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Paga Dazio

Solo di Maio non coglie l'essenza di questa ingiunzione

| di Enzo Carmine Delli Quadri
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Luigi di Maio è nato in un paese, Pomigliano d’Arco, che conosco benissimo. Vi ho abitato e lavorato, quando fui trasferito dall’Alfa Romeo di Milano per collaborare all’avventura dell’Alfa Sud. Ebbene, in quel paese come in quasi tutti i paesi del Meridione, c’è un modo particolare di dire quando si voglia penalizzare qualcuno. S’usa dire: paga dazio!! Il destinatario dell’ingiunzione deve, in pratica, pagare un pegno per aver commesso qualcosa che non avrebbe dovuto commettere. Pare che Di Maio, meridionale, non conosca il significato di questa ingiunzione.

Il dazio, in campo economico, è una “penale” costituita da aumento di prezzi o aumento di procedure burocratiche che nasce da esigenze di politica economica di un singolo Stato (o gruppo di Stati). Di norma, il dazio viene riscosso attraverso una dichiarazione doganale, pagata dall’importatore ed entra a far parte del bilancio dello Stato che lo ha adottato.

Dal punto di vista politico, il dazio costituisce uno strumento di protezione di alcuni settori economici nazionali, quando questi non possono competere con la concorrenza estera. L’uso sistematico di questo strumento si chiama protezionismo.

Trump, con la sua Presidenza, ha dato il via a questo nuovo protezionismo di cui il mondo occidentale si era liberato dopo la seconda guerra mondiale, scatenando la reazione dell’Europa e della Cina, in particolare.

Cosa significa tutto questo? Significa che negli USA si pagherà di più per ottenere prodotti europei o cinesi con la conseguenza che gli europei e i cinesi vedranno diminuite le loro esportazioni e dovranno mettere in conto una ripercussione negativa sui loro fatturati e sui loro livelli occupazionali.

Torniamo a Di Maio.

Il nuovo Ministro dell’Economia e dello Sviluppo Economico ha chiesto e ottenuto di varare il decreto legge 87/2018 per la dignità dei lavoratori e delle imprese.

In effetti e, in particolare, il decreto

  1. pone una stretta sulla durata dei contratti a termine,
  2. reinserisce le causali dopo il primo rinnovo
  3. aumenta i contributi a carico delle imprese.

In concreto, inserendo maggiore burocrazia e aumentando i costi dei contratti di lavoro, Di Maio sta dicendo alle imprese: Pagate dazio!!!

Quale può essere la conseguenza di questo decreto? Una sola: la diminuzione dei livelli occupazionali.

Chiunque, senza saper nulla di economia, leggendo questa breve nota può farsi una idea dell’ effettivo corretto comportamento del Presidente dell’INPS,  Boeri, il quale si è limitato a porre il problema in termini tecnici (riduzione dell’occupazione) e la reazione scomposta di Di Maio e dei suoi colleghi di partito che chiedono le sue dimissioni.

Peraltro, stiamo assistendo, da parte dei nuovi governanti, ad affermazioni senza argomentazioni e a frasi generiche esclusivamente propagandistiche. Il merito delle questioni è dato in pasto ai pesci.

Enzo Carmine Delli Quadri

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