Salvini: Da Roma Ladrona a Roma Lorda

La lega pronta a conquistare Roma

| di Enzo Carmine Delli Quadri
| Categoria: Attualità
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Sono passati solo pachi anni, ma sembrano secoli, da quando la Lega, di Bossi, Maroni, Calderoli e del giovane Salvini, aggrediva Roma e i Romani con epiteti disgustosi:"Guerra santa contro Roma ladrona"; "Basta con la sigla Spqr. Qui, al nord, dicono che sta per Sono porci questi romani"; "Spostare il Gran Premio di Formula 1 di Monza a Roma? Lì corrono sulle bighe".

Tutta acqua passata; non è più così e sembra che anche i romani lo abbiano dimenticato tant’è che hanno preso a solidarizzare con lui e le sue politiche. E Salvini risponde compiaciuto a questo nuovo affetto dei romani. Scende spesso a Roma, si sente a casa sua, vuole che diventi il perno della nuova Lega (via la parola Nord sostituita da Italia) anche perché ha bisogno di completare l’opera della conquista della Nazione? Per farlo occorre prima conquistare Roma. Tutto questo induce Salvini a blandire i romani e, dopo tante smancerie,  ad aggredire il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e i5S che l’appoggiano.

Ieri, durante la conferenza programmatica dei leghisti in un albergo romano, Salvini si è rivolto a lei in questi termini: "Non ci vuole uno scienziato per portare via la 'monnezza', svuotare i cestini, evitare i gabbiani stile avvoltoi. Ho invitato la gente a votare la Raggi ma ora, quando la gente mi vede, chiede di fare presto". E ancora: "Ieri sono andato a vedere la Formula ed era l'unico giorno in cui le macchine a Roma giravano senza fermarsi. La Raggi ci è rimasta male ma se scegli di fare il sindaco devi avere le spalle larghe". "Il brillante sindaco di Roma - insiste Salvini - sposta i rom di notte da un quartiere all'altro e poi si stupisce se la gente si ribella".Alla fine, Salvini, facendosi velo solo di buone intenzioni:  “Lega alla conquista del Lazio? No, non abbiamo niente da conquistare, però ci sono tanti romani e cittadini del Lazio che meritano città più pulite e più ordinate, più efficienti e più sicure, meglio gestite. E poi le metropolitane, i parcheggi e la manutenzione delle strade. Non stiamo parlando di grandi progetti, ma della cura quotidiana. Io da ministro posso solo mandare più poliziotti, accendere telecamere.”

Enzo Carmine Delli Quadri

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