Debiti da 24 milioni di euro per il trasporto su ferro, il Movimento Cinque Stelle: se la Regione non paga i disservizi continueranno

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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Disservizi sulla rete ferroviaria, aumenti dei biglietti, proclami fatti e disattesi sulla riapertura del tratto Campobasso – Termoli e i soliti disservizi di ogni giorno tra i quali anche l’arrivo a Roma sull’ormai famoso binario 20 bis.

Di questo e dei debiti accumulati e mai appianati dal 2016 al 2019 hanno parlato oggi in conferenza stampa i consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle. La cronistoria è stata raccontata a più voci da ogni singolo esponente di minoranza. Il debito da sanare entro la fine dell’anno è di 25 milioni di euro. Facile a dirsi ma non altrettanto a farsi. Si parte dal 2016 quando l’allora Governo Renzi per aiutare il Molise nel decreto legge n 193 ha previsto un contributo straordinario di 90 milioni di euro per pagare i debiti a Trenitalia, che da soli non sarebbero riusciti a tamponare.

Il debito derivava da mancati pagamenti effettuati dalla Regione dal 2013 e fino alla fine del 2016. A fine giugno 2017, dopo la soddisfazione della Giunta di allora per la misura del Governo amico, sempre l’esecutivo  ha firmato  il via libera alla stipula del rinnovo di contratto di servizio con Trenitalia.

Ebbene archiviato il vecchio debito si parla di un investimento per circa 15 milioni di euro di cui 13,5 milioni per l’acquisto di nuovi treni. Nel 2017 si sarebbe dovuto parlare di un nuovo percorso per il Tpl su ferro ma così non è stato. Anzi si è tornati a fare debiti con Trenitalia. Alla fine dell’anno non sono state pagate le ultime due rate per trimestri pari a 9.8 milioni di euro.

Siamo al 2018 quando inizia un nuovo anno per il Tpl su ferro e le prospettive non sembrano essere differenti rispetto a quelle dell’anno precedente. Infatti il Governo Frattura a gennaio approvava il bilancio di previsione nel quale erano previsti 16 milioni di euro. Ma che si assottigliano fino a diventare 9.8 milioni di euro. Quelli stessi che servivano per pianificare il debito del 2017.

Accade quindi che il corrispettivo da pagare a Trenitalia per i servizi di trasporto su ferro pari a oltre 20 milioni di euro non viene impegnato nel bilancio e quindi resta completamente impagato.

A tal proposito occorre segnalare ed evidenziare che nel luglio 2018 il dirigente servizio trasporti chiede copertura finanziaria per i capitoli del bilancio dedicati a Tpl su gomma. In particolare si richiede uno stanziamento di 11,6 milioni di euro per coprire il capitolo di spesa.

Ma la maggioranza targata Toma, da poco insediata, dà luogo ad una variazione di bilancio in cui sono destinate a Tpl su gomma  ma nulla più sul Tpl su rotaia. In definitiva il 2018 si chiude con una situazione debitoria di 23.868.281,26 euro.

Siamo nel 2019 e continuano a verificarsi disservizi sulle tratte Campobasso- Roma e Campobasso Napoli. Resta però sempre appeso il debito di quasi 24 milioni di euro. Ma ad aprile succede un fatto strano. L’assessore Niro annuncia, con titoloni di giornali, di aver trovato un accordo con Trenitalia per il rinnovo delle vetture e parla anche della riapertura della tratta ferroviaria Campobasso- Termoli chiusa ormai da anni. Più tardi il 23 aprile la Regione lamenta che Trenitalia è venuta meno agli obblighi contrattuali. Nello stesso tempo Trenitalia invia una nota alla Regione che diffida l’ente al pagamento dei debiti del 2018.

Ma è il 19 luglio che arriva la doccia fredda alla Regione Molise che di fatto smentisce i proclami di Niro. La magistratura contabile contesta all’Ente di via Genova l’aver rimandato a successivi impegni di spesa anche per servizi essenziali come il trasporto sul ferro. Dopo la riunione del 26 luglio scorso voluta dalla Corte dei Conti la ricognizione effettuata sui debiti verso Trenitalia li ha quantificati in 23,9 milioni di euro con previsioni di spesa pari a 28.7 milioni di euro fino al 2023.

Il Movimento Cinque Stelle per questo motivo ha chiesto un accesso agli atti e domani presenterà in consiglio regionale una interrogazione in merito all’assessore Niro.

“Fino a quando la Regione non farà la sua parte- dichiarano dal 5 stelle – i disagi proseguiranno”. Il consigliere regionale Vittorio Nola a tal riguardo ha sottolineato che parte del debito potrebbe essere appianato facendo il conteggio di due euro a biglietto sui 43 km in più conteggiato da Trenitalia nel percorso Campobasso- Roma.

“Ebbene sì. Malgrado lo Stato garantisca annualmente trasferimenti per oltre 35 milioni di euro per il funzionamento del trasporto pubblico locale (ferro e gomma) - continuano i Consiglieri del gruppo M5S Molise - la Regione non copre la restante parte di sua competenza. E, forse consapevole di essere 'dalla parte del torto', la Regione non applica o non può applicare a Trenitalia le penali per disservizi previste nel contratto. Qui apriamo un altro capitolo: abbiamo notato che solo in data 6 settembre 2019, dopo un nostro accesso agli atti per poter visionare le contestazioni della Regione Molise a Trenitalia, l'ufficio competente si è affrettato a designare tre funzionari per effettuare controlli e richiami legati ai disservizi. Ciò vuol dire che la Regione Molise, a distanza di oltre due anni dalla sottoscrizione del nuovo contratto, non aveva mai segnalato i disservizi e non aveva addirittura designato il personale che avrebbe dovuto effettuare controlli e segnalazioni. A tal proposito abbiamo chiesto con accesso agli atti se, nonostante l'assenza di un team addetto ai controlli, la Regione Molise abbia addebitato a Trenitalia le penali per disservizi. Ma su questo punto attendiamo ancora la documentazione per avere il quadro completo. Intanto sulle 'tasche' dei molisani grava un nuovo debito di 23 milioni di euro con Trenitalia, debito dovuto alle inefficienze politico-amministrative di questo e dei precedenti governi regionali. - affermano ancora i pentastellati - E dove troverà i soldi per le coperture il presidente Toma? Farà un nuovo mutuo? Aumenterà la pressione fiscale? Ridurrà le spese? Staremo a vedere. Noi intanto continuiamo a depositare proposte concrete che consentirebbero alla Regione Molise di evitare inutili sprechi e recuperare quattrini. Proposte che finora la maggioranza a guida Toma non ha mai voluto prendere in considerazione. Quindi i cittadini molisani a chi devono attribuire le responsabilità di un modus operandi così discutibile? Ce lo dirà la Corte dei Conti - concludono i portavoce M5S - alla quale nei prossimi giorni invieremo un esposto per far luce sulla vicenda. Certo, questo triste capitolo andrà ad aggiungersi a operazioni contabili non corrette e a squilibri su partite di Bilancio del 2017/18 per un importo pari a 15 milioni di euro: altre pagine spiacevoli della gestione dei soldi dei molisani, che la Corte dei Conti ha già individuato questa estate."

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Viviana Pizzi

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