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Brexit: la democrazia inglese affoga nell’ Halloween-Brexit.

Dopo tre anni di inutili discussioni gli inglesi sono costretti a chiedere un rinvio con gravi ripercussioni sulla loro democrazia interna.

| di Enzo Carmine Delli Quadri
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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"Nessuno, come gli italiani, sa organizzare così bene le tempeste dentro ai bicchieri d'acqua". Questo aforisma è stato coniato  da Paolo Sorrentino, regista, sceneggiatore e scrittore italiano, vincitore di quattro European Film Awards, un Premio BAFTA, cinque David di Donatello, otto Nastri d'argento e soprattutto l’Oscar con il film “La grande bellezza”. Si sbaglia di grosso: da un pezzo, a causa di una gestione della Brexit, al limite dell’assurdo, gli inglesi hanno tolto lo scettro dell’ inconcludenza agli italiani.
Come noto, con il termine Brexit si indica l'uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea  così come sancito dal referendum che si svolse ben tre anni fa, il 23 Giugno 2016. Vinsero i Leave con il 51,9%: le popolazioni di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord erano da considerare extra-comunitari. Per evitare ripercussioni economiche molto pericolose per tutti, L’Europa e la Gran Bretagna si diedero 3 anni di tempo per definire tempi e modi per una uscita ordinata degli inglesi dall’Unione e evitare, cosi, il No Deal, cioè l’uscita senza alcun accordo. 

Ebbene, gli inglesi sono giunti alla vigilia del termine del 29 marzo 2019, che eviti il no-deal, senza uno straccio di idea su come procedere. E, dopo tre anni e infinite discussioni parlamentari e infinite votazioni presso la Camera dei Comuni, gli inglesi sono stati costretti a correre, quasi piangendo, alla corte dell’Unione Europea per chiedere cortesemente un rinvio. Gli è stato concesso: la nuova dead-line è stata fissata al 31 ottobre prossimo. La Brexit, come qualcuno l’ha già ironicamente ribattezzata, diventa così una Halloween-Brexit. 

Le conseguenze per la più longeva democrazia si prospettano molto pesanti. Con questo rinvio la Gran Bretagna è costretta a partecipare alle prossime elezioni europee del 23 maggio. Già il fatto di vedere il popolo inglese partecipare a dette elezioni, dopo tutto quello che è stato detto e scritto da loro contro il popolo europeo, sarebbe oggetto di una lunga divertente e puntata di Scherzi a parte e di una altrettanto drammatica puntata di Chi l’ha visto. Gli stessi inglesi si recheranno alle urne a occhi bassi con la fiducia nei propri governanti sotto i piedi. I partiti saranno travolti da nuovi scossoni. Già si intravedono le crepe nel sistema politico  retto, finora, da Conservatori e Laburisti. Il Famoso Nigel Farage che con il partito UKIP creò le premesse per la Brexit, ha lasciato detto partito diventato xenofobo e antislamista e ha fondato il nuovo partito denominato Brexit Party con il quale si prefigge di rubare scena, finanziamenti e voti ai Conservatori. Nell’altro campo, quello dei laburisti, finora dominato da un altalenante Jeremy Corbin, sta crescendo fino a poter raggiungere addirittura il 20% il partito di chi vuole convintamente restare in Europa, denominato Change UK. I vecchi partiti rischiano di uscire con le ossa rotte da questa situazione.

Enzo Carmine Delli Quadri

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