Giunta, Romagnuolo rinuncia per la presidenza del consiglio: niente donne, solo 4 uomini

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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Aida Romagnuolo ha rinunciato alla nomina ad assessora regionale. Con il risultato che, per la seconda volta consecutiva e in continuità con quanto aveva già espresso la Giunta Frattura, nessuna donna entrerebbe a far parte dell’esecutivo. Non è ancora definitivo ma questa cosa sembra prendere sempre più corpo. 

Gli assessori nominati sono quindi: Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio per Forza Italia, Vincenzo Cotugno per Orgoglio Molise e Vincenzo Niro per Popolari Per l’Italia. Quattro e solo uomini. Di cui Niro e Cotugno provenienti dalla maggioranza Frattura, dove hanno ricoperto il ruolo di presidente del consiglio.

Lo stesso ruolo al quale sembra essere interessata Aida Romagnuolo e per il quale avrebbe rinunciato alla nomina ad assessora che le sarebbe spettata usando il metodo “Dont” che numericamente assegna nomi e numeri senza tener conto degli equilibri politici e di genere pur necessari in una squadra di governo. 

Metodo usato da Donato Toma applicando la media ponderata e la percentuale dei voti ottenuta dalle liste e non dai singoli. Se lunedì prossimo Aida Romagnuolo dovesse essere eletta presidente del consiglio regionale l’assessorato che tocca alla Lega, come ha spiegato lo stesso Toma in conferenza stampa questa mattina, scalerebbe e potrebbe essere attribuito ad Udc o Fratelli d’Italia. Meno probabile a Iorio Per il Molise. 

Da attribuire anche il ruolo del sottosegretario perchè, come ha ammesso lo stesso presidente della Giunta  Regionale “non se ne comprende appieno l’importanza“. Il Governatore Toma ha anche dichiarato di aver promulgato ieri sera la norma dello Statuto che permette la nomina del quinto assessore e del sottosegretario.

Perché due assessori a Forza Italia. Il Governatore ha chiarito subito: “La seconda poltrona a Forza Italia,, scattata con un meccanismo simile a quello dei ‘resti’. Per l’eccessiva differenza percentuale tra la quinta forza politica, l’Udc (e a scalare Fratelli d’Italia e Iorio per il Molise) e quelle premiate con l’assessorato”.

Nomine effettuate “dopo un confronto sereno con i partiti e con le liste civiche”. E sul malcontento espresso dal consigliere Quintino Pallante e dal coordinatore regionale Filoteo Di Sandro sulla questione Fratelli d’Italia ha chiarito:  “Ma io non potevo fare da notaio di un accordo che non è stato firmato alla mia presenza e che non è stato riportato in chiave locale”. Se Salvatore Micone (Udc) entrerà nel governo a Pallante potrebbe andare la poltrona di sottosegretario. E anche qui si tratta di un accordo che esclude le donne. Insomma cinque assessori uomini, un sottosegretario uomo e soltanto la presidenza del Consiglio regionale a una donna.

In continuità col Governo Frattura quindi la pochissima considerazione della parità di genere. Alla quale si preferiscono applicare freddi teoremi che salvaguardano quello che è sempre stato in Molise: lo strapotere maschile....  continua su http://molione.altervista.org/giunta-romagnuolo-rinuncia-per-la-presidenza-del-consiglio-niente-donne-solo-4-uomini/

 

Viviana Pizzi

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