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La Donna secondo Matteo

Reclusa in Famiglia o in “Case Chiuse”

| di Enzo Carmine Delli Quadri
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Quanti  legulei - intriganti e opportunisti, al servizio dei potenti – si sperticano in elogi, in complimenti, in lodi per Matteo Salvini,  l’uomo venuto dal Nord che ha iniziato la sua vita politica biasimando e odiando gli altri fino a coinvolgere prima i napoletani e poi tutti i meridionali e, ora, tutti gli extra comunitari, in particolare gli africani.
Impressiona che, tra tanti legulei, vi siano tante, troppe donne, nonostante una politica oltremodo inquietante che le riguarda da vicino.

Donna Reclusa in Famiglia. È di dominio pubblico che Salvini sarà ben presente al Congresso mondiale delle Famiglie, promosso  dal ministro Lorenzo Fontana e dal senatore Simone Pillon, il prossimo 29-31 marzo in quel di Verona. Con questa sua presenza Salvini dimostra di condividere  le motivazioni a base della manifestazione: riportare la donna a una condizione di inferiorità morale e psicologica rispetto all’uomo. Infatti, il Congresso mondiale delle Famiglie vede tra i promotori, oltre Fontana e Pillon, associazioni cattoliche integraliste, ortodosse ed evangeliche, sigle pro life e anti-Lgbt che, sotto il falso scudo dei valori cristiani, sono tutte contro l’aborto, l’omosessualità, la pornografia e perché si affermi la visione della donna quale angelo del focolare, una visione chiaramente restrittiva dei diritti e del ruolo della donna. Danno appoggio all’evento la Lega, Alba Dorata, Forza Nuova. Tutto il resto del mondo politico guarda a esso come al ritorno al medioevo e ne prende le distanze in modo esplicito.  Lo fanno il presidente del Consiglio  Giuseppe Conte, tutto il M5S, tutto il PD, tutto l’arco della sinistra, moltissimi di Forza Italia e di Fratelli d’Italia.

Donna Reclusa in “Case Chiuse”.  «In tutto il mondo civilizzato - dice Salvini - è lo Stato e non la criminalità a gestire la prostituzione. Riapriamo le case chiuse e tassiamo la prostituzione». «Prostituirsi è una scelta - ha poi aggiunto. C’è chi sceglie di fare l’ insegnante, il poliziotto, il muratore o il giornalista a Rai Radio 1, e c’è  chi sceglie di prostituirsi, per soldi. È una scelta, nel mondo sviluppato non si fa finta di niente. Oggi in Italia questo mercato lo gestisce la criminalità. E riguarda 80 mila persone. Lo faccia lo Stato.”  Un dichiarazione, questa, al limite dell’oltraggio a Dio. Qui non siamo davanti a una donna come Julia Roberts salvata dal principe azzurro Richard Gere. Quella  esiste solo sulla pellicola; nella realtà la prostituzione è solo un oscuro e violento incubo. C’è in ballo la dignità dell’essere umano, l’inviolabilità del corpo della donna, la libertà personale. Chi dice che una donna sceglie liberamente di prostituirsi mente spudoratamente sapendo di mentire perché quella scelta nella totalità dei casi nasce da una costrizione. La prostituzione, comunque la si veda, è una violenza; non c’è libero arbitrio quando si vende il proprio corpo. Questo emergente uomo solo al comando, con le sue scorciatoie che mirano a togliere dalle spalle dello Stato responsabilità che sono solo sue (perché non controlla a dovere quel che succede nelle strade?), non si rende conto che, con la riapertura delle Case Chiuse, sdogana definitivamente il concetto del corpo della donna come merce, come bene di consumo.

Per Salvini, in Famiglia o in Case Chiuse, la Donna deve essere, nel migliore dei casi, strumento di procreazione e controllo delle nascite; nel peggiore, un oggetto di sfogo e gioco di uomini gaudenti o perversi.
Farebbe bene, da Ministro degli Interni, a predisporre tutti i mezzi per controllare di notte tutte le aree in cui la donna viene sfruttata, mercificata da profittatori e sfruttatori. È deplorevole, biasimevole, deprecabile, miserevole e vergognoso limitarsi a rinchiudere il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione in Case Chiuse con lo Stato chiamato a incassare la tangente di un atto di costrizione; con lo Stato che si sostituisce al criminale per diventare criminale esso stesso.

 

Enzo Carmine Delli Quadri

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