Energie rinnovabili: il Molise batte l'Abruzzo

5,3% di potenza eolica prodotta contro il 2,5%

| di Danilo Di Laudo
| Categoria: Attualità
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ABRUZZO E MOLISE - Sono ormai anni che si protrae la lotta a favore o contro l'installazione di impianti eolici sui nostri monti. Tuttavia i parchi creati e montati nell'ultimo periodo hanno sicuramente incrementato la produzione di elettricità derivante da fonti energetiche rinnovabili. Sembra infatti che - dati calcolati a fine 2012 - il Molise riesca a produrre, con 27 impianti, ben 717,2 GigaWatt di corrente elettrica. Al contrario, il confinante Abruzzo, presentando 'solo' 18 parchi riesce a produrre 334,0 GigaWatt.

Traducendo questi numeri in percentuale ci si accorge che, così facendo, il Molise ottiene, dal vento, ben il 5,3% del proprio fabbisogno elettrico mentre l'Abruzzo solo il 2,5 (figura1). Ovviamente questo dipende da due fattori principali: la grandezza della regione e il numero, non trascurabile, di impianti montati. Affondando le 'unghie' nella carne di questi dati si può apprezzare anche la produzione di questa energia pulita anche provincia per provincia. Si nota infatti che il dato riguardante Campobasso e la sua 'giurisdizione' è quello più alto nell'area che stiamo analizzando: 3,9% di energia totale prodotta. Immaginando una classifica di produttività troveremmo, sul secondo gradino del podio, la provincia di Isernia attestata su un valore di 1,5%. Chiude il podio Chieti che totalizza l'1,4% della produzione regionale di energia eolica. Medaglia di legno e ultima della classifica infine per la provincia de L'Aquila che fa registrare l'1,0% della produzione regionale (figura2). Tuttavia un dato importante è che ci sono perdite trascurabili di energia dal luogo prodotto a quello in cui se ne usufruisce, pertanto l'efficienza dei diversi impianti è quasi massima.

Concludendo è vero che forse i parchi eolici deturpano il paesaggio montano, tuttavia l'efficienza è così alta che quasi viene garantito l'intero utilizzo, da parte degli utenti, della corrente prodotta. Inoltre se si considera che in alcune zone è già cominciata la sostiuzione delle vecchie pale con altre più efficaci la situazione dovrebbe migliorare.

ITALIA ED EUROPA - Il discorso regionale non è di certo fine a se stesso, infatti, come si evince dalla banca dati resa nota dall'Eurostat, si nota che l'intera Europa sta avvicinandosi sempre più agli standard previsti per il 2020. Per questo l'intera Unione ha raggiunto la copertura energetica del 15% da fonti rinnovabili, andando ad accarezzare il target finale del 17%. Se si conduce in discorso di stampo europeo si nota che i paesi con la più alta percentuale di energia proveniente da fonti rinnovabili si trova la Svezia con il 52,1% che partiva da una quota del 38,7%, superando così l’obiettivo nazionale del 49%.

Chiude invece la classifica il Lussemburgo con il 3,6%. Preseguendo con questa particolare classifica si nota, dai dati di casaeclima.com, che “la Lettonia è al secondo posto (37,1%), seguita da Finlandia (36,8%) e Austria (32,6%). Gli stati membri più lontani dal raggiungimento dei rispettivi target sono il Regno Unito, che è fermo a quota 5,15% rispetto all’obiettivo del 15% e l’Olanda al 4,5% su 14%. Male anche la Francia, che si è posta un obiettivo del 23% ma è ancora a quota 14,2%, così come l’Irlanda che con l’attuale 7,8% è significativamente lontana dal target prefissato al 16%“.

Come accennato poc'anzi anche l'Italia sta muovendosi positivamente in questo senso infatti ha superato la media europea raggiungendo una quota di rinnovabili del 16,7%. Un dato importantissimo se si considera che l'asticella è fissata a quota 17% e che solo nel 2004 la percentuale di energia ricavata da fonti rinnovabili si attestava intorno al 5,6%.

Danilo Di Laudo

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