L'eco delle campane Marinelli si sente anche a Bratislava

La visita di monsignor Zvolensky e dell'ambasciatrice Maria Krasnohorská

| di di Giovanni Giaccio
| Categoria: Attualità
STAMPA

Fotogallery: clicca sulle immagini per ingrandirle

printpreview

“Mi trovavo a Roma per il cinquantesimo anniversario dell’istituzione del Pontificio Collegio Slovacco” spiega monsignor Zvolensky, arcivescovo di Bratislava, “e in occasione di questo mio soggiorno abbiamo pensato di venire qui ad Agnone a far visita alla Fonderia delle campane.”
È grazie all’amicizia tra l’ambasciatrice della Repubblica Slovacca, Maria Krasnohorská, e il manager agnonese Vito Alfonso Gamberale che oggi la Pontificia Fonderia Marinelli ha potuto ospitare l’ambasciatrice e l’arcivescovo di Bratislava.
Sono arrivati direttamente da Roma l’arcivescovo e l’ambasciatrice proprio per visitare la fonderia agnonese e svelare l’antico mistero che si nasconde dietro la creazione della campana. Armando e Pasquale Marinelli, il sindaco Michele Carosella e l’assessore Daniele Saia, il vescovo della Diocesi di Trivento monsignor Domenico Scotti, Vito Alfonso Gamberale, nonché le forze dell’ordine agnonesi hanno dato il benvenuto a questi ospiti d’eccezione.
Dopo la calorosa accoglienza ha avuto inizio il tour all’interno della struttura. Partendo dalla produzione, in tutte le sue fasi, passando per un sensazionale concerto di campane, gli ospiti sono stati verso il Museo della Campana dove  è stata ripercorsa tutta la storia secolare della produzione di campane, qualcosa che sorprende ogni visitatore.
Poco dopo, tutti i visitatori sono stati guidati nella sala conferenze dove l’arcivescovo slovacco e l’ambasciatrice sono stati inviati a lasciare un messaggio sul libro ospiti della fonderia prima di ricevere un omaggio da parte dei proprietari della storica fonderia.
Ambasciatrice lei è qui in visita per la prima volta. Come le sembra questa esperienza?
“Come dice lei, questa è la mia prima volta nel centro Italia dunque anche ad Agnone. Ero stata invitata più volte dal mio amico Vito Gamberale, con il quale ho avuto modo di collaborare per lavoro.  Siamo qui oggi poiché accompagnando l’arcivescovo abbiamo deciso di approfittare e venire qui a conoscere questa caratteristica realtà. Ciò che vedo è incredibile. Avevo studiato un po’ la storia di questa azienda ma trovandomi qui ho capito la particolarità della loro produzione. Si tratta di un lavoro artigianale che rende stupefatti.”
E per quanto riguarda lei, Arcivescovo, cosa la colpisce maggiormente di questo tour?
“È ammirevole la lunga tradizione campanaria tramandata di generazione in generazione; questo è un dato di fatto tuttavia per me, uomo di Fede, è toccante il fatto che nel momento della colata venga fatta una preghiera, quasi a voler dire che umanamente tutto il possibile è stato fatto e, dunque, che solo una forza divina possa rendere proficuo il lavoro, a quel punto.”

di Giovanni Giaccio

Contatti

redazione@altomolise.net
mob. 333.6506972
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK