Diritti di rappresentanza dei cittadini italiani residenti all’estero, aderisce l'Associazione Tedeschi

| Categoria: Attualità
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Nel condividere l’allegata petizione popolare, l’Associazione “Giuseppe Tedeschi” ets di Campobasso, sollecita le Federazioni ed Associazioni dei Molisani nel Mondo a sostenere ogni iniziativa tesa a salvaguardare i diritti dei 5,6 milioni di cittadini italiani residenti all’estero ad avere una giusta ed adeguata rappresentanza all’interno delle Istituzioni democratiche.

Si può discutere se il diritto al voto dei poco meno dei 90 mila molisani iscritti nell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero dei nostri Comuni può essere esercitato per circoscrizioni elettorali specifiche come quelle definite nelle normative vigenti o se gli stessi possano essere coinvolti nelle operazioni di voto del territorio nazionale di origine, ma ciò che non può essere messo in discussione è il principio di adeguatezza e proporzione tra numero degli elettori (5,6 milioni) e numero di Parlamentari da eleggere.

È indubbio che l’Italia non ha mai investito energie a sufficienza per valorizzare la rete degli 80 milioni o poco meno di oriundi residenti all’estero, che non ha potenziato adeguatamente la propria Rete Consolare e non ha offerto strumenti per agevolare - incentivare il rilascio di Passaporti a persone di origine italiane nate all’estero.

Il nostro Paese non ha compreso che investire sull’italianità, sulla diffusione della nostra cultura e della nostra lingua, e sui rapporti con le nostre comunità, aprisse agli operatori economici e al Sistema Italia nuovi spazi per investire, crescere e svilupparsi all’interno di un economia globale che appare sempre più interconnessa ed interdipendente.

Arretrare chiudendo recapiti ed uffici della nostra rappresentanza consolare, tagliare irresponsabilmente i fondi ai Patronati italiani all’estero e alle Istituzioni Culturali che promuovono l’apprendimento della nostra lingua, rendere problematici con normative restrittive ed ingiuste il rilascio di passaporti a cittadini di origine italiana, non aiuta il nostro Paese a sostenere la propria posizione in una competizione globale sempre più agguerrita e complessa.

Si apra un confronto sulle modalità con cui riconoscere e salvaguardare il diritto alla rappresentanza dei 5,6 milioni di cittadini italiani residenti all’estero, ma non con l’obiettivo di chiudersi a riccio perseguendo una miope scelta di arroccamento localistico, ma si tuteli il principio che l’Italia è costituita sia dalle persone che nascono, vivono e lavorano sul suolo nazionale, e sia da chi è stato o è ancora oggi obbligato ad espatriare per vivere e lavorare con dignità.

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