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Governano minacciando: la politica è stata sostituita da minacce, contumelie, frizzi e lazzi

| di Enzo Carmine Delli Quadri
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Governano minacciando………. e la platea applaude seduta su sedie non proprio sicure. La Politica è stata sostituita da minacce, disprezzo e contumelie.

Sembra di assistere a uno spettacolo: sul palcoscenico, di volta in volta, i cattivi della situazione da spernacchiare e intimidire e il popolo in platea, plaudente e gaudente, tra “frizzi e lazzi” e ceste di frutta e uova utili per allenar le braccia.

Contro Mattarella: Il 27 maggio, l’esecutivo M5s-Lega  naufragò sulla scelta di Paolo Savona come ministro dell’Economia. Immediata fu la reazione di Lega e M5s. In particolare Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista puntarono il dito contro il Quirinale e, a più riprese, usarono frasi minacciose: “La scelta di Mattarella è incomprensibile ….. sono molto arrabbiato, ma non finisce qui ….. Io chiedo di parlamentarizzare questa crisi, utilizzando l’articolo 90 della Costituzione, per la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica“.

Contro le ONGIl 29 giugno scorso, furono ripescati i corpi di tre bambini; in tutto furono 100 le vittime del naufragio del gommone a est di Tripoli sul quale c’erano quasi 120 persone. Ma l’ennesima tragedia non smosse il leader leghista Matteo Salvini che inveì contro di loro trattandole come organizzazioni criminali e minacciandole, se avessero tentato di approdare nei porti italiani.

Contro i dirigenti dei ministeri: il 14 luglio 2018 Di Maio evocò il complotto da parte di una «manina» che si anniderebbe negli uffici del ministero dell’Economia e della Ragioneria generale che avrebbero inserito nel suo decreto cosiddetto dignità una relazione tecnica da cui si evince che con quel decreto si crea disoccupazione Ecco, per Di Maio era tutto falso: “Mi faccio proprio una risata  perché 80 mila posti in meno è un numero che non sta da nessuna parte…qualche manina ha giocato sporco il decreto”. E minacciò uno spoil system «per togliere dai posti chiave chi mira a ledere l’operato di governo e M5S». Quando si appurò che quella relazione era stata confezionata dall’INPS di Boeri e portata a conoscenza degli uffici di Di Maio che evidentemente aveva firmato il decreto senza leggerlo, sguinzagliò i suoi deputati per chiedere la testa di Boeri, reo di aver fatto solo il suo dovere in piena trasparenza. 

Contro le banche: Il 18 luglio 2018, al termine della visita a Gioia Tauro nello stabilimento dell’imprenditore Nino De Masi, Luigi Di Maio si scagliò contro le banche appena uscite nalconce da una crisi internazionale spaventosadisse “Il sistema bancario la deve pagare perché ha avuto un atteggiamento arrogante infischiandosene dei risparmiatori e dello Stato”.

Contro Saviano: il 19 luglio 2018Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha presentato una denuncia, su carta intestata del ministero, nei confronti dello scrittore Roberto Saviano (l’uomo che da una vita combatte contro la camorra) per il contenuto di alcuni post su Facebook, ritenendoli lesivi della reputazione del sottoscritto e del Ministero dell’Interno stesso. 

Contro i PensionatiIl ministro Di Maio ha di recente minacciato i pensionati, caldeggiando l’opportunità di tagliare, dalle pensioni superiori a 4-5.000 euro netti mensili, la quota in eccesso rispetto ai contributi versati nel corso della vita. La costituzione afferma il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alle leggi. Non si comprende come questo principio, per me giusto, di tagliare la quota in eccesso rispetto ai contributi versati possa valere per chi prende una pensione di 4.000 euro e non per chi ne prende 3.900 o anche 3.000 o anche 2.500 o 1.000.  Il principio non può essere diverso. Chi ha percepito più del versato deve restituire le somme. Di Maio, con questa iniziativa mette a repentaglio, sempre per il principio di eguaglianza davanti alla legge, non le pensioni d’oro, ma tutte le pensioni.

Contro Mezzo Mondoin questi giorni, Toninelli, ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ha messo – seppur idealmente – i sigilli ai cantieri della tratta di alta velocità che dovrebbe collegare Torino a Lione, bocciando, praticamente in toto, la grande opera e minacciando: “nessuno deve azzardarsi a firmare nulla ai fini dell’avanzamento dell’opera. Lo considereremmo come un atto ostile”.

L’elenco non è completo, ma ognuno può completarlo.

Governano minacciando………. e la platea applaude seduta su sedie non proprio sicure.

 

Enzo Carmine Delli Quadri

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