana. Può spiegare ai suoi
elettori come mai la scelta di aderire a Unione per il Molise?

La scelta di Sinistra Italiana di uscire dal Centrosinistra, pur con motivazioni comprensibili (leggi politiche renziane), ha allontanato le nostre strade. Ho preferito tenere duro, aspettare il momento giusto per far cambiare rotta al mio schieramento. Ora le posizioni con S. I. sono tornate compatibili, ne sono estremamente contento, il nostro progetto comune può ripartire.

Venendo dall’esperienza del Governo Frattura quali sono state secondo lei le cose che sono state comunicate male ai cittadini e sulle quali ha fatto presa il voto populista?

Fondamentalmente la comunicazione che è mancata riguarda le condizioni che abbiamo trovato. Nel 2013, mentre scoprivamo le voragini del proverbiale bilancio creativo, ci è sembrato poco elegante infierire sull’avversario appena sconfitto. Il distacco inflittogli, la sospensione dell’ex governatore dal Consiglio regionale, tutti fattori che ci hanno indotto a tirarci su le maniche lasciando perdere certe sottolineature. Evidentemente abbiamo fatto male, sono persuaso che se i molisani avessero compreso bene le dimensioni del problema avrebbero potuto apprezzare maggiormente i risultati ottenuti.

Quali invece, se ci sono stati, gli errori del Governo Frattura che sono stati ben percepiti dalla
popolazione e per i quali il centrosinistra sta ancora pagando dazio?

Certo che ci sono stati, ci sono sempre se si governa. Fra tutti credo che il più grave, sia sotto il punto di vista della scollamento con il territorio che sotto quello delle conseguenze ancora oggi presenti, sia stato l’appiattimento di Frattura e (spesso ob torto collo) dei componenti della giunta sulle posizioni di Renzi. Ospitare a Termoli il primo incontro di 6 Governatori (diventeranno 10) per proporre il referendum contro le trivelle e poi votare contro può risultare incomprensibile ai più, come incomprensibile risulta la mancanza di un atto d’orgoglio contro gli strali che l’ex Presidente del Consiglio ed ex segretario nazionale del PD lanciava ad ogni intervista durante la campagna referendaria sulla riforma costituzionale nei confronti del Consiglio regionale del Molise. Per la cronaca il sottoscritto si è fatto delegare in entrambi i casi dal Consiglio regionale quale referente ed in entrambi i casi ha fatto in lungo ed in largo campagna in senso opposto.

Lei nella scorsa legislatura è stato il delegato alla cultura. Quali sono stati i risultati della sua azione e quali invece le cose ancora da completare?

I risultati credo siano evidenti. Il Savoia è salvo e inanella stagioni da sold out anno dopo anno; l’Auditorium di Isernia ha finalmente una sua stagione con chicche come Ranieri e Fiorello; le mostre che i molisani (e non solo, per fortuna) hanno potuto visitare sono state di livello altissimo, da De Chirico a Picasso, così come le rassegne Jazz e la riscoperta della musica popolare che con interpreti ed autori straordinari ha toccato vette finora solo auspicabili. Il mondo dell’archeologia meriterebbe un’intervista a parte, e tutto questo e molto altro vive grazie alla passione di tante associazioni e amministrazioni illuminate che hanno trovato nell’Assessorato alla Cultura un sostegno spero valido. Resta ancora molto da fare, prima di tutto il Testo Unico, e finalmente ora che la copertura finanziaria (necessaria per votare una legge in Consiglio) c’è, si potrà approvare.

Toma e Greco danno ormai per spacciata la coalizione di centrosinistra. Lei cosa si sente di
rispondere a queste insinuazioni?

Fossi in loro non dormirei sonni tanto tranquilli…

Una parola sulla transumanza di suoi ex colleghi da centrosinistra a centrodestra la vogliamo dire? Pensa che questo movimento di politici possa danneggiare la sua coalizione oppure possa essere di buon auspicio?

Le persone entrano in politica o per avere poltrone o per aiutare il proprio territorio, e mi sembra superfluo specificare a quale razza appartengano queste greggi transumanti. Dalle nostre parti staremo senz’altro meglio, avremo la possibilità di programmare le azioni guardando il bene del nostro territorio invece di cercare il modo di mantenere le promesse che si fanno ai vari capibastone erranti. O crede che si siano trasferiti per una convinzione politica?

Unione per il Molise è la lista della coerenza. Con lei anche gli uscenti Salvatore Ciocca e Cristiano Di Pietro. Immagino che tra voi ci sia una competizione interna basata sulla lealtà.

Ci siamo stretti la mano guardandoci negli occhi all’inizio della campagna elettorale, succederà lo stesso il 23 aprile. Vinca il migliore, e dal giorno dopo al lavoro per questa splendida Regione!

Viviana Pizzi

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