Ospedale di Agnone, cronaca di una morte annunciata: tutti sapevano

| di Maria Carosella
| Categoria: Attualità
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 Cronaca di una morte annunciata  è uno dei romanzi più conosciuti di Gabriel García Márquez, pubblicato nel 1981. La trama: Santiago Nasar morirà.lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angela vendicheranno l'onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall'aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l'alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar.

 Questo romanzo ricorda la nota quanto triste vicenda dell'ospedale San Francesco Caracciolo. Una struttura fiorente negli anni d'oro che man mano è stata smembrata ridotta ai minimi termini. La bozza del nuovo piano sanitario operativo era già da un mese e oltre che circolava tra i sindaci, le forze di opposizione nei comuni, gli addetti ai lavori e i soliti ben informati anche senza titolo. Come nel famoso romanzo di Marquez, tutti sapevano della morte annunciata, escluso i diretti interessati: i cittadini

Ma in tutte le riunioni, gli incontri, compreso l'ultimo consiglio comunale a Agnone asserivano di non sapere esattamente cosa contenesse la bozza. Invece tutti avevano letto nero su bianco che l'ospedale di Agnone veniva declassato da ospedale di area disagiata a ospedale di comunità. A dire il vero l'ospedale di Agnone non ha mai avuto i connotati di ospedale di area disagiata, era solo sulla carta la sua definizione, non è stato mai reso funzionale all'area geografica di riferimento con l'applicazione dei parametri funzionali e di dotazione organica definiti dal famoso decreto Balduzzi. 

Ora tutti si dicono pronti a combattere, ma  per cosa? per difendere un ospedale di comunità che nei fatti il Caracciolo ne ha già le caratteristiche? Questo si legge sul sito della ASREM :

"L’Ospedale di Comunità è una struttura per l’assistenza sanitaria di breve durata ed è un presidio distrettuale.L’Ospedale di Comunità è riservato a quei pazienti che, pur non presentando patologie acute ad elevata necessità di assistenza medica, non possono tuttavia essere assistiti adeguatamente a domicilio per motivi socio-sanitari.Possono accedervi, malati affetti da patologie croniche che periodicamente necessitano di controlli o terapie particolari, persone che a seguito di malattie acute o evolutive necessitano di terapie difficilmente erogabili a domicilio.All’interno degli Ospedali di Comunità vi sono le UDI (Unità di Degenza Infermieristica)"

Si parla di bozza, bozza sta a significare che si possono ancora apportare modifiche ai tavoli romani, dicono!

Forse i sindaci dovevano alzare la voce anni addietro, incitare le folle, o brandire la clava a babbo morto è doppiamente scorretto nei confronti di chi vi ha delegato alla tutela dei propri diritti.Tutti sapevano che l'ospedale sarebbe stato declassato, ma tutti tacevano.

 

Maria Carosella

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