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TAV. Al Governo danno i numeri.

Con dati alla mano, Lega dice SI; M5S dice NO. Chi bara?  

| di Enzo Carmine Delli Quadri
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Mesi e mesi di calcoli con fior di economisti, matematici, ingegneri, ambientalisti e, alla fine, ci vengono proposti risultati del tutto divergenti. Chi dei due abbia ragione, difficile dirlo. Ma è facile dire che, per calcoli politici poco apprezzabili, uno dei due bara. A questo si aggiunge una chicca: tutti riconoscono che l’opera è già stata avviata per il 15% con forti penali da pagare in caso di mancata realizzazione, smentendo così il povero Di Maio che, non azzeccandone una, ha sempre sostenuto che il lavoro non era mai stato avviato.

Dall’analisi costi-benefici, fatta dagli esperti nominati da Toninelli e presa per buona dallo stesso Toninelli e da tutto il M5S, emerge, in soldoni, che: 

  • completando il progetto TAV«si verificherebbero perdite per 7 miliardi e vantaggi economici per 885 milioni». Mentre «al netto dei costi massimi di ripristino e messa in sicurezza del tunnel esistente, il valore attuale netto economico dell’0pera risulta negativo e pari a -5,7 miliardi».
  • in caso di uno stop al progetto TAV, «il costo massimo per l’Italia, tra penali e rimborsi, potrebbe raggiungere 1,7 miliardi»(400 milioni per lo stop ai contratti, 81 milioni per violazione del dell’accordo, 400 milioni per la rivalsa francese, 535 e 297 milioni per importi Ue da restituire o non incassare).
  • I benefici per l’ambiente?«Trascurabili»

La Lega contesta questi dati mettendo in risalto mancanze, modificazioni o integrazioni non prese in considerazione dalla Commissione e giungendo alla conclusione che i benefici sarebbero superiori ai costi.

Io non so chi abbia ragionee avrei difficoltà a scoprirlo, seppur ci mettessi una vita. Di certo, però, uno dei due contraenti del Governo del Cambiamento ha messo sul tappeto carte false.

Infine ho l’impressione che stiamo assistendo a una sceneggiata napoletana: sembrerebbe, da una lettura veloce delle carte, che la perdita, che si creerebbe con il completamento dell’opera, sarebbe a carico di Italia, Francia ed Europa. Le penali, solo a carico dell’Italia. Come dire che, per l’Italia, costi e benefici, grosso modo, si equivarrebbero.

Enzo Carmine Delli Quadri

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