"Anche i ricchi piangono" in Molise, nuova puntata della telenovela leghista, Di Viesti: "Romagnuolo vada fuori dal partito"

Il partito, al massimo splendore nazionale, in regione sta vivendo una fase quotidiana di accoltellamenti interni. Solo un chiaro intervento di Salvini potrebbe risolvere la questione

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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Ormai la querelle tutta interna alla Lega tra l'assessore regionale Luigi Mazzuto e la capogruppo in consiglio Aida Romagnuolo è diventata una vera e propria telenovela. E rimanendo in lingua sudamericana, in particolare messicana. possiamo dire alla Veronica Castro che "Anche i ricchi piangono". 

Chi saranno i buoni e chi i cattivi della storia alla fine lo dovrà decidere per forza il segretario nazionale Matteo Salvini. Vero leader indiscussio del Carroccio. Ma che succede ancora nella storia che vede come ambientazione principale la provincia di Campobasso? Riassunto delle puntate precedenti: prima quattro coordinatori e poi altri tre, tutti dell'aerea romagnuoliana, hanno rassegnato le loro dimissioni dall'incarico che avevano ottenuto nei loro territori. 

Nella trama ordita dalla consigliera regionale, defraudata del posto di assessora, dal coordinatore Mazzuto, far uscire di scena i personaggi minori dalla storia significa indebolire le fila della Lega stessa. Togliere capillarità al primo partito della nazione (i sondaggi lo attestano al 35%), significa distruggere il lavoro fatto negli anni. 

Dall'altra parte c'è Mazzuto, colui che ha permesso a Salvini in persona di entrare per la prima volta a Isernia, una città del Molise. E anche per lui, dopo giorni in cui ha figurato solo come accusato arriva la difesa. Il suo avvocato è Antonio di Viesti Presidente della Associazione campobassana per la Lega Salviniana. Pronto con il suo scudo dichiara: "Dispiace dover tornare di nuovo sulla questione, ma purtroppo, e lo dico con grande delusione, non ci sentiamo più rappresentati da questo modo di fare politica".

E nella storia, come una telenovela che si rispetti arriva il colpo di scena che ci si attende a inizio puntata da un personaggio nuovo della storia. 

"Consentitemi - inizia così la sua parte nella piece-  di essere assolutamente libero di affermare che è intollerabile che la Capogruppo regionale, eletta con i voti di Matteo Salvini, si chiami apertamente fuori dal partito!". 

Dopo la sciabolata inizia il monologo : "E si, perché di questo si tratta, poiché nel momento stesso in cui si rimprovera all’assessore di essere stato preferito da Matteo Salvini in persona, potendosi ritenere ormai acclarato che il successo di tutti i candidati (e quindi anche quello della Romagnuolo) è stato conseguito unicamente per il valore d’opinione che il nostro Leader nazionale ha saputo imprimere alla propria politica, siamo obbligati a concludere che la scelta di attribuire l’assessorato a Mazzuto è stata operata in ragione di una legittimazione sostanziale e di conseguenza, al momento, chi è contro Mazzuto è automaticamente contro Salvini e la Lega.

Scusate la perifrasi di parole, ma è chiaro che noi non ci siamo mai fatti intimidire e silenziare da nessuno perché le verità che raccontiamo, l’interesse pubblico da cui generano i nostri approfondimenti politici e la continenza espressiva ci attribuiscono il diritto di criticare i nostri rappresentanti, quando questi non fanno seguire azioni concludenti alla propaganda politica.

Sono mesi che chiediamo alla Romagnuolo, nella quale avevamo riposte gran parte delle nostre speranze di cambiamento – conclude Antonio Di Viesti – di liberare il partito, mantenuto ostaggio da un clima che non ci giova. Sono stato il primo ad aderire alla lega a Campobasso, la mia città ed il primo Coordinatore del capoluogo fra le gente, in piazza e posso affermare con certezza che la sovraesposizione mediatica della Romagnuolo, sempre pronta ad intestarsi i successi della squadra se non addirittura quelli di Matteo Salvini (come nel caso dei 15 agenti di polizia che andranno a rinforzare l’organico regionale delle Questure) e le continue dimissioni ad orologeria dei suoi coordinatori (oramai resta solo il Coordinatore di Campobasso e chissà se si dimetterà), ancorché utilizzati come leva di pressione politica, ovvero per regolare i propri conti, finiscono per nuocere anche a chi come noi, i cittadini, le migliaia di sostenitori, hanno molto investito in questa idea di rinnovamento e osservano basiti. Mi permetto di ricordare alla Romagnuolo che per essere credibili, il primo cambiamento deve avvenire dentro di noi".

Viviana Pizzi

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