Maurizio Cacciavillani è un uomo d’onore, peccato che sia troppo “molisano”

La Agnone di Cacciavillani, che sopravvive grazie all’eroismo dei suoi cittadini, era ben gestita ma non aveva visione del futuro

| di Enzo Carmine Delli Quadri
| Categoria: Attualità
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Ieri, Maurizio Cacciavillani ha risposto stizzito (Agnone è rimasta a bocca asciutta) alle notizie che apprezzavano il fatto che Agnone fosse riuscita ad ottenere un finanziamento di oltre 6 milioni di euro per la progettazione del terzo  lotto  che porterà gli utenti agnonesi a collegarsi con Sant’Angelo del Pesco. 19 Km con un tempo di percorrenza di 13 minuti, propedeutici per arrivare in breve tempo a Pescara e Chieti. 
Ora va detto che Cacciavillani è un uomo d’onore, efficiente ed efficace. Quel che ha scritto è quasi tutto vero: il Polo Scolastico, i marciapiedi lungo il corso principale ed alti interventi, ultimo in ordine cronologico l’installazione della casetta dell’acqua, sono la conclusione di progetti avviati processati e messi in opera dalla Sua amministrazione. E sono vere tanta altre affermazioni, non ultima questa: Intanto la mancata programmazione e la totale inadeguatezza della classe politica hanno fatto sprofondare Agnone nell’oblio
Credo che questa frase vada riferita a tutta la classe politica locale, da 60 anni a questa parteper il semplice fatto che lo sprofondamento nell’oblio è iniziato negli anni sessanta, con la divisione della Regione Abruzzo e Molise, la creazione della Provincia di Isernia, con i governi cittadini della DC, ed è proseguita, purtroppo fino ad oggi anche con il Governo Carosella-Cacciavillani. Ho avuto modo di scrivere in merito all’amico Carosella: uomo onesto irreprensibile, colto con cui ho condiviso molte idee, salvo una per me inconciliabile. Lui difendeva l’autonomia del Molise, io ero del tutto contrario a questa autonomia che portava privilegi alla casta di Campobasso e Isernia e alla costa termolese, lasciando in pieno isolamento Agnone. 
Cacciavillani ha commesso l’imperdonabile errore di continuare su questa strada. Tutto il buono, tantissimo, che ha fatto per Agnone, si è sfarinato con la sua testarda posizione di collegamento con Frosolone e Trivento, con la gestione di Molise Dati e con le varie bretelle della Fresilia, veri nodi scorsoi per impiccarsi alle ragioni dei signori della Regione Molise. 
Peccato capitale ai miei occhi che vedono la salvezza di Agnone e il suo rilancio solo e soltanto con un nuovo o rinnovato, rispetto agli anni 60,  collegamento con le zone del territorio abruzzese, da sempre terra di riferimento per Agnone (Castiglione M.M, Roio, Rosello, Borrello, Quadri, Schiavi d’Abruzzo, Fraine, Villa Santa Maria, piuttosto che Carovilli o Pescolanciano per non parlare dello sbocco verso Pescara e il suo Aeroporto - commercio, turismo nazionale e internazionale agricoltura-  verso Chieti e verso la zona industriale della Val di Sangro).
Non posso, qui, non ricordare che alcuni anni fa, un delegato di 13 comuni abruzzesi (tra cui Roccaraso, Castel di Sangro, Pescocostanzo, Ateleta, Alfedena e altri ….) venne in Agnone per stringere un accordo (Almosava) al fine di presentarsi uniti al tavolo dei progetti nazionali ed europei e ottenere, così, finanziamenti utili al collegamento di Agnone con la Val di Sangro, al rafforzamento delle strutture ospedaliere di Agnone e Castel di Sangro, al potenziamento dei poli scolastici sul confine abruzzo-molise, al potenziamento degli impianti sportivi invernali di Roccaraso, Capracotta e Pizzoferrato, e altro ancora. Il sindaco Carosella risultò assente. Il delegato fu ricevuto da Cacciavillani che, ascoltate le varie petizioni, si riservò di chiamare per un nuovo incontro che proseguisse sulla strada per giungere a un accordo operativo. Quelli della Val di Sangro stanno ancora aspettando la telefonata. 
Pertantoio non posso non plaudire all’azione del Governo Amministrativo di Lorenzo Marcovecchio e Linda Marcovecchio che, almeno, si sta muovendo nella direzione di un superamento, seppur con difficoltà enormi, di quel maledetto confine tra Abruzzo e Molise che sta strangolando Agnone. Lo stesso Cacciavillani, invece di buttarla ancora una volta in inutile lotta politica, farebbe bene ad associarsi al successo dell’operazione che, ora più che mai, ha bisogno di unione e forze onde evitare che la progettazione resti, come lui stesso paventa, sulla carta. Agnone non merita questi spettacoli. Gli agnonesi non meritano continui litigi e continue lotte. Possibile che Capammonde e Capabballe, con le loro insulse controversie, non abbiano insegnato nulla? Gli agnonesi onesti che sgobbano per mantenere in piedi la baracca chiedono più armonia e maggior impegno e non riconoscimenti di medaglie che la polvere seppellirà.
* Nella foto Maurizio Cacciavillani, a destra, con Paolo Di Laura Frattura.

 

 

 

Enzo Carmine Delli Quadri

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