Consiglio regionale, approvato l'ordine del giorno in favore delle tv molisane

Il Movimento Cinque Stelle si difende. La lega si contraddice e vota contro l'emendamento al milleproroghe proposto dal suo partito in sede romana

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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Contributi alle televisioni locali e questione zuccherificio. Sono questi gli argomenti al centro del dibattito odierno del Consiglio regionale del Molise.

L'assise, dopo una lunga discussione che ancora una volta ha contrapposto il Movimento Cinque Stelle e le altre forse dell'assise di Palazzo D'Aimmo, ancora una volta ha approvato,  con l'astensione dei  proprio dei pentastellati,  un ordine del giorno sull'informazione radio televisiva che al punto uno impegna Toma e la Giunta Regionale a modificare l'articolo 4 bis del milleproroghe inserendovi un meccanismo di assegnazione delle risorse finanziarie proporzionato alla popolazione e all'estensione territoriale delle regioni di riferimento dove opera ciascuna emittente.

Al punto due a  promuovere ogni rimedio giurisdizionale in tutte le sedi nazionali ed europee a tutela del pluralismo dell'informazione e dei livelli occupazionali del settore già duramente colpiti dalla crisi economica che ha determinato la contrazione del mercato pubblicitario.

Al punto tre a sottoporre all'attenzione della Conferenza delle Regioni, Conferenza Stato Regioni ogni utile iniziativa al fine di rimuovere e/o modificare l'attuale previsione normativa e infine  al punto quattro chiede al Consiglio regionale, in particolare al presidende della Giunta considerata la grave situazione che si è venuta a creare nei confronti delle emittenti locali, sia data l'esatta interpretazione sulla legge regionale dell'editoria

Quest'ultimo passaggio ha già ottenuto l'iscrizione al primo punto all'ordine del giorno del prossimo consiglio regionale. Non quello monotematico sulle scuole già fissato per il primo ottobre ma quello ancora da fissare.  Il Movimento 5 stelle aveva presentato due emendamenti bocciati dal consiglio, che puntavano a estendere la tutela all'informazione tutta. In particolare i punti 2 e 4 dell'ordine del giorno e sostiuirli con la seguente dicitura: si impegna il presidente della Giunta Regionale Donato Toma a riferire in aula circa l'approvazione dell'emendamento al DPR n 146/2017 e farsi portavoce presso le sedi opportune del diritto all'informazione e al pluralismo per i cittadini molisani. 

La discussione è stata senza esclusione di colpi. ll Movimento Cinque Stelle ha provato a difendersi dall'accusa di non pensare al bene dei molisani. Lo ha fatto ricordando che la normativa era stata pensata dal Governo Renzi prima e poi voluta da quello Gentiloni. Ma l'asso nella manica dei pentastellati è stata ricordare che l'emendamento pro televisioni delle grandi realtà da loro è stato soltanto votato, come da contratto di governo. Ma pensato dai colleghi della Lega che, di fatto, costituiscono l'alleanza gialloverde a Roma. 

Ma quale la contraddizione in aula avvenuta oggi? Mentre a livello nazionale la Lega ha proposto il taglia tv delle piccole realtà, in Molise le consigliere della Lega Aida Romagnuolo e Mena Calenda hanno votato a favore dell'ordine del giorno presentato in prima firma da Forza Italia. 

Insomma delle due l'una: o la coerenza della Lega sta nel fatto di non tradire a nessun livello l'alleanza di governo  (a Roma 5 stelle e a Campobasso centrodestra) oppure il partito di Salvini contraddice se stesso non portando avanti a Campobasso ciò che decide nella Capitale. Il Movimento Cinque Stelle ha anche sottolineato l'assenza in aula al momento della votazione del milleproroghe delle due parlamentari molisane non pentastellate. Ma qui il consigliere regionale Nico Romagnuolo, che evidentemente non aveva letto le spiegazioni date dalla parlamentare  Annaelsa Tartaglione che aveva detto di essere a una cena per le europee, ha sostenuto che forse era impegnata in commissione. Il Pd ha sostenuto invece su questo tema le posizioni della maggioranza. 

Ma prima di arrivare a discutere di tutto questo il consiglio era stato bloccato per la protesta dei lavoratori dello Zuccherificio del Molise. Il 31 dicembre per loro scade ogni forma di sostentamento.

"Toma uguale a Frattura - si è sentito urlare dai lavoratori - nel bando per i lavoratori svantaggiati noi non rientriamo. Non ci serve ottenere il reddito di cittadinanza. Vogliamo lavorare e chiediamo dignità".

Il bando era stato studiato dal Governo regionale precedente ma sembra ci sia poco spazio affinché venga rimodulato. Il sottosegretario alla presidenza della Giunta Quintino Pallante ha promesso che la riunione dei capigruppo avrebbe deciso quando trattare l'argomento. 

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Viviana Pizzi

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