A brigante, brigante e mezzo e il brigante si inFracchia.

​Si moltiplicano coloro che han deciso di rispondere da “brigante e mezzo” al brigante Salvini il quale si accartoccia e si dice pronto a fare un passo indietro. Da crisi a farsa

| di Enzo Carmine Delli Quadri
| Categoria: Attualità
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Cosa vuol dire “A brigante, brigante e mezzo”? Vuol dire che, a volte, è necessario utilizzare, anche peggio, gli stessi modi dell'avversario, anche se poco ortodossi e poco istituzionali. Fu Sandro Pertini ad utilizzare questa locuzione che oggi va molto di moda non solo a parole.
Lo fa il  presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il quale, piuttosto che convocare il ministro Salvini nel suo studio e chiedere chiarimenti sul suo comportamento chiaramente fuori le righe da un bel po' di tempo, sveste i panni istituzionali e affida per iscritto i suoi pensieri carichi di veleno  ad una lettera resa subito pubblica: “Gentile Ministro dell’Interno, caro Matteo, ti scrivo questa lettera aperta perché il caso della nave Open Arms domina ormai le prime pagine dei giornali e perché sono costretto a constatare che anche la corrispondenza d’ufficio tra la Presidenza del Consiglio e il Viminale viene poi riportata sui giornali e allora tanto vale renderla pubblica all’origine, per migliore trasparenza anche nei confronti dei cittadini. Ti ho scritto ieri l’altro una comunicazione formale, con la quale, dopo avere richiamato vari riferimenti normativi e la giurisprudenza in materia, ti ho invitato, letteralmente, nel rispetto della normativa in vigore, ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minoripresenti nell’imbarcazione. Con mia enorme sorpresa, ieri hai riassunto questa mia posizione attribuendomi, genericamente, la volontà di far sbarcare i migranti a bordo. Comprendo la tua fedele e ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell’immigrazione riducendolo alla formula “porti chiusi”. Sei un leader politico e sei legittimamente proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come Ministro dell’Interno e alterare una chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa. È un chiaro esempio di sleale collaborazione, l’ennesima a dire il vero, che non posso accettare”.
Da parte sua Renzi, il quale stava seduto in poltrona con i popcorn in mano, ha buttato alle ortiche tutto l’armamentario dei #senza di me, riferito ad eventuali accordi con i 5S, ha riposto le armi contro i Di Battista, Casaleggio & soci che hanno insultato a palate tutta la sua famiglia, si è travestito da brigante e mezzo e ha mandato all’aria tutti i programmi di Salvini e Zingaretti, il primo teso ad occupare il potere ad ogni costo, il secondo pronto a dichiararsi vincitore non per governare l’Italia ma per aver mandato a casa tutti gli amici di Renzi che oggi siedono in Parlamento. Certo, ha agito da brigante e mezzo, ma con una chiara visione politica, cui, pian piano, con tanti ridicoli distinguo, si stanno adeguando tutti, da Prodi a Gentiloni, da Letta a Bersani, Da D’Alema a Grasso. Tutti condividono la sua analisi che suona così: “La crisi più pazza del mondo può risolversi anche in farsa. Ma questa settimana ha cambiato in modo definitivo la percezione di Salvini: era invincibile, adesso è debole e solo. Il Senato gli ha dato una lezione”
Gli dà man forte la Boschi la quale si toglie un bel sassolino dalla scarpa:“Salvini ha lo stipendio pubblico dal 1993, io dal 2013. Non ha mai lavorato un giorno, io ho fatto l’avvocato. È uno dei più assenteisti, io sono tra le più presenti in aula. Se perdiamo la poltrona io torno in studio, lui torna in spiaggia”. E ancora: “Dovevano fare la flat tax, hanno fatto la flat growth. Crescita zero per l’Italia, allucinante! Ma quelli che si lamentavano di noi quando eravamo a +1.7% di preciso che fine hanno fatto?” E ancora: “Salvini mi attacca perché io, toscana, sono stata eletta in Alto Adige. Perché non dice che lui, lombardo, si è fatto eleggere in Calabria?”
Non ha fatto un grande sforzo Alessandro Di Battista a mettere i panni del brigante e mezzo e chiamare Salvini: Ministro del Tradimento. E aggiunge:“Il Ministro del tradimento inizia a dare cenni di pentimento. Infatti, Salvini ha appena dichiarato: «non ho mai detto a Conte di voler staccare la spina al governo». Forse gli sta passando l’hangover provocato dalla settimana “papeetiana” in spiaggia o forse una serie di ministri leghisti ai quali aveva promesso scatti di carriera, potere assoluto e mesi di open bar iniziano a lamentarsi.”
E il brigante Salvini come reagisce? Reagisce da coniglio. Si accartoccia, diventa un Fracchia qualsiasi che, seppur con frasi roboanti ma chiaramente stonate dopo la frittata provocata, dichiara come conferma anche Di Battista che non ho mai chiesto le dimissioni del Governo, che il mio telefono è sempre accesoe che se c’è qualche SI, si può dialogare. 
Se i 5Stelle torneranno tra le sue grinfie, assisteremo alla più grande e vergognosa sceneggiata del secolo. Nessun brigante da combattere, ma solo opportunisti, semplici poveri opportunisti al governo. E la farsa troneggia sulla tragedia. Non ci resta che ridere prima che il nostro pianto diventi disperazione.

Enzo Carmine Delli Quadri

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