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Crisi di governo, Antonio Federico (5 stelle): dobbiamo avere il coraggio di ammettere i nostri errori

"Abbiamo banalizzato la comunicazione semplificando in maniera esasperata i messaggi, non più stimolando la critica e la ragione, ma assecondando umori e pulsioni".

| di Antonio Federico
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Ieri mattina ero a Roma, insieme a tutti i miei colleghi, per la riunione dei gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle.

È un momento molto delicato per il Paese e c'è bisogno di serietà e lucidità. Non dobbiamo cadere ancora una volta in quel vortice autocelebrativo che ci porta a dire che noi siamo il meglio che gli italiani possono avere perché gli altri sono uguali e rappresentano il peggio. Abbiamo sbagliato delle cose in questi 14 mesi, ma abbiamo fatto anche grandi cose: mi basta pensare al reddito di cittadinanza, al taglio dei vitalizi, la lotta al precariato o la stretta sui reati contro la Pubblica Amministrazione e la trasparenza sui finanziamenti ai partiti. Ma come non siamo forse stati bravi a raccontare il nostro lavoro, così non possiamo permetterci oggi di non saper riconoscere le nostre colpe. Ancora ieri durante l'assemblea congiunta fioccavano frasi fatte, slogan e selfie. Basta, davvero.

Perché è nato il MoVimento 5 Stelle? 
Perché cittadini informati e formati entrassero nelle Istituzioni e rendessero trasparente e partecipata ogni decisione politica. Invece abbiamo banalizzato la comunicazione semplificando in maniera esasperata i messaggi, non più stimolando la critica e la ragione, ma assecondando umori e pulsioni. Ed allora torniamo a parlare con le persone di temi e coinvolgiamole. Facciamo capire la solennità di questo momento e prendiamo il coraggio a due mani. Quel coraggio che troppe volte è mancato a tutti noi, anche a me. Fare il bene del Paese è anche fare il bene del MoVimento? Ha senso questa domanda? E i sondaggi? E le poltrone, da tagliare o da mantenere? Non riesco ad anticipare alcuna soluzione, ma sono sicuro che serva da parte nostra un repentino cambio di atteggiamento.

È ai gruppi Parlamentari ed al Presidente della Repubblica che è affidata questa fase delicata: affidiamoci ai primi così come confidiamo nel secondo.

Antonio Federico

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