Def 2019-2021, il Pd presenta una contromanovra, Fanelli: quella del centrodestra è macelleria sociale

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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Nella giornata di domani il Consiglio Regionale discuterà della Manovra finanziaria 2019- 2021. Una insostenibile leggerezza del nulla secondo il partito democratico che, nella mattinata di oggi nella veste della capogruppo Micaela Fanelli, ha presentato il suo progetto di contromanovra.

Lo ha fatto presentando alla stampa un documento di 87 pagine nelle quali viene stabilito come si dovrebbe procedere per avere una manovra vicina al popolo che non sia la macelleria sociale proposta dal centrodestra in tutti i settori possibili. Una manovra che Toma dichiara immodificabile e sfida le opposizioni: vadano loro in maggioranza e si facciano il loro def.

Il Pd lo ha presentato lo stesso ed è ricco di capitoli.  

Per la prima volta nella storia del Consiglio regionale del Molise – si legge nel documento-  una forza politica di opposizione propone una “contromanovra”, ovvero una diversa visione dell’impostazione di programmazione economico-finanziaria del Molise, incidente su tutti i documenti in discussione (Defr, legge di stabilità e bilancio generale e di consiglio). Un contributo per far comprendere innanzitutto che per discutere di emendamenti e di scelte puntuali, occorre una visione. Che tutto sia discendente dalla stessa e che rappresenti un tutt’uno che va giudicato sul piano politico nel suo insieme. Il presente documento serve per dare intellegibilità e semplicità di lettura a tale approccio. E’ suddiviso in: Capitolo I: la visione politica. Si offre la chiave di lettura con la quale si procede ad avanzare di seguito le proposte. Capitolo II: le criticità della manovra del Governo regionale. È suddivisa in: criticità generali (par.1), cosa manca rispetto allo scenario nazionale ed europeo (par.2). Capitolo III: la contromanovra, che contiene le proposte che avanza il Partito Democratico e che sono declinate in emendamenti puntuali negli allegati, così suddivisi: 1) Emendamenti alla legge di stabilità (all.1). Gli emendamenti sono suddivisi in emendamenti con impatto e senza impatto finanziario. 2) Emendamenti al Bilancio del Consiglio regionale (inseriti nel testo, non allegati). 3) Emendamenti al Bilancio regionale (inseriti nel testo, non allegati) 4) Ordini del giorno ex art. 50 del Regolamento del Consiglio (all. 2: in ordine)”.

La ricetta ad avviso del Partito Democratico non può essere la chiusura, ma una visione aperta alla discussione politica e al mondo. Solo un sistema che apre le porte e lavora insieme può portare scelte coraggiose per coesione, solidarietà, lavoro.

Vogliamo un Molise aperto e inclusivo, forte e innovativo – sottolineano-  che ricomincia a crescere e generare buon lavoro. Moderno. Che punta alle sue eccellenze e alle sue diversità. Che fa export di qualità e resiste alle disonestà e alle delinquenze singole ed organizzate. Ma nel merito e nel metodo, non è il Molise di questa manovra, spesso inconsapevole, spesso disarticolata, sicuramente senza alcuna visione basata su poche scelte forti e riconoscibili”.

Per le aree interne il Pd propone di far entrare il Molise nei canapi degli andamenti economici cercando di incidervi è cosa quasi impossibile.

Toccherà a noi – hanno sottolineato-  a questo consiglio regionale e sul tema più rilevante che dobbiamo affrontare, il bilancio e le sue scelte, essere l’ago della bilancia della visione del futuro della nostra regione, che vuole essere all’altezza dell’Italia e dell’Europa! Proprio in questo momento elettorale, dobbiamo ancora di più dimostrare di esserne capaci”.

Per quanto riguarda il sociale in questi giorni, il nuovo centro-destra ha bloccato il percorso virtuoso voluto da Frattura. Uscita del pubblico dalle imprese e riduzione degli enti pararegionali, con riduzione delle spese inutili. Ma senza riuscire a fronteggiare quello che va fatto in alternativa. Amadori lascia e le risorse appostate sul Def, cospicue e in astratto utili (anche perché rispondevano alla programmazione degli anni precedenti e al percorso sviluppato) non si sa a cosa servono. Gli ex lavoratori Ittierre sono pronti a reimpieghi, ma non gli si riesce a garantire né la coda degli ammortizzatori né una legittima nuova possibilità.

Così per le misure per i lavori di pubblica utilità – si legge nel documento-  per la proposta di legge Iorio che dovrebbe risolvere i problemi di tutti gli ex lavoratori del sistema regionale e che rischia di creare solo un nuovo albo, se non viene accompagnata da soluzioni reali e risorse concrete che, ovviamente, in questa sede dovrebbero evidenziarsi e che invece non ci sono. Purtroppo, dimostrando quello che temiamo, e che cioè sia solo un palliativo formale. Il governo a guida PD ha perseguito un modello diverso. Uscita dalla partecipazione nelle imprese decotte e nei vari soggetti partecipati. Snellimento per liberare risorse e stappare micro mercati. Smantellando del sistema pubblico inefficiente e alleggerendo le tasse. Senza paternalismo, per creare le condizioni del loro successo. Come è successo per alcune trasformazioni agroalimentari. Come stava piano piano di nuovo accadendo. Stavamo ripartendo ed ora a causa di un nuovo blocco nazionale (debito senza crescita) e senza nessuna risposta in sede locale, si rischia di ritornare indietro. La Svimez nel rapporto 2017 parlava di un PIL del Molise che è più 1,6 (2016 su 2015). Bronzo dopo Campania e Basilicata. Cresceva il lavoro, il Molise è la medaglia d’oro del Sud con un più 3,4 e i dati record di agricoltura e edilizia (con quasi più 20% ciascuno). Era – dopo la grande crisi - più 11% l’occupazione dall’inizio del governo di centrosinistra al 2017/18 (primo trimestre 2013, secondo trimestre 2017). I dati sono dell’Istat e conclamano circa 10.000 occupati in più per il Molise. CINQUE ANNI, +11% DI OCCUPAZIONE IN PIU’, PER + 10.000 LAVORATORI.

 Per il sociale asili e classi primavera, attualmente privi di copertura, vanno previsti urgentemente. Le altre misure di cui di seguito una priorità assoluta. In allegato alla manovra, come concordato nella prima commissione, proponiamo l’approvazione di una mozione vincolante per la riprogrammazione dei fondi FSC in tale direzione (non meno di 1,500,000 Euro annui). Disabilità, affitti sociali, anziani.

Numerose e semplici le nostre proposte. E va definitivamente risolto il tema della soggettività degli ambiti sociali e della liquidità al sistema poiché i ritardi anche di anni che le famiglie che soffrono sono obbligati a sopportare non si ripetano più. Basterebbe approvare una proposta che trasforma gli ambiti in consorzi e che verso questi sia fatta una anticipazione di liquidità di pochi centinaia di migliaia di euro ciascuno. Inoltre, proseguire lotta povertà. Per noi è fondamentale la visione della lotta alla disuguaglianza offerta a livello europeo.

Le 15 proposte contro la disuguaglianza ispirate dal Programma di Azione di Anthony Atkinson. Le riprendiamo come modello ispiratore delle scelte che anche a livello locale si compiono ed in particolare in riferimento alla proposta n. 8 (strategie di sviluppo rivolte ai luoghi). Per questo le misure del sociale, soprattutto quelle a ridotto impatto (per gli affitti sociali, per asili nido e classi primavera, per l’assistenza ad anziani e disabili) risultano fondamentali.

“Chiediamo al Presidente – si legge nel documento - di sostenere questa visione a livello più macro. In Europa, al Comitato delle Regioni, e in sede di Conferenza delle Regioni. Con la nuova programmazione per la coesione territoriale, di cui c’è molta descrizione tecnica nel DEF, ma senza che siano tracciate le rotte politiche, chiediamo che le 15 proposte siano la linea guida delle proposte del Molise nel nuovo scenario. Costa, mare, sbarchi, accoglienza. Sì all’immigrazione regolare. No agli assembramenti. Si sperimentazioni per i bambini e Sprar diffusi nelle famiglie. Il modello dell’accoglienza tutto sommato in Molise ha funzionato. Ora abbiamo un Assessore della Lega e chiediamo a lui se ci sono finanziamenti per favorire i processi di integrazione e i progetti di cui aveva parlato quando ha risposto alle interrogazioni del PD oppure no. Non vi è quasi traccia nel Defr (pag.84/85 e 141), ma ci si vergogna quasi a parlarne nei consessi politici. Immigrazione, tema tabù in Molise. La perequazione, infine. Bene agli scaglioni Irpef che restano invariati, ma fondamentale ridurre Irap e generare risparmi manovrando in particolare la compartecipazione benzina. Il Molise paga alle pompe di benzina più di ogni altra regione. Non è sostenibile per imprese e famiglie. Non è neanche legittimo. Proponiamo l’eliminazione dell’accisa regionale sui carburanti per autotrazione, secondo quanto diffusamente illustrato nel documento di contromanovra del PD e nell’emendamento alla legge di stabilità che si riporta di seguito. “A far data dall’entrata in vigore della presente legge e in attuazione delle indicazioni dell’Unione Europea, sono abrogate le leggi regionali n. 38 del 31/12/2004 e n. 42 del 28/12/2006 per la parte riguardante l’accisa regionale sul carburante per autotrazione”. Consiglio Regionale del Molise Gruppo Consiliare Partito Democratico 9.

 Per la sanità, proponiamo in particolare una eliminazione del ticket. Non avendo evidenza delle conclusioni del tavolo sanitario del 15 aprile scorso, non è dato sapere se la proposta è percorribile o meno: come noto, se gli esiti sono negativi nessuna manovra di riduzione al riguardo può essere avanzata. Ma non abbiamo contezza delle risultanze e aspettiamo il verbale relativo, così come chiesto in audizione. O proponiamo di valutare una sua perequazione per fasce. Oltre che al rifinanziamento con maggiori risorse dei farmaci di fascia C”.

Il giudizio politico sulla manovra del centrodestra è implacabile.

Non è stato consentito alle minoranze – chiude il documento -  l'accesso alle informazioni salienti (capitoli e URBI) al fine di migliorare e integrare con delle proposte. Non sono state fornite informazioni nemmeno sugli esiti del tavolo sanitario. Di fatto abbiamo un Presidente della Giunta Regionale che dopo aver subito il commissariamento della sanità prima, ridimensionato nella gestione del terremoto 2018 poi, esautorato della gestione dei CIS infine, prova ad amministrare in autonomia, a discapito della sua stessa Giunta e del Consiglio Regionale, le poche deleghe ancora nelle sue mani. Al cospetto di un consiglio regionale a cui si prova a togliere aria, anche privandolo di personale oltre che di funzioni di programmazione e pianificazione. Ma entriamo nel merito del documento licenziato dalla giunta regionale. Da tutta la mole di carta emerge una grande verità: la manovra non c'è. Non c'è un'anima. Non c'è una sola idea che possa far fare uno scatto d’orgoglio a questa Regione. Un collage di documenti programmatici precedenti, a cui si deve tutto (anche le attuali attività sbandierate ed “inaugurate”). Peggiorati. Senza una regia vera. Come ad esempio per quanto riguarda il settore del turismo dove disperatamente si continua a chiedere un protocollo di qualità sugli interventi e una visione unitaria funzionale a un marketing territoriale vero. Ci saremmo aspettati la fine dei finanziamenti a pioggia (pochi, ma a molti) che di fatto sperperano la spesa pubblica senza risultati tangibili. Riteniamo sia un reiterarsi di scelte già fatte, peggiorate. Quello che la manovra prospetta sono costi maggiori per i cittadini, ma servizi migliorare la qualità dei servizi. Consiglio Regionale del Molise Gruppo Consiliare Partito Democratico 47 Ad esempio aumentano il ticket dei trasporti, i canoni, i diritti di segreteria ed i costi di altri servizi minori, ma non sono previsti investimenti per migliorare la qualità di vita dei pendolari o aumentare la dotazione per borse di studio. Le risorse a libera destinazione sono poche (10 milioni di euro, circa) e prossimamente indirizzate: aumentano le risorse per le comunità montane (eternamente in liquidazione) e per la caccia, per fare due esempi. Mentre si fa macelleria sociale non appostando un euro per asili nido, classi primavera, bambini che subiscono violenza o altre forme indispensabili di aiuto agli ultimi. Servizi primari che gli amministratori locali cercano di erogare ai loro cittadini con enormi difficoltà. Nel corso di questo primo anno di legislatura a trazione centrodestra sono stati numerosi gli ordini del giorno e le mozioni che impegnavano il Presidente e la Giunta Regionale a sostenere cittadini in difficoltà (ad esempio in favore degli ex lavoratori ITTERRE e dei cittadini molisani in Venezuela che vivono un periodo drammatico), ma nulla è stato fatto in loro favore. Ma soprattutto, non si coglie l'essenza. Oggi il Molise ha bisogno di tornare a crescere per fare buon lavoro. Tante pagine di descrizione di misure sui programmi addizionali (preesistenti) e non una scelta vera fondativa e forte. Soprattutto, sul lavoro per i giovani. Su come far tornare chi è andato via. Per tutto questo non è stato possibile solo presentare emendamenti, ma è stato necessario presentare una manovra. Perché la manovra del governo regionale non c'è. O se preferite, è stato necessario presentare una contromanovra rispetto al collage di lavoro tecnico degli uffici, spesso silenziato nell'interlocuzione vera”.

Nel pomeriggio il Pd farà una riunione di minoranza insieme al Movimento Cinque Stelle per organizzare una opposizione unita ed efficace.

Per ascoltare l'audio della conferenza stampa cliccare qui

 

Viviana Pizzi

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