Profanazione di cadavere al Cardarelli, Asrem condannata a pagare 105 mila euro ai familiari

L'avvocata Filomena Fusco: "familiari soddisfatti, auspichiamo che non avvengano più tali fatti".

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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I fatti sono relativi al 2014 e ora a quattro anni da essi l'Asrem ha subito una condanna. L'azienda sanitaria deve ora pagare 105 mila euro in favore della famiglia a cui, quattro anni fa hanno profanato il cadavere del loro congiunto, un 74enne. La sentenza arriva come indennizzo morale per la violazione dei valori della pietas e del rispetto per i defunti, per aver arrecato sofferenza ai parenti più prossimi.

Rigettata  invece la domanda proposta dalle nipoti e ha dichiarato improponibile l’azione di rivalsa della Asrem nei confronti dei due dipendenti in servizio all’obitorio, i quali hanno provato a tirare in causa l’agenzia assicurativa ma senza alcun risultato. 

Ma veniamo ai fatti: come raccontato anche da Panorama.it, era il 2014 all' obitorio dell'ospedale Cardarelli di Campobasso quando i parenti del defunto stavano per sigillare la bara. Con un colpo d'occhio si sono accorti dell' amputazione: tagliato l’indice della mano sinistra al loro congiunto. Un taglio netto, fatto con una cesoia.

Il cadavere è di un anziano pensionato di 74 anni morto, il giorno precedente, nel reperto di medicina dell’ospedale molisano per un tumore. Il caso di Pietro Picciano è avvolto nel mistero. Dal racket delle pompe funebri per la gestione dei cadaveri del Cardarelli alla pista satanica, dal gesto di uno squilibrato ai legami con esponenti dei clan camorristici.

In sede di indagini preliminari, prima che si adisse la giustizia civile, i familiari e le loro vite erano state attenzione dalla Magistratura inquirente per non escludere nulla.

Nessun riscontro alle ipotesi investigative. La vicenda si conclude finalmente acclarando come responsabile per mancata custodia, l'ospedale... Forse era un messaggio rivolto ai vertici visto che il dito fu spedito in busta chiusa alla direzione dell'ospedale

I familiari si dichiarano soddisfatti della sentenza e auspicano che nessuno più possa incorrere in tali eventi che hanno del paradossale. Lo dichiarano tramite l'avvocata Filomena Fusco che si è occupata dei fatti per tutti i quattro anni 

Viviana Pizzi

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