Ospedale Caracciolo: si può dimostrarne la necessità?

Il dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica può fornire un ottimo spunto di riflessione

| di Danilo Di Laudo
| Categoria: Attualità
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Osservando i files messi a disposizione dell'utente dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica possono emergere alcuni spunti di riflessione riguardo la decisione di chiudere l'ospedale Caracciolo di Agnone.

Come afferma Maurizio Cacciavillani "Questa cartografia - figura 1 - predisposta dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica nell'ambito della “Strategia Nazionale per le Aree Interne” evidenzia in modo inequivocabile le caratteristiche di estrema perifericità dell’area di riferimento (cerchiata in rosso) dell’ospedale San Francesco Caracciolo.

QUESTA CARTOGRAFIA È LA PROVA PROVATA CHE IL SAN FRANCESCO CARACCIOLO HA TUTTI I REQUISITI PER ESSERE CONFIGURATO COME “ OSPEDALE DI ZONA PARTICOLARMENTE DISAGIATA”.
In rosso bordò sono rappresentati i comuni classificati come centri urbani o “Centri di offerta di servizi”, cioè quei comuni in grado di offrire simultaneamente tutta l’offerta scolastica secondaria, almeno un ospedale sede di DEA di I livello e almeno una stazione ferroviaria di categoria Silver.
I restanti comuni sono classificati in 4 fasce: aree peri-urbane; aree intermedie; aree periferiche e aree ultra periferiche, IN BASE ALLE DISTANZE DAI “CENTRI DI OFFERTA DI SERVIZI” MISURATE IN TEMPI DI PERCORRENZA.
Il 5 agosto 2014 la Conferenza Stato Regioni ha approvato un regolamento recante la "Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera” prevedendo i “Presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate”.
Secondo la legge i Presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate sulla base di oggettive tecniche di misurazione o di formale documentazione tecnica disponibile, devono essere distanti più di 90 minuti dai centri hub o spoke di riferimento (o 60 minuti dai presidi di pronto soccorso) superando i tempi previsti per un servizio di emergenza efficace.'

Già questo, di per sè, può apparire come un dato sconcertante. Tuttavia se si volesse rincarare la dose si potrebbe prendere in considerazione un ulteriore dato: la quota della popolazione anziana. Questa, nella zona dell'ospedale San Caracciolo, si aggira intorno al 30% del totale - come si evince dalla figura 2 - quindi i soggetti esposti a maggiori rischi per la salute di certo non potrebbero avere le cure necessarie in un tempo utile. Il discorso non si esaurisce qui giacché si potrebbe far riferimento anche ad altri due dati strettamente legati al territorio propriamente detto: il rischio sismisco ed il rischio frane.

Per quel che riguarda il primo punto si osserva - in figura 3 - che la zona agnonese ma più in generale l'intero molise, e non c'è bisogno di ripeterlo visti i precedenti, è sottoposto ad un rischio costante che potrebbe rendere necessaria la presenza di un presidio ospedaliero anche in zone meno densamente popolate visto che, nell'eventuale sisma verrebbe coinvolta tutta la popolazione ed un unico ospedale, anche se di tipo Hub non sarebbe in grado di accogliere l'elevato numero di pazienti. 

Si può quindi passare all'ultimo punto in esame il rischio frane - figura 4 - che coinvolge, anche in questo caso buona parte della regione visti gli smottamenti che si presentano sempre più spesso. Il discorso finale sarebbe dunque lo stesso degli eventi tellurici vista la distanza dai centri di soccorso e le difficoltà che si incontrerebbero nel trasportare gli eventuali feriti, ammesso che le vie stradali lo permettano. Ovviamente ogni situazione è frutto di una pura ipotesi che si spera non possa verificarsi.

Queste potrebbero sembrare delle affermazioni campate in aria se non si prendesse in considerazione anche la gazzetta ufficiale che qui si occupava, già nel 2001, di classificare i comuni italiani in base a determinati parametri nei quali il comune di Agnone rientra pienamente. Ancora, è facilemente reperibile on-line (il documento si trova qui) un elenco dei comuni definibili disagiati ai quali è difficile accedere anche da parte di aziende non sono localizzate sul territorio ma che per interesse dovono raggiungere Agnone ed il suo interland. Seguendo sempre la stessa linea di ragionamento tornano utili anche le tabelle dei Comuni rientranti nelle zone svantaggiate ai sensi del Regolamento CE 1257/99; per giungere, infine al D.M. Sviluppo Economico del marzo 2008 in cui viene riportato fedelmente l'elenco delle aree ammesse agli aiuti di Stato a finalità regionale per il periodo 2007-2013.

In conclusione: quanto è importante la presenza e la funzionalità dell'ospedale San Francesco Caracciolo nella zona che attualmente riesce e servire? 

 

Danilo Di Laudo

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