Larino, la sanità pubblica è un diritto: lo urlano più di 1000 cittadini davanti all'ex Vietri

Tra i motivi della protesta anche la paventata chiusura del punto nascita a Termoli. Corteo emozionato per la commemorazione di Michele Cesaride

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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Dalla grande manifestazione per la sanità pubblica del maggio 2016 a Campobasso a quella di oggi a Larino non è cambiato nulla. In entrambe si reclama il diritto a non morire. Su tutte e due le piazza grande partecipazione, al di la del colore politico. Su tutti in entrambe le occasioni il promotore Italo Testa

Il quale dalla piazza di Larino ha quasi urlato: "quella del nostro concittadino è stata una morte annunciata. Il piano pubblico per l'emergenza-urgenza sacrificato per favorire gli interessi delle strutture private".

Un grande serpentone di persone erano lì per manifestare la propria rabbia per la morte di Michele Cesaride, il 47enne morto a San Giovanni Rotondo, dopo essere stato trasportato in ambulanza dal San Timoteo di Termoli, dove la Tac non funzionava. E il San Timoteo in queste ore rischia di perdere anche il punto nascita. Motivazione? Non ci sono le 500 nascite che vuole il decreto Balduzzi. Nel bassomolise e nell'area frentana non nascono bambini e la spesa per mantenere il servizio resta eccessiva, 

Il corteo è stato organizzato da cittadini larinesi in collaborazione con il Forum per difesa della sanità pubblica ed il Comitato Pro Cardarelli, il corteo si è ritrovato davanti l’ormai ex ospedale Vietri, struttura che da anni subisce un continuo smantellamento dei servizi sanitari, in ultimo proprio il Punto di Primo Intervento soppresso per lasciare spazio soltanto al 118. In un silenzio assordante si è manifestata la rabbia nei confronti di una politica colpevole di aver strutturato male un sistema sanitario regionale deficitario che mette a serio rischio la salute dei cittadini. 

Tra i politici presenti c'erano i sindaci Pino Puchetti per Larino, Donato D'Ambrosio per Santa Croce di Magliano e Nicola Montagano per Bonefro. Insieme a loro anche i consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle Andrea Greco e Valerio Fontana con la deputata di LeU Giuseppina Occhionero. Riusciranno a convincere qualcuno a modificare il decreto Balduzzi come richiesto da Donato Toma? Staremo a vedere. 

Viviana Pizzi

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