Chiesa e scuola: insieme per una nuova sfida educativa e formativa

A Trivento momento di riflessione tra genitori, insegnanti e mondo scolastico

| di Rosanna Carosella
| Categoria: Attualità
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Sulla scia del laboratorio nazionale La Chiesa per la scuola e in vista dell’ appuntamento del 10 maggio a Roma, quando Papa Francesco incontrerà il mondo della scuola, anche la diocesi di Trivento ha promosso un incontro a tema.

Voluto fortemente dall’Ufficio della pastorale del lavoro e della scuola, sabato pomeriggio presso il Centro sociale “San Giovanni” di Trivento, non sono mancate riflessioni di insegnanti, genitori, dirigenti scolastici, ed operatori dell’ambito educativo diocesano e non, su tematiche che ruotano intorno alla sfera dell’istruzione. Partendo dalla convinzione che la scuola rappresenta un trampolino di lancio ed un’esperienza umana per chi la frequenta, per chi vi lavora e per chi ad essa si affida, il convegno è stata l’occasione per manifestare la non estraneità della Chiesa italiana ad un macrocosmo culturale fondamentale per la crescita della persona. 

Nell’aprire i lavori, don Antonio Guglielmi, delegato Ufficio scuola della diocesi trignina e coordinatore dell’evento, ha  sottolineato l’attenzione della Chiesa ai  temi della formazione e dell’educazione, chiarendo il significato e la dimensione del progetto La Chiesa per la scuola. In collaborazione con l’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università, l’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia, il Servizio nazionale per l’insegnamento della religione cattolica e il Servizio nazionale per la pastorale giovanile, il laboratorio nasce nel maggio 2013 per impulso della Conferenza Episcopale Italiana. Al riguardo don Antonio Guglielmi ha precisato che l’iniziativa propone un cammino educativo che metta in correlazione tutte le realtà nelle quali i ragazzi crescono e si sviluppano, in primo luogo famiglia e scuola.

Efficace il suo inciso: «La Chiesa ha cuore i giovani e le loro famiglie perché ha cuore la società intera. La scuola è un capitale visibile ed un cantiere aperto che può riscattare il futuro dei giovani». Parole condivise anche da mons. Domenico Scotti che nel suo intervento ha sottolineato il ruolo formativo della scuola nonché la prospettiva di speranza della quale essa è portatrice.

Successivamente la relazione del prof. Umberto Berardo, responsabile dell’Ufficio pastorale del lavoro e della scuola della diocesi triventina, ha calamitato l’attenzione dei convegnisti per buona parte dell’incontro. Muovendo dal concetto chiave “società educante”  ha affermato l’importanza di trasmettere ai giovani i migliori valori della tradizione democratica e cristiana. «La scuola va sostenuta, valorizzata e rinnovata perché possa garantire una visione alta della vita ed assicurare lo sviluppo di tutte le dimensioni della persona. Purtroppo oggi nuove agenzie educative che filtrano dalla  televisione e da internet mandano ai giovani  messaggi ambigui e fuorvianti.  In tal senso la scuola e la famiglia devono riappropriarsi del loro ruolo educativo,  fondamentale  e responsabile».

Tuttavia, per la scuola questo compito sta diventando sempre più arduo poichè denuncia il prof. Berardo «L’insufficiente sostegno delle istituzioni, i tagli al personale e ai fondi stanziati per  la ricerca non aiutano la qualità  e la competività delle strutture  formative. Da qui il disagio vissuto dai docenti che fanno fatica a svolgere il proprio compito nonchè la necessità di rivedere nel più breve tempo possibile il sistema scolastico».  Non è una novità, infatti, che l’istruzione in Molise paghi un prezzo altissimo: sono ancora troppi i giovani che cercano altrove le opportunità formative mancanti in regione.

Nel documento La Chiesa per la scuola elaborato dalla Segreteria Generale della CEI, si legge chiaramente «La scuola è un luogo dove la società ripensa a se stessa. Nel far ciò si rinnova ed acquisisce la capacità intellettuale e pratica per affrontare dignitosamente e criticamente le situazioni e le sfide che i tempi pongono. Gli studenti sono al centro della scuola poiché i primi protagonisti dell’educazione sono i ragazzi stessi. Agli adulti, genitori e docenti spetta incontrarli, ascoltarli e saper scommettere sui loro talenti e sulla loro intelligenza. È un impegno ed una sfida ma è proprio in ciò che l’educazione mostra il suo volto autentico e costruttivo».
Seguito da un animato dibattito, dopo i ringraziamenti che il prof. Berardo ha rivolto a mons. Scotti per l’organizzazione dell’evento, il convegno si è concluso con  l’invito del vescovo a non scoraggiarsi «Abbiamo di fronte un lungo lavoro da fare, ma con la consapevolezza di poterlo fare insieme».

Rosanna Carosella

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