Comune Campobasso, il centrodestra punta al ricorso per creare l'effetto anatra zoppa: niente auguri a Gravina da parte di Toma

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
STAMPA

Dove eravamo rimasti? A domenica sera quando il Movimento Cinque Stelle a Campobasso ha festeggiato l'elezione di Roberto Gravina mentre il centrodestra quella di Francesco Roberti a Termoli. Ma se il centrosinistra ha accettato la sconfitta con cavalleria e ha fatto gli auguri a tutti e due i sindaci, non ha fatto lo stesso il centrodestra a Campobasso. 

Dove non si è udito un messaggio di auguri di buon lavoro al sindaco di Campobasso da parte del presidente della Regione Donato Toma. Il quale evidentemente è preso dai risvolti regionali che ha portato il voto nel capoluogo di regione. Immediata infatti è stata l'iniziativa della consigliera regionale Aida Romagnuolo che ha chiesto a Toma di dimissionare l'assessore regionale e coordinatore regionale della Lega Luigi Mazzuto. Considerato da buona parte del centrodestra l'unico colpevole della disfatta di Campobasso. 

Ma c'è un centrodestra che non vuole arrendersi alla vittoria di Gravina e punta sul ricorso elettorale. Ovviamente non pensato quando la candidata Maria Domenica D'Alessandro era ancora in corso. Si tratta di chiedere il riconteggio di 773 schede nulle che potrebbero portare il centrodestra a ottenere la maggioranza assoluta dei seggi e quindi provocare l'effetto anatra zoppa. Ma questa strada sembrerebbe comunque tutta in salita e protesa soltanto verso la non accettazione della sconfitta elettorale. Comprensibile se si considera che persone con 450 voti sono rimaste fuori dall'assise civica mentre entrano eletti in maggioranza con poco più di 100 voti. 

Intanto ieri c'è già stata la proclamazione degli eletti e del sindaco Roberto Gravina, mentre il consiglio regionale aveva messo all'ordine del giorno la mozione di sfiducia a Luigi Mazzuto. Tuttavia non è l'unico responsabile della sconfitta campobassana. Con lui si dovrebbero mettere in discussione anche gli altri segretari di partito che, nel turno di ballottaggio, non hanno organizzato neanche mezza iniziativa a favore della candidata. Anche nel comizio di chiusura della campagna elettorale, che aveva tutta l'aria di una sconfitta preannunciata, era lei sola sul palco con i suoi sostenitori giù quasi a non  voler mettere la firma su quella Caporetto. 

Vince invece l'innovazione e il cambio dei volti in consiglio all'insegna della coerenza e della voglia di fare. Vince la buona opposizione fatta a Battista dal 2014 al 2019 ma vince soprattutto la moderazione di Gravina. Una persona mai sopra le righe e vicino ai diritti civili e quindi capace di catalizzare su di se le simpatie del centrosinistra che si è consolato con la sua vittoria dopo la sconfitta bruciante rimediata quindici giorni prima. 

Viviana Pizzi

Contatti

redazione@altomolise.net
mob. 333.6506972
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK