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Il curioso balzo in avanti della lega

Per tutti un avviso di garanzia è la fine, per la lega una sentenza di condanna per malaffare sembra inesistente. Perché?

| di Enzo Carmine Delli Quadri
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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In Italia basta (o, forse, bastava) un semplice avviso di garanzia per screditare un politico, una linea politica, addirittura un partito. Elena Maria Boschi, pur non avendo avuto alcuna reale responsabilità sulla questione Etruria (mai processata e mai nemmeno indagata), è stata seppellita da un attacco feroce scagliato dagli avversari contro di lei che ha portato alla sua emarginazione e al depotenziamento del suo partito.

Viceversa, è curioso che un partito come la Lega, passi dal 4 al 30%, nonostante su di essa pesi tutta una storia di malaffare, da cui Salvini non può dirsi estraneo. Iniziato con tangentopoli del 1992, il consenso elettorale alla Lega è esploso con la questione migranti, ma il tutto utilizzando contributi elettorali percepiti illegalmente. 

E Salvini? Egli, ministro degli interni che dovrebbe far rispettare la legge, è capo di quel partito che ha agito illegalmente. In questa posizione di conflitto di interessi che fa impallidire quello di Berlusconi, Salvini tira dritto, come se la cosa non lo riguardasse, mentre sappiamo tutti che lui, nella Lega, agisce da moltissimi anni: chiamarsi fuori è addirittura offensivo. Da qui, la lega dovrebbe sprofondare politicamente, invece …. …. è più viva che mai. Perché? 

Io credo che i motivi siano due.

La Lega intercetta un sentimento eterno: l’italiano medio disprezza la politica, disprezza il fisco, adora la proprietà privata (nessuno deve azzardarsi ad entrare in casa mia senza permesso, sennò sparo), adora l’evasione fiscale (una legittima difesa contro lo Stato), non vuole indesiderati in casa propria, sente lo Stato altro rispetto a sé stesso per cui tutto è dovuto, nulla è dato dare. 

In secondo luogo, la lega (qui insieme ai 5S) ha usufruito a mani basse di bugie planetarie rilanciate sui social. Roba  da far impallidire ogni cronaca giornalistica o televisiva. A questo proposito va detto che le bugie di lega e 5S avranno pure le gambe corte, ma sanno correre benissimo tanto che, parafrasando Mark Twian, mentre esse corrono, la verità si sta ancora allacciando le scarpe. Infatti una ricerca condotta dal Massachusetts Institute of Technology (Mit), dopo aver censito 126.000 tweet pubblicati da 3 milioni di persone e ritwittati oltre 4,5 milioni di volte, ha rivelato che su Twitter le “bufale” si diffondono 6 volte più rapidamente rispetto alle notizie vere e hanno il 70% in più di probabilità di essere ritwittate. Le bufale più veloci riguardano la politica, e battono quelle su terrorismo, disastri naturali, finanza e scienza. A rendere le bufale così popolari sono soprattutto le persone che sono più propense a riprendere al volo e ritwittare le notizie che, considerate fresche, sorprendono o disgustano.

 

Enzo Carmine Delli Quadri

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