Il Molise ancora gialloverde in materia di pari opportunità: organismi non ancora nominati e diritti delle donne fermi

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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Governo gialloverde, governo giallorosso in Italia. In Molise abbiamo il centrodestra che governa la Regione e il Movimento Cinque Stelle il Comune din Campobasso. Se la si vede semplicemente così non si trova nulla in comune. In realtà una cosa c'è e riguarda il ritardo per la costituzione di organismi che si occupano di pari opportunità. In grave ritardo siamo in Molise, dove da un anno e mezzo si attende la costituzione della commissione per le pari opportunità, preoccupante anche quello del Comune di Campobasso per la costituzione della consulta per le pari opportunità. 

Una coincidenza tutta gialloverde contro la quale urge un centrosinistra incisivo e capace di dire la propria senza appiattirsi sulla posizione di una o dell'altra fazione di maggioranza. In realtà nella giornata di ieri il Pd di Campobasso, con a capo l'ex assessora alle politiche sociali della Giunta Battista Alessandra Salvatore, ha reso noto alla stampa di aver presentato una interrogazione al sindaco Gravina per la costituzione immediata della consulta. Gravina si è insediato con la sua Giunta nel mese di giugno. Attendere e non ottemperare a questo obbligo che proviene da una delibera della passata amministrazione è quantomeno segno del fatto che le pari opportunità non sono una priorità della Giunta pentastellata. In quattro mesi, come si ci è messi immediatamente al lavoro nel settore dell'ambiente si poteva fare altrettanto in tal senso. Al contrario della Giunta regionale in quella comunale di Campobasso ci sono due donne che corrispondono al minimo sindacale. La vicesindaca Paola Felice è anche assessora alle pari opportunità. A lei il compito di spingere per la costituzione della consulta. 

Bello sarebbe poter arrivare a tale risultato entro il 25 novembre, quando in tutta Italia si celebrerà la giornata per l'eliminazione della violenza sulle donne. E in Regione? Nulla di fatto per una commissione che si sarebbe dovuta attivare già da un anno. In effetti le 16 donne erano state nominate in concomitanza con gli altri organismi subregionali. Ma è accaduto che il Consiglio regionale, su impulso del centrodestra, ne ha modificato la composizione con una pdl che integrava l'atto costitutivo del 2000. Nella quale si prevedeva l'ingresso del 40% di uomini. Cosa ha portato questa modifica? Alla necessità di rinominare la commissione. Cosa che il centrodestra alla Regione non ha ancora fatto a un anno e mezzo dall'aprile 2018 quando è iniziata la dodicesima legislatura. Tutto fermo solo per far entrare almeno 6 uomini in commissione. E nel frattempo nulla si dice sull'ingresso di una donna nella Giunta regionale. 

Insomma senza obbligo di pari opportunità i gialloverdi molisani non muovono una foglia. Per questo ci vorrebbe una sinistra più incisiva su tali tematiche, anche pronta a fare le barricate. Positiva l'interrogazione al Comune di Campobasso ma non basta. Occorre unità di intenti a ogni livello per far si che il Molise per le pari opportunità esista e che non si dica più: "ci sono altre priorità". 

Viviana Pizzi

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