Il Harakiri del PD

Il Partito Democratico tace sulle vicende poco chiare della Lega e si scatena contro i propri componenti

| di Enzo Carmine Delli Quadri
| Categoria: Attualità
STAMPA

Il Harakiri è il suicidio che si pratica in Giappone, secondo un antico rituale samurai, squarciandosi il ventre con un'apposita lama sacrale.
È quello che sta facendo, ora, il Partito Democratico di Zingaretti.
Per alcuni giorni della trascorsa settimana eravamo impegnati a soppesare, esaminare, valutare, riflettere sulle disgrazie della Lega, impigliata, addirittura con Salvini, nel caso Arata.
Per chi non lo sapesse o lo avesse dimenticato, cosa facilissima in questa nostra Italia, Arata è un imprenditore siciliano dapprima chiacchierato e ora arrestato insieme al figlio Francesco con l’accusa di corruzione, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni. Secondo la Dda di Palermo, Arata, padre e figlio, sarebbero soci occulti dell'imprenditore trapanese dell'eolico Vito Nicastri, che secondo gli inquirenti sarebbe vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro. Salvini ne è impigliato perché aveva reso Arata consulente per l’energia e, di più, perché lo aveva proposto come possibile presidente di Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, uno degli enti più importanti per quanto riguarda la gestione dell’energia in Italia. La Lega ne è impigliata perché l’altro figlio di Arata lavora a Palazzo Chigi con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giorgetti. Ne è ancora impigliata perché, secondo l’accusa, il leghista senatore Armando Siri figura come un beneficiato di Arata.
Queste faccende si accompagnano con i 49 milioni rubati ai contribuenti italiani (saranno restituiti in 79 anni), con la condanna, a 3 anni e 5 mesi per peculato, di Edoardo Rixi, viceministro leghista, imputato nel processo per le “spese pazze” in Regione Liguria, con l’arresto del sindaco di Legnano, Giambattista Fratus,per corruzione elettorale e nomine pilotate, con le condanne dei leghisti Riccardo Molinari e Paolo Tiramani per le spese pazze alla Regione Piemonte, con la condanna a 1 anno e 8 mesi di Massimiliano Romeo, attuale capogruppo della Lega al Senato, per le spese pazze al Pirellone.
Di fronte a questo sfracello di accuse che avrebbero dovuto schiacciare la Lega alle sue responsabilità, Il M5S ha glissato, paventato, urlato, ammorbidito e sappiamo che lo ha fatto per salvare le sue poltrone al governo, Il Partito Democratico, in nome di un anti-giustizialismo, in questo caso mortificante per il popolo onesto, ha praticamente taciuto.
Di contro, non appena poco chiare vicende hanno coinvolto le procedure di nomina dei procuratori della Repubblica, in primis, quello di Roma, non appena è emerso che nelle intercettazioni di colloqui poco nobili, c’era anche il nome del renziano Lotti, ecco che Zingaretti sfodera un coraggio insospettato, diventa giustizialista e nomina una segreteria del PD a sua immagine con tutti i nemici di Renzi e, conseguentemente, con esclusione di tutta la minoranza parlamentare che fa capo a Lotti e a Giachetti (considerati renziani). 
La lama sacrale dei samurai è poca cosa di fronte a questo atteggiamento che ridurrà il PD alle ceneri già raccolte da altri sotto il caminetto di una sinistra che continua a camminare con la testa all’indietro. La Politica è merda. Occorrerebbe saperla maneggiare. Qui se la stanno mangiando.

 

 

Enzo Carmine Delli Quadri

Contatti

redazione@altomolise.net
mob. 333.6506972
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK