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Petacciato, parla l'architetto Domenico Staniscia: verba volant scripta manent

| di Domenico Staniscia
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Premetto che non frequento luoghi virtuali tipo facebook e simili. Ricevo ieri, da parte di una persona a me vicina, la filippica del signor Di Pardo, sindaco pro tempore del comune di Petacciato, scagliata su facebook contro il consigliere di opposizione Staniscia, per inciso mio fratello, riguardo a cose, fatti e persone con cui lo scrivente non ha nulla a che fare. Nella sua requisitoria – arringa il suddetto, finisce però col coinvolgere il sottoscritto con una serie di affermazioni false e talune perfino calunniose. Mi trovo quindi, senza peraltro entrare in questioni che a me non interessano minimamente, costretto a ricordare al signor Di Pardo, sindaco pro tempore del comune di Petacciato alcune cose. Nel farlo seguo la scaletta seguita dal signor Di Pardo per le parti false, allusive e denigratorie nei miei confronti . Il resto della giaculatoria non mi interessa. Il signor Di Pardo rivendica a se stesso il “merito” di aver evitato l’attraversamento dell’abitato da parte delle condotte del Molisano Centrale. E’ falso. La questione dell’attraversamento del centro urbano e delle conseguenze disastrose per l’abitato fu sollevata dal sottoscritto allorquando illustrò il problema ad un giornalista che ne fece un articolo che rese nota ufficialmente la vicenda che, fino ad allora, era rimasta sottotraccia. Il titolo dell’articolo era “ Ma quell’acquedotto distruggerà il Paese”. Il progetto dell’acquedotto era venuto fuori subito dopo la caduta della sindacatura del cognato del signor Di Pardo e l’inizio della sindacatura Lapalombara quinquies. Fu a seguito di quell’articolo che la nuova amministrazione convocò il sottoscritto e mi chiese di suggerire un percorso alternativo per le condotte idriche e per l’ubicazione del nuovo serbatoio a valle. All’incontro con l’amministrazione parteciparono anche altri cittadini interessati, per questioni di espropri, alle opere. In quella sede, e contestualmente, il sottoscritto ed il tecnico comunale presente, disegnarono materialmente, su mappa, il suddetto percorso alternativo che sarebbe stato poi fatto proprio dal comune allo scopo di evitare alle condotte idriche di attraversare l’intero abitato di Petacciato. Posso inoltre mostrare a chiunque gli esposti all’epoca inviati dal sottoscritto all’allora Presidente della Repubblica e le risposte avute dallo stesso per il tramite della Prefettura di Campobasso. Tutto documentato con lettere raccomandate, ricevute di andata e ritorno e copia della documentazione trasmessa. Seconda questione. Il signor Di Pardo nel rilevare l’assenza del comune di Petacciato alla Conferenza di Servizi tenutasi a Roma in data 10 Febbraio 2004, ore 10.30, nella sede del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, in Piazza della Croce Ross, n. 1, chiede enfaticamente (lo sdegno è palpabile!....) “Sai chi avrebbe dovuto partecipare? Lo sai? Ed ancora, fremente, “Fai una ricerca…o chiedi… chiedi a persone che ti stanno vicino! . Quelle “persone che ti stanno vicino” sarebbero in realtà solo una : il sottoscritto che, per inciso, nella testa del signor Di Pardo, sarebbe quella che avrebbe dovuto partecipare, in quanto assessore, alla conferenza di servizi di cui sopra. Purtroppo il signor Di Pardo si dimostra persona confusa, forse male informata e quindi (absit iniuria verbis) assolutamente ignorante riguardo a fatti e persone del comune di cui pure risulterebbe (lo si legge da qualche parte) sindaco protempore. In ogni caso avrebbe fatto meglio a rivolgere a se stesso quelle domande frementi di sdegno messe in bottiglia ed affidate alla risacca di facebook . Il sottoscritto è stato assessore dal 1999 al febbraio del 2003. Dal febbraio 2003, in rotta con l’allora maggioranza smisi di partecipare alle riunioni di GM e passai all’opposizione. Nel giugno 2003 mi furono ritirate le deleghe assessorili. Al mio posto venne nominato un altro. “Carneade, chi era costui”? Qualche indizio lo possiamo trovare sul frontespizio del documento di convocazione della Conferenza di Servizi di cui sopra, documento di cui il neofita apprendista sindaco avrebbe dovuto leggere perlomeno il frontespizio. Nel frontespizio di detto documento sono indicati i protocolli di partenza e di arrivo. Il documento partì dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti col seguente protocollo : STM/TF/GC. Cc – Prot.17 del 21/1/04 e fu registrato in arrivo al comune di Petacciato col Prot. n. 799 del 28 GEN. 2004. A margine del documento c’è una breve nota scritta a mano: x SIN – CAS. La calligrafia è quella del sindaco dell’epoca che, con quella nota, segnalava che quel documento doveva essere posto alla sua attenzione ed a quella dell’assessore. Quell’assessore che era stato, l’anno prima, nominato in sostituzione del sottoscritto. Un assessore il cui cognome comincia con CAS. Quindi, egregio signor Di Pardo: Ha capito chi era l’assessore delegato che avrebbe dovuto partecipare insieme con il sindaco dell’epoca? Lo sa? Faccia una ricerca… o chieda…chieda a persone che le stanno vicino! Per questioni di spazio devo chiudere la questione a questo punto ma agli amanti del grottesco e della farsa suggerirei la lettura del verbale della deliberazione di Consiglio comunale n. 44 del 25/11/2007. L’oggetto della Delibera è il seguente : Ordine del giorno presentato dal gruppo di minoranza avente ad oggetto : “ determinazioni in ordine alla realizzazione dell’acquedotto molisano centrale ed interconnessione schema basso molise finalizzate a scongiurare il dissesto del centro abitato di Petacciato”. Praticamente la delibera sembra la sceneggiatura del film di Woody Allen il cui protagonista cercava l’assassino per scoprire alla fine che l’assassino era lui anche se non se era mai accorto. Dalla lettura del verbale emerge comunque con chiarezza che il comune fece propria la proposta di nuovo percorso delle condotte dell’acquedotto suggerita dal sottoscritto. L’apporto millantato dal signor Di Pardo dov’è? A monte, presso Molise Acque? E allora perché mai Molise Acque presentò un progetto che avrebbe distrutto il paese costringendo il sottoscritto, a fare il diavolo a quattro, arrivando a scomodare perfino la Presidenza della Repubblica per costringere chi di dovere ad eliminare quell obbrobrio? Non sarebbe stato sufficiente informare il cognato – sindaco pro tempore affinchè si opponesse al progetto anziché approvarlo tacitamente senza dire nulla? Come mai non l’ha fatto? Emerge con chiarezza che la portata distruttiva di quel progetto fu compresa solo dal sottoscritto nel momento stesso che mi fu consentito di accedere alla visura del progetto medesimo. E mi fu consentito solo allorquando al sindaco- cognato subentrò la penultima amministrazione Lapalombara. Mai prima, benchè avessi sempre tentato di capire cosa si celasse dietro le innumerevoli comunicazioni di esproprio che si stavano abbattendo in quel periodo su tantissime proprietà agricole del comune. Riguardo all’allusione ad incarichi ricevuti il sottoscritto chiede che vengano pubblicati tutti gli incarichi ricevuti da tecnici di qualsivoglia provenienza e di ogni ordine e grado, con relative ragioni degli incarichi e relativi importi percepiti negli ultimi quattro lustri. Sarà così possibile capire chi si è arricchito veramente col comune, come, dove, quando e perché. Posso assicurare che dal comune di Petacciato il sottoscritto, nel ventennio, ha ricevuto incarichi di lavoro per somme complessive molto inferiori, a quelle guadagnate da un consigliere comunale di opposizione con la semplice operazione di compravendita di un immobile destinato dal comune alla demolizione. Acquisto a euro quindicimila, cessione poco tempo dopo, al comune, a euro quarantasettemila (47 : morto che parla) . Argent de poche mi dicono. Un immobile che poco tempo prima veniva valutato 15, poco tempo dopo rese 47. Ad un consigliere . Di minoranza. Di opposizione. Labor omnia vincit. Prosit. Questione della frana. Il signor Di Pardo si chiede come possa avere io il progetto delle opere da realizzare per la messa in sicurezza del territorio in frana. Ma come non lo sa? Faccia una ricerca… o chieda … chieda a persone che le stanno vicino! A dicembre 2017 a Petacciato Marina c’è stato un convegno sulla frana di Petacciato cui hanno partecipato tutti gli ordini professionali interessati (Geologi, Ingegneri, Architetti), gli enti Regionali interessati, rappresentanti di autorità di Bacino, il responsabile nazionale di Italia Sicura e varie personalità politiche locali e nazionali oltre a studiosi della frana di Petacciato dell’Università di Bari quali la professoressa Federica Cotecchia (figlia del noto professore Vincenzo) e la geologa Francesca Santaloia che partecipò in prima persona nel quinquennio 1997-2002 alle indagini condotte sulla frana di Petacciato dalla famosa CTS. Questi sono i quattro amici al bar con cui talvolta ho a che fare. Attendo di sapere quali sono le eminenti professionalità, questi tecnici geologi, frequentati, allo scopo, dal sindaco protempore. Ad ogni modo al convegno presenziarono anche esponenti del comune di Petacciato. Ricordo la presenza del vicesindaco, di un’assessora e di un tecnico del comune. In quella sede sono state ampiamente, dal sottoscritto, illustrate tutte le circostanze, modi e termini, che mi hanno portato ad avere copia degli studi sulla frana e dei progetti sulla frana, rispettivamente condotti e redatti dalla Commissione Tecnico Scientifica. E il sindaco che pure sarebbe il responsabile locale della Protezione civile dov’era? Come mai non ha sentito il bisogno di partecipare e dare anche il suo contributo al dibattito ed agli studi ? E non ha chiesto lumi ai colleghi amministratori che parteciparono? Ed ai tecnici geologi di sua frequentazione? Siccome, a quanto pare, il sindaco (absit iniuria verbis) ignora circostanze e termini della questione, glie li riassumo in poche righe, naturalmente suffragate da documenti (verba volant…) . In data 19 dicembre 2002, l’ allora responsabile dell’ ufficio tecnico del comune di Petacciato, con nota di cui al Prot. n. 7236 chiedeva all’allora Responsabile del procedimento per la Frana di Petacciato presso la Regione Molise, Direzione Generale IV, l’invio di una copia degli Studi effettuati sul territorio del comune e il suddetto Ufficio con lettera del 20 Dicembre 2002, prot. 11862, provvedeva all’invio di quanto richiesto con la seguente curiosa raccomandazione : “Si ricorda che tale documentazione è di proprietà della Regione Molise e che di essa non può essere rilasciata copia o fatto uso non espressamente autorizzato dal Presidente della Regione Molise – Commissario Delegato.” In pratica la cosa doveva restare segreta. Perché ? Mistero. La documentazione venne effettivamente segretata fino a quando venni messo al corrente dell’arrivo degli atti. A quel punto mi recai subito dal segretario comunale, chiesi di poter consultare la pratica ed al suo rifiuto minacciai di chiamare i carabinieri dal momento che ci trovavamo di fronte ad atti pubblici che riguardavano indagini e lavori pagati con soldi pubblici nell’interesse esclusivo della collettività. A quel punto misi per iscritto che intendevo fare copia del cd rom contenente gli atti e, dichiarando il luogo in cui avrei provveduto alla bisogna, procedetti. Cosa ne feci della copia? La conservo ancora. E’ a disposizione di quanti sono interessati veramente a sapere come stanno le cose riguardo alla frana. In ogni caso del possesso e dell’uso che intendevo fare di quegli studi informai il Commissario delegato per la frana di Petacciato, nonché Presidente della regione Molise e gli altri responsabili della Protezione Civile. Informai cioè chi si riteneva proprietario che, in realtà, quegli studi appartenevano alla comunità. Con lettera del 20 Febbraio 2003, Prot. 989 indirizzata al Presidente della Regione, all’Assessore alla Protezione Civile della Regione, al presidente della Provincia di Campobasso, al Responsabile del competente Ufficio Regionale (che aveva inviato la documentazione), dopo aver illustrato modalità e circostanze con cui ero venuto in possesso degli studi, chiedevo di convocare al più presto una riunione in Petacciato, invitando anche i membri della CTS in modo da consentire loro di illustrare il lavoro svolto, renderne note le conclusioni e, soprattutto, rendere edotta la cittadinanza sulle condizioni idrogeologiche e geoteciche del territorio del comune. Attendo ancora le risposte. Il signor Di Pardo continua ad affermare di essere in possesso dei medesimi documenti di cui io sono in possesso. Cosa aspetta allora a fare quello che dovrebbe fare in quanto autorità (si fa per dire) locale di protezione civile? Come mai non espone le risultanze di tali studi in pubblica piazza, all aperto in modo che ognuno possa conoscerli e farsene un’idea? Sarà per tutti un autentico sollievo sapere che sul territorio in frana del comune di Petacciato saranno effettuati gli interventi, e solo quelli, messi a punto da grandi esperti della materia e non più interventi estemporanei, abborracciati da qualche apprendista stregone in cerca di facili guadagni. Resta comunque aperta una questione. Se il signor Di Pardo ci dice che la Regione, l’Autorità di Bacino, il Comune ed il Ministero sono in possesso di tali studi e di tali progetti, noi dobbiamo crederci. Ci chiediamo allora come mai, negli anni, si è continuato ad intervenire sul costone (e solo su quello) con lavori inutili e dannosi, ignorando invece i progetti veri,a scala territoriale, quelli che avrebbero risolto alla radice il problema? Come mai si è continuato a sperperare denaro pubblico per opere inutili che la frana si è regolarmente bevuto nei vani tentativi, sballati, di frenarla? Se gli studi della CTS erano e sono a tutti noti è evidente che sono stati colpevolmente ignorati. A che scopo? A vantaggio di chi? Venga, il signor Di Pardo a spiegarcele in piazza queste cose. Comunichi alla cittadinanza il giorno e l’ora. E porti spiegazioni convincenti. Anche riguardo al fatto del perché, a tutt’oggi, tali spiegazioni non sono ancora state comunicate. Altrimenti la prossima volta il signor Di Pardo si occupi di persone e/o cose che sono alla sua portata e lasci stare il sottoscritto. Come disse una volta il compianto Enzo Biagi a un noto politicante di mezza tacca : io parlo con tutti ma solo a parità di sintassi. Di mio aggiungerei solo la parola argomenti. Sintassi e Argomenti.

 

Domenico Staniscia

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