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Gli abruzzesi danno fiducia a Salvini. Lui è pronto a fotterli.

Dopo la vittoria elettorale, per prima cosa pensa all’approvazione dell’Autonomia del Nord 

| di Enzo Carmine Delli Quadri
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Nella conferenza stampa, tenuta stamattina a seguito dei risultati delle elezioni abruzzesi, Salvini ha dichiarato bellamente: «Ringrazio gli abruzzesi per la dimostrazione di forza, coraggio, speranza. Sono felice perché lavoro e concretezza paga. Ci sono percentuali commoventi, sono felice … … un pezzo del voto di sinistra è arrivato a noi: operai, insegnanti, lavoratori». Al Governo, però, « non cambia niente, nessun cambio, nessun rimpasto, il lavoro continua e, per prima cosa, dobbiamo dar seguito alla decisione storica delle Autonomie».

Capita l’antifona? 

Per prima cosa Salvini darà seguito alla decisione storica delle Autonomie Locali e, così, il Meridione, compreso l’Abruzzo, sarà fottuto. Sanno gli Abruzzesi di cosa sta parlando il vice ministro, nonché ministro degli interni, nonché capo della lega? Credo che occorra ricordarglielo. E se non vorranno dar peso alle seguenti considerazioni, posso solo dire: uomo avvisato, mezzo salvato.

La Lega, inutile nasconderselo, persegue la secessione di fatto, la secessione dei ricchi.

Non c’è più la lotta al meridionale-terrone; non c’è più la bandiera Roma Ladrona; non c’è più bisogno di pulirsi il s… con il tricolore. Tutta roba superata: oggi il fucile è puntato contro l’immigrato che si godrebbe la pacchia in Italia da sfruttatore, stupratore e portatore di malattie. Questo è quel che vediamo e leggiamo tutti i giorni, rispettivamente, sulle Tv e sui giornali o social. Ma, in effetti, tomo tomo caccio cacchio (come direbbe Totò), il Veneto è a buon punto per ottenere dallo Stato il trasferimento di ben 23 competenze, con connesse risorse economiche. Non ci sarebbe niente di nuovo rispetto al referendum dello scorso anno che aveva dato il via libera a questa operazione chiesta anche da regioni meridionali.

La novità sta nel fatto che Zaia, governatore del Veneto, spalleggiato ovviamente da Salvini, non accetta la soluzione ovvia che prevede il trasferimento delle competenze accompagnato dal trasferimento di risorse economiche identiche a quelle che oggi lo Stato già spende per quella regione. No, Zaia chiede che le risorse da trasferire siano calcolate con riferimento ai tributi maturati nella regione e versati allo Stato. In breve: più è alto il contributo dei cittadini veneti, maggiori devono essere le risorse da trasferire al Veneto insieme alle competenze. Ecco: la secessione è servita. La secessione dei ricchi.

Una regione ricchissima come il Veneto chiede di avere competenza su scuola, trasporti, protezione civile, sicurezza energia e altro ancora.  La logica vuole che lo Stato trasferisca le stesse risorse che prima impiegava per quelle regioni. Invece Zaia (e Salvini) vuole molto di più, fino al 90% dei tributi dei suoi corregionali.

La conseguenza per il Mezzogiorno d’Italia sarebbe drammatica perché, se si danno tanti più soldi alle regioni ricche, ne restano di meno per quelle povere.

Siamo in una Nazione con una Costituzione che conclama: tutti i suoi cittadini sono uguali. Non è accettabile che un cittadino riceva di più dallo Stato solo perché nato in una regione ricca. Evidentemente per Zaia (e Salvini) non siamo una Nazione, ma un aggregato di regioni di serie A e altri di serie B e C. Viceversa siamo, per loro, una Nazione  solo quando c’è da raccogliere  il consenso elettorale e diventare padroni dell’Italia.

Salvini spara sugli immigrati a viso aperto e raccoglie consenso anche dei meridionali. Poi utilizza quel consenso per sparare sui meridionali, nascosto dietro Zaia, accettandone l’impostazione: più soldi al Nord.

Gli abruzzesi sono serviti. Dopo il blocco dei disperati del mare,  vogliono anche Scuole, Lavoro, Strade, Ferrovie, Ponti?....... Beh, non esageriamo!!!

 

 

Enzo Carmine Delli Quadri

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