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Senologia di Isernia, Emilio Izzo: la politica ci prende in giro

| di Emilio Izzo
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Adesso non scherziamo più! Dopo l’ultimo incontro con il direttore generale per la sanità del Molise dott.ssa Scafarto, tutto ci era chiaro, ma noi siamo bravi nel dare credito, fino a prova contraria, anche oltre ogni ragionevole dubbio. E così, facendo finta di crederci, abbiamo atteso che uno dei senologi di quello che era il centro di eccellenza del Veneziale di Isernia, si incontrasse ancora una volta con l’alto dirigente per cercare soluzioni alternative, quelle per intenderci che da tempo abbiamo indicato per ridare un minimo di speranze al nosocomio isernino o meglio, di quel che ne resta, ovvero permettere che oltre al reparto del Cardarelli di Campobasso (creato in disprezzo di Isernia), si potesse operare anche al Veneziale così come era stato possibile fare brillantemente per tanti anni in assoluta sicurezza, calore umano e professionalità. Ma i nostri polli li conosciamo, abituati come siamo in una terra di ruspanti e così, come nelle premesse, l’ultimo direttore generale in ordine di tempo e per poco tempo (ma mai troppo poco per fare danni!), oltre a ribadire che le decisioni prese in merito alle soppressioni di Isernia, si permette anche di invitare i medici pentri a soprassedere, a rientrare nei ranghi e a chiedere scusa per il disturbo! Peccato non essere stato al colloquio tra la Scafarto e la Scarabeo, peccato perché avrei ribadito di quanto poco spessore sia costituita l’essenza tecnica di un alto dirigente così vocato agli ordini della politica. E si, c’è poco da girarci intorno, c’è poco da chiamarsi tecnico quando se stare o meno a ricoprire un posto dipende da chi ti ci mette! E non state nemmeno a far finta di offendervi, le cronache riportano giornalmente di chi e come conferisce incarichi in tal senso del tipo “…..il presidente della regione anticipa che l’incarico per il ruolo di direttore generale della sanità, verrà prorogato fino alla fine di febbraio….”. Non ci interessa se sia vero o meno, resta l’essenza delle cose, cioè che la politica indica chi, cosa e come farlo. E basta! Si ponga fine a queste sceneggiate, a questo scarica barile sulle responsabilità, giochetti vecchi ampiamente smascherati! Commissari, presidenti, direttori generali, tutti contro tutti a danno dei cittadini. Ma se per la questione nazionale abbiamo un tavolo aperto dopo la grande manifestazione di Roma, per quello regionale adesso inizia veramente la resa dei conti! Presidente Toma, se è vero come è vero che chi scrive ha sempre sostenuto che lei come altri possa ricoprire il ruolo di commissario alla sanità regionale, è altrettanto vero che, sempre chi scrive, ha dichiarato più volte che bisogna dimostrare in premessa e con i fatti di meritare di rappresentare degnamente la sanità pubblica. Ma così non è stato! I direttori di prima e quello di adesso, sono sua espressione, lei ne ha indicato i nomi e ne ha  voluto gli incarichi, di fatto lei ha sottoscritto, anzi ordinato le soppressioni di Isernia e quelle degli altri centri molisani, a lei, prima ancora di ricoprire il ruolo di commissario, vanno addebitate certe scellerate decisioni, arroccato com’è a difesa della sanità privata del quale ne è paladino e presidente designato da parti politiche fortemente pregnanti nella sua maggioranza governativa. Però se è vero, come è vero, quanto fin qui esposto e senza possibilità di smentite, è altrettanto vero che il suo mandato si regge sulla fedeltà di consiglieri ed assessori eletti dal popolo e che lo stesso popolo sta per chiedere loro il conto! E si, adesso spazio per interlocuzioni, finti incontri, pacche, io sto dalla tua parte ed altre schifezze simili, è finito, da oggi si cambia registro, chiederemo uno ad uno ai consiglieri eletti nella provincia di Isernia e agli assessori, se stanno dalla parte dei loro territori in difesa degli elettori, o diversamente dalla parte di chi li sta comandando e facendo convergere sulla sanità privata! Discorso che, siamo certi, faranno anche i comitati e sindacati espressione dell’altra provincia molisana. Faremo l’appello nominale, chiederemo a Iorio, Calenda, Scarabeo, Mazzuto, Di Lucente, Di Baggio e Cotugno se intendono stare con la gente o con la poltrona, se metteranno il presidente Toma nelle condizioni di restituire il maltorto o continuare a depredare gli ospedali. Da qui non si esce se non dopo aver contato “feriti e morti”, la battaglia si sposterà fin anche sotto le abitazioni dei nostri rappresentanti, de visu chiederemo loro se sono disposti ancora a votare questa maggioranza che disprezza i cittadini, oppure decideranno di recidere il cordone e riguadagnare la fiducia dell’elettorato, altro non vediamo, o si o no, nessun tentennamento. E statene certi, come cittadini da oggi in poi non daremo loro tregua, passo dopo passo, giorno per giorno, luogo per luogo, saremo presenti ai loro appuntamenti da passerella a rimarcare disonore e vergogna, ogni loro convegno, inaugurazione, festa, sarà scandito dalla nostra protesta civile ma decisa, democratica ma accusatoria, libera, onesta, giusta, serena ma ferma oltre ogni aspettativa. Stesso trattamento lo elergiremo al consiglio comunale, alla giunta ed al primo cittadino di Isernia, loro prima di ogni altro, dovranno dire con fatti concreti da quale parte vogliono stare, faremo anche di loro un elenco con appello nominale! La battaglia è solo agli inizi, ma la guerra vedrà un solo vincitore, il giusto! Le persone! Il territorio! Un solo sconfitto, l’ingiusto! La politica! Gli eletti! E adesso l’appello è per tutti, entro gennaio, primi di febbraio, l’attacco al consiglio regionale dovrà far dimenticare Roma con una imponente iniziativa di protesta e di accusa verso chi non vuol sentire la voce dei cittadini molisani, iniziate con il passaparola, nessuno dovrà mancare, gli assenti, ad eccezione dei malati, non avranno giustificazione, saranno classificati come sostenitori di questo sistema politico privato, di questo potere di gruppi di potere, di servi di altri servi! Del resto una delle poche cose buone che può esprimere un territorio così piccolo, è quello di conoscerci e saperci tutti, non sarà difficile la ricerca dei traditori, così come non si scappa dal controllo capillare di chi pone in essere il voto di scambio! Ma adesso è giunto il momento per dire con chi state, se con la giustizia, i reparti e gli ospedali pubblici o con i vostri ”carnefici”, se volete diventare grandi ed indipendenti, o rimanere bimbi comandati e controllati! Personalmente la scelta l’ho fatta da tempo, adesso tocca a voi! E devo dire che se la manifestazione a Roma è stata una cartina al tornasole, sono convinto che siamo in tanti ad essere cresciuti e consapevoli, la rinascita culturale è in atto ed è inarrestabile!
 
Isernia, 15 gennaio 2020
Il portavoce

Emilio Izzo

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