Carenza medici Caracciolo Agnone: collaborazioni a partita IVA per medici in pensione. Paese per vecchi che non guarda ai giovani

| di Maria Carosella
| Categoria: Attualità
STAMPA

Ospedale San Francesco Caracciolo in crisi per carenza di medici. I concorsi banditi dalla Asrem vanno deserti e Agnone risulta essere una sede meno appetibile di altre Da qui nasce una proposta Asrem condivisa dall'Assessore alla sanità del comune di Agnone Amicarelli di riaprire le porte del SSN ai medici ex dipendenti pensionati.

Proposta che non origina ad Agnone ma in altre strutture sanitarie del nord Italia, soluzione già praticata con contratti di collaborazione e partita Iva per i medici in pensione disponibili . Anche a Agnone dunque si ragiona su situazioni tampone che non risolvono un problema emergente e che ancora una volta premiano le vecchie generazioni , penalizzando le nuove che si barcamenano tra mille difficotà in un paese che definiamo non per giovani  ma per vecchi e costringe i suoi giovani ad emigrare

Il problema della carenza dei medici dovuta a molteplici cause, non ultimo il blocco del turn over in sanità negli ultimi 10 anni, e' in via di ulteriore implosione in Italia visto che solo nel 2019 sono  circa 7-8 mila aventi diritto al pensionamento, che riguardano le classi del '53 e del '54".senza considerare chi opterà per 'quota 100': entro il 2025 l’ammanco sarà di 4.180 medici nella medicina d’emergenza, di 3.323 nella pediatria, di 1.828 nella medicina interna, di 1.395 in anestesia.

Eppure, le nuove leve ci sarebbero eccome. Come denuncia l’Ordine dei medici, ci sarebbero circa 16 mila medici incastrati nel cosiddetto “imbuto formativo”. Ossia laureati, abilitati e poi costretti ad attendere anche per anni prima di riuscire a ottenere un posto nelle scuole di specializzazione o al Corso per la Medicina generale e tra l'altro i bandi per i posti nelle scuole di specialità risultano insufficienti. Il ministero dell’Istruzione, dell’Uiversità e della Ricerca ha messo a bando 6.934 posti nelle scuole di specialità. Ebbene, per tali posti si sono presentati più del doppio dei laureati.

A questo punto, i medici si augurano che almeno per adesso il ministero della Salute opti per aprire i concorsi anche agli specializzandi iscritti all’ultimo anno di corso. Un paese che non programma, che non investe in formazione,che seleziona in base ai numeri chiusi per rafforzare le caste, che trascura i suoi giovani e che ricorre al vecchio, allo stantio, come potrà creare sviluppo, competizione e tenere il passo con i paesi europei piu avanzati? Che fa a tal proposito il governo giallo-verde?
 

Maria Carosella

Contatti

redazione@altomolise.net
mob. 333.6506972
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK