Pari opportunità e donne al lavoro, l'onorevole Occhionero rilancia: puntiamo sul congedo di paternità

Uno strumento che prevede la partecipazione dei padri alla cura dei figli. Che nell'attuale visione della donna sia al livello regionale che nazionale, non risulta affatto una cosa scontata

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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Un modello alternativo a quello del centrodestra molisano e del Movimento Cinque Stelle rispetto al modo di vedere le donne. Ce lo propone l'onorevole Giuseppina Occhionero di Liberi e Uguali. Che nello scorso fine settimana ha partecipato all'evento "Libere e uguali: per i diritti e le pari opportunità". Ai vaucher di conciliazione ecco contrapporre il congedo di paternità. 

"Ho partecipato all'evento "Libere e uguali: per i diritti e le pari opportunità" - dichiara Occhionero - tavola rotonda organizzata durante la Festa del Lavoro. Nel mio intervento ho sottolineato come sia importante dover investire sulla scuola e sulla redistribuzione dei ruoli, che troppo pesa sulle spalle delle donne. Come primo passo bisogna intervenire sul congedo di paternità, che è un grimaldello necessario per aumentare la partecipazione maschile alla cura dei figli e della famiglia, consentendo quindi di accrescere la presenza delle donne nel mondo del lavoro. Il contratto gialloverde usa la parola "donna" in modo sbiadito e non prevede nulla in merito alla promozione dell'occupazione femminile. Invece dobbiamo fare di tutto per qualificare il nostro percorso, non solo di donne di sinistra, ma di donne in generale, promuovendo e rilanciando l'imprenditoria femminile e lottando per conquistare nuovi diritti e arginare il pericolo che avanza, arrogante e prepotente, di una regressione culturale messa in campo dal governo pentaleghista"

Il congedo di paternità dovrebbe essere un concetto superato in una epoca evoluta. Ma dove  in regione si parla di vaucher di conciliazione, dove sul nazionale  esiste un senatore di nome Simone Pillon che vuole rimettere in discussione anche i più elementari diritti delle donne, siamo costrette a rifare nostre anche battaglie già combattute dalle femministe negli anni 70. Nessun diritto delle donne sembra essere al sicuro con questo governo gialloverde. 

Viviana Pizzi

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