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Vota no alla riduzione del numero dei parlamentari, ecco l'Autocastrazione del PD

Il Pd sembra voler prendere le distanze da Renzi. Ma così facendo  il PD prende le distanze anche dal popolo italiano che quella riduzione la pretende da anni. 

| di Enzo Carmine Delli Quadri
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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C’è, tra coloro che hanno la pazienza di leggermi, chi mi considera un iscritto al PD. Non è così. Mi sento abbastanza libero di testa e d’animo per valorizzare le cose buone fatte (tante per lo più dal governo Renzi) e biasimare quelle cattive.  Tra queste la peggiore si è evidenziata ieri al Senato dove, nella prima di sei letture parlamentari, è stata discusso il ddl di riforma costituzionale per la riduzione del numero dei Parlamentari

I voti a favore sono stati 185, contrari 54 e 4 astenuti. 

No dalle opposizioni, Pd e Leu, favorevoli i gruppi di maggioranza M5S e Lega, ma anche Fi, Fratelli d'Italia e la componente delle minoranze linguistiche del gruppo per le Autonomie. La proposta prevede una riduzione pari al 36,5% del numero dei parlamentari, dagli attuali 945 a 600. Più precisamente, il numero deideputati passa da 630 a 400, compresi i deputati eletti nella circoscrizione Estero, che sono ridotti da dodici a otto.Il numero dei senatori è ridotto da 315 a 200,compresi i senatori eletti nella circoscrizione Estero, che passano da sei a quattro. Il numero dei senatori a vita non deve essere superiore a cinque. Viene anche ridotto il numero minimo di senatori per Regione o provincia autonoma, che da sette passa a tre. Al Molise ne restano due, alla Val D'Aosta uno. 

Orbene,io comprendo la posizione di Leu che fu contrario alla stessa proposta avanzata con la riforma costituzionale dal Governo Renzi. Ma diventa difficile digerire il no pronunciato dal PD. Vuole prendere le distanze da Renzi che proponeva la stessa cosa? Ma così facendo  il PD prende le distanze anche dal popolo italiano che quella riduzione la pretende da anni. E le parole pronunciate dall’ex segretario Maurizio Martina suonano mortificanti: “Sulle riforme noi rilanciamo: sì al taglio dei parlamentari, basta bicameralismo perfetto. Il Senato diventi Camera delle autonomie con funzioni diverse e votino anche i 18enni. Mi pare chiaro purtroppo che la maggioranza non voglia un vera riforma del parlamento, i 5 stelle in particolare vogliono usare il tema come arma di distrazione di massa per nascondere il fallimento delle loro scelte economiche”. 

Mi si consentauna motivazione patetica, lamentosa, penosa, pietosa. Tafazzi era più serio.

 

Enzo Carmine Delli Quadri

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