Ospedale Caracciolo, l'affondo di Daniele Saia (Nuovo Sogno Agnonese): dopo il consiglio monotematico sulla sanità il vuoto assoluto

| Categoria: Attualità
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"Un dramma che rischia di tramutarsi in tragedia. Inquietante il silenzio che avvolge il futuro dell’Ospedale “San Francesco Caracciolo” di Agnone, presidio ospedaliero a salvaguardia delle comunità dell’Altomolise e Altovastese, le cui ultime notizie risalgono alle dichiarazioni del Presidente della Regione Molise, nel Consiglio Comunale monotematico richiesto da “Nuovo Sogno Agnonese , il quale pubblicamente fece capire, che dalle interlocuzioni avute con i commissari per la redazione del nuovo POS, l’Ospedale di area disagiata rischiava di essere trasformato in un mero Ospedale di Comunità".

Lo ha dichiarato il capogruppo di Nuovo Sogno Agnonese Daniele Saia che aggiunge: "Da allora, ovvero da quelle pesanti parole, tra l’altro mai smentite, riferite da Toma a Palazzo San Francesco, registriamo un vuoto di notizie e di azioni, incolmabile. Nonostante il rifacimento delle sale operatorie che prevedevano interventi in day surgery come previsto dal DM 70 per gli ospedali di Area Disagiata, gli ultimi accadimenti, ovvero il pensionamento, trasferimento di medici senza essere rimpiazzati, il mancato rinnovo di contratti a medici, lo spostamento di strumentazione per la diagnostica verso altri presidi ospedalieri, la dicono tutta dell’operato di Commissari e Giunta Regionale e Direzione Sanitaria incapaci di dare uno straccio di risposta concreta ad un’area interna alla quale si nega il diritto alla salute dei residenti, per lo più anziani ultrasessantenni e soprattutto la possibilità alle nuove generazioni di costruirsi un futuro in questi territori. Al tempo stesso sono messi a repentaglio gli sforzi fatti in passato, soprattutto dall’Amministrazione Carosella, di avere garantito lo status di ospedale di area particolarmente disagiata. Sacrifici e battaglie che potrebbero essere vanificati con l’ufficializzazione del nuovo Piano Sanitario di prossima pubblicazione che declassa il nosocomio Agnonese ad Ospedale di Comunità. Circostanza ancor più grave, quella della messa in discussione dei servizi rimasti, che senza una pianificazione realistica vanno nella direzione dell’annullamento totale, visti i prossimi pensionamenti. Imbarazzante la mancata presa di posizione di due consiglieri regionali quali Andrea Greco e Andrea Di Lucente, espressione del territorio, che invece di agire per il bene delle comunità al confine tra Molise e Abruzzo, non trovano meglio da fare che litigare e accusarsi a vicenda su una tematica di vitale importanza come la sanità pubblica che continua ad essere depredata e smantellata giorno dopo giorno, ora dopo ora. In questa maniera si persevera a fare il gioco subdolo dei privati, che fagocita la sanità pubblica arrivata allo stremo delle forze. Ed ancora, colpisce, in senso negativo, l’inefficienza amministrativa della giunta Marcovecchio che pure aveva promesso in campagna elettorale la risoluzione del problema sanità in modo semplicistico, per arrivare ultimamente a minacciare occupazioni di statali, rivoluzioni, parole di cui oggi si ignora il significato, qualora non si fossero date risposte repentine alla struttura sanitaria locale della quale non conoscono nemmeno lo stato dei fatti, come ho potuto riscontrare in mattinata visitando la struttura Ospedaliera. Chiacchiere, la sola cosa che sanno fare!!! E molto bene!!! Quanto accade per il “San Francesco Caracciolo” è la risultante del totale fallimento di governi dilettanti, fatti di amministratori incapaci di pensare e attuare qualsiasi politica di sviluppo e risoluzione di problemi, da archiviare al più presto possibile prima che sia troppo tardi. Ne vale il futuro di quanti perseverano nel vivere nei nostri territori montani ai quali eliminando il diritto alla salute rimarrà da togliere solo l’aria da respirare". 

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