L'Italia di destra, odiatrice e timorosa del cambiamento, la sua vittima è ora Greta Thunberg

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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L'Italia è un Paese fermo e statico. Lo dimostra la resistenza a ogni tipo di cambiamento. Anche alla protesta contro il clima denominata #fridaysforfuture indeata dalla sedicenne svedese Greta Thunberg. Una ragazza  proposta da tre scienziati norvegesi al premio Nobel per la Pace. Seguita da 150mila australiani che hanno fatto proprie le sue battaglie, da tremila svedesi e 1000 belgi più altri da tutto il mondo. 

Qual'è la potenza del suo messaggio? Chiedere a giovani come lei di impegnarsi contro il riscaldamento globale e informarsi su come gli adulti di oggi, noi stessi, stiamo rubando il futuro alle giovani generazioni. Ma cosa accade in Italia. I giovani di tante città hanno deciso di seguire l'esempio di Greta scendendo in piazza. Mentre gli adulti seminano odio. E quanto odio. 

La prima è stata la cantante sovranista Rita Pavone la quale ha paragonato Greta a un film horror. Successivamente ha ritrattato sostenendo che se avesse saputo che Greta era affetta dalla sindrome di Asperger non avrebbe mai detto queste cose. Una pezza peggiore del buco a nosto avviso. Poi è stata la volta della giornalista di destra Maria Giovanna Maglie. La quale ha detto: se fosse normale la investirei con l'auto. Lo ha dichiarato in una intervista alla trasmissione radiofonica "un giorno da pecora"

Poi ci sono i ragazzi di Napoli che cantano "Bella ciao" alla manifestazione per il clima dello scorso venerdì. E pronta arriva la dichiarazione di Daniela Santanché di Fratelli d'Italia che, all'odio di Rita Pavone e Maria Giovanna Maglie aggiunge: E già è una buffonata il corteo sul clima di per sè. Poi mi devono spiegare cosa c’entra #BellaCiao?! In pratica hanno solo saltato la scuola in massa.. E se i ragazzi sono legittimamente inconsapevoli, chi osanna questa roba è in malafede.

A questo clima di odio si aggiungono anche alcuni media che sono andati tra la gente a carpire interviste. Per sottolineare che in fondo Santanché ha ragione, in piazza si ci va solo per non andare a scuola, tanto sti ragazzini non sanno nemmeno cos'è il buco dell'ozono. E niente, magari non si considera che davanti a un microfono anche uno studente preparato può cadere in una afasia linguistica per la quale non riesce a spiegare un concetto pur semplice. 

Tutto questo perché è più comodo pensare che ci sia qualcuno che diriga Greta in questa protesta che non provare ad ascoltarla. Cercando di demolire una persona che ha qualcosa da dire e lo fa con forza ogni venerdì davanti al parlamento svedese.  Più comodo continuare a odiare qualsiasi cambiamento che provare a inseguirlo 

 

Viviana Pizzi

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