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Si vota in Molise. La regione non c’è, ma ci sono molisani che chiedono rispetto.

La scelta deve rispettare le esigenze delle aree interne, come l'Alto Molise.

| di Enzo Carmine Delli Quadri
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Sono molisano di Agnoneex cittadina, ora borgo, che nei secoli ha rappresentato un punto di riferimento irrinunciabile del Contado del Molise, fortemente legato agli “Abruzzi”, prima, e all’Abruzzo, poi.

Una scellerata politica clientelare e assistenzialista portò, nel 1963, allo sdoppiamento della regione Abruzzi e Molise e allo smembramento di un territorio di montagna, di confine, l’Altosannio (Alto Molise, Alto-Medio Sangro, Alto Vastese), omogeneo, da secoli, per cultura, valori e lingua. In particolare, nel 1963, grazie a una disposizione transitoria che consentì di derogare ai limiti imposti dall’art. 132 della Costituzione Italiana quali il referendum e il limite di un milione di abitanti, la provincia di Campobasso, quindi,  senza referendum e con poco più di 300.000 abitanti, venne distaccata dalla preesistente regione Abruzzi e Molise e inserita nella nuova regione denominata Molise. Il 3 marzo1970 una parte del suo territorio venne scorporata e istituita come provincia di Isernia.

Fu l’inizio della decrescita economica e demografica di tutto l’Alto Molise, nonché del territorio circostante: l’Altosannio. Sparirono mestieri e professionalità, eccellenze e contenitori tecnologici; si affacciarono e crebbero, sotto lo scudo dell’assistenza, burocrazia e indolenza. In proposito, un mio caro amico, Gustavo Tempesta Petresine, ha scritto: “…una terra spogliata di uomini e donne e di bambini, popolata di vecchi troppo stanchi, sbreccati vasi contenitori di ricordi, una terra divisa in spicchi e mangiata senza pane”.

Io, pur concordando con Gustavo, mi sento di precisare che, nonostante tutte le avversità frapposte dalle Caste Regionali, Provinciali e dalla Costa adriatica,  l’Altosannio è ancora popolato da gente forte, coraggiosa, decisa, risoluta, che, con la propria caparbietà, operosità e ingegnosità, riesce a nobilitare questa terra ricca di storia e di arte.

Ecco, nonostante tutto, io credo che ci sia ancora la possibilità di un risveglio del nostro territorio. Il prossimo appuntamento elettorale potrà rappresentare un nuovo innovativo punto di partenza per una svolta. Intendiamoci, alla luce della mia quarantennale esperienza di conoscenza diretta delle problematiche regionali, sarei portato a dire: “Altomolisani, ci hanno defraudato di patrimoni (tutto il mercato immobiliare è inesistente, miliardi di sacrifici sono andati in fumo), di sogni (quanti costretti a espatriare dalla propria regione), di futuro (la decrescita demografica è spaventosa). Basta!!! Alle prossime elezioni restate a casa; create un evento nazionale; i giornali titolino: c’è un territorio, in Molise, il cui assenteismo elettorale è stato del 100%. Sarebbe un segnale forte contro la maggioranza dei politici che si presenta per perpetuare quello sconcio che chiamasi Autonomia Regionale che tanti investimenti produttivi sottrae al nostro territorio.”

Ma, pur con il rischio di diventare banale, penso che la speranza sia l’ultima a morire. Conseguentemente, ho valutato lo scenario delle prossime elezioni regionali molisane.

Il Centro-Destra, il PD e i 5Stelle molisani perseguono lo stesso filone nazionale: programmi velleitari per i primi, programmi conservatori per i secondi, programmi nati da confusione di idee nascosta dal paravento del risentimento e della protesta, per i 5S.

La speranza, allora, dov’è? Sta, come ho sempre auspicato, nell’eliminare ogni riferimento partitico e nel fare, quindi, una scelta oculatamente territoriale. In questo contesto, lo sguardo deve cadere sui singoli candidati, indipendentemente dalla loro attuale appartenenza di partito. Chi dà maggior garanzia di poter perseguire una politica territoriale a favore delle aree interne? Chi, domani,  potrà premere perché si raggiungano accordi di confine con l’Abruzzo?

Ebbene, non credo di sbagliare se penso che uno su tutti, a differenza di altri, rappresenti unitariamente il nostro territorio. Si tratta di Francesco Lombardi. Fa parte del nostro territorio; lo si stimi o meno, dal punto di vista politico; lo si trovi o meno simpatico, dal punto di vista personale; sta di fatto che egli rappresenta l’unitarietà del nostro territorio. Lo dicono i suoi dati anagrafici, la sua storia e il consenso ricevuto da tanti sindaci della nostra terra.

E’ non è solo un problema di rappresentanza territoriale, perché, per quanto attiene alla sanità, è impegnato nella salvaguardia dell’Ospedale di Agone e nel potenziamento dell’offerta sanitaria territoriale; per quanto attiene alla mobilità, è impegnato a che non sparisca la Sulmona-Carpinone e che sia rafforzato il sistema dei trasporti di confine; per quanto attiene alla scuola, è impegnato a sostenere le strutture scolastiche esistenticon adeguati collegamenti nel territorio incentivando la differenziazione e l’utilizzo delle scuole superiori; per quanto attiene al territorio, è impegnato alla creazione di aree di emergenzache sappiano fronteggiare, con tempestività, le tante calamità anche naturali che si presentano; per quanto attiene alla viabilità, è impegnato a che si creino collegamenti non solo verso il capoluogo, ma anche e soprattutto collegamenti con la fondovalle del Sangro; per quanto attiene alla imprenditorialità, è impegnato a che il territorio, stante il decadimento economico e demografico, sia riconosciuto come zona francaper quanto attiene all’Agricoltura, è impegnato al suo rilancio non solo come attività produttiva ma come attività di rilancio sociale e turistico; per quanto attiene alla cultura e turismo, è impegnato a che i nostri borghi abbiano un ruolo di eccellenzanella programmazione turistica e culturale italiana, con la valorizzazione dei siti archeologici, degli alberghi diffusi e dei nostri tesori naturali.

Se le scelte saranno pedissequamente simili a quelle nazionali, per il nostro territorio andrà sempre peggio. Resta importante, quindi, la scelta su di un candidato che, seppur presente in una lista di partito, abbia bene a mente le esigenze di un’ area interna com’è l’Altosannio e il rispetto dovuto alla sua storia millenaria e alla sua gente.

Enzo Carmine Delli Quadri

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