Il medioevo torna a Carovilli, Don Mario Fangio suona le campane a morto contro la sentenza Dj Fabo sul suicidio assistito

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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La decisione della Corte Costituzionale ha deciso di assolvere Marco Cappato dell'associazione Luca Coscioni per aver aiutato ad andare in Svizzera Dj Fabo per andare a morire dopo essere stato costretto, in seguito a un incidente, imprigionato in una vita da cieco completo e paralizzato. 

Fabio Antoniani voleva liberarsi da quella condizione e la Consulta ha sostenuto nella sentenza che non è sempre punibile chi aiuta al suicidio assolvendo Cappato. Una sentenza importante, di civiltà che sancisce la libertà di scelta dell'individuo. 

Ma non in chiave altomolisana. Dove il solito parroco di Carovilli, Don Mario Fangio, da seguito al suo sentire medievalmente cattolico. E ora va oltre, suona le campane a morto contro una sentenza della Corte Costituzionale. Ingerendo, da semplice prete, in decisioni che sono della giustizia. Ancora una volta superando persino Papa Francesco e i vescovi molisani. 

Le campane di Carovilli, a cadenza di qualche ora, suonano a morto per una decisione dei giudici, che non si dovrebbe commentare. 

"Con il suicidio assistito- si legge davanti al solito manifestino esplicativo davanti alla Chiesa- l'Italia ha scelto la morte". Poi annuncia il solito suono a morte che ripete ogni qualvolta una legge o una sentenza dello stato non gli è gradita, e successivamente invita il fedele all'obiezione di coscienza. Beh nessuna obiezione di coscienza, si tratta solo di giudici che in un caso specifico, hanno assolto colui che ha aiutato al suicidio. In Italia non è stata legalizzata alcuna eutanasia. Per farlo bisogna comunque andare all'estero e sperare che, in base a questa sentenza, anche altre volte si arrivi all'assoluzione di chi si prende la responsabilità di questa scelta. 

Non c'è quindi alcuna obiezione di coscienza da fare. In Italia non è stata legalizzata l'eutanasia. C'è solo da rispettare una legge della Corte Costituzionale e non scomodare il suono delle campane e la condanna cattolica verso i giudici che hanno preso questa decisione. 

Don Mario Fangio non è nuovo a queste singolari sceneggiate. Lo fece già in occasione dell'approvazione della legge sulle unioni civili. Allora si levò forte la protesta di Arcigay Molise con una manifestazione a Carovilli. Ora che si osa addirittura criticare una sentenza dei giudici vedremo se a Carovilli ormai accetteranno passivamente questa nuova uscita o qualcuno si ribellerà. Qualcuno lo sta già facendo. 

Viviana Pizzi

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