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Il primo giorno di scuola non è uguale per tutti...

| di Paolo Palomba
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Per l'anno scolastico 2015/2016, il giorno di apertura è stato fissato dalla regione Abruzzo per il 14 settembre, ma alcune scuole anticipano addirittura al 7 settembre.

Purtroppo per alcuni studenti non c'è la possibilità di avere una scuola nel proprio paese, e, sia che tu frequenti la scuola materna, o che sei uno studente della scuola superiore, devi comunque salire su un mezzo di trasporto, svegliarti presto la mattina, affrontare un viaggio più o meno lungo, per recarti alla scuola che desideri frequentare.

L'esempio che vorrei fare è quello di Schiavi di Abruzzo: un piccolo paese, accogliente, storico e di una bellezza ambientale che piano piano viene sempre più dilaniata, dove non c'è più alcuna scuola, e i bambini di piccola età sono costretti a salire su un pulmino per arrivare a Castiglione, nella scuola dell'infanzia.
Seppure quest'altro paese sia molto vicino, ciò non toglie i disagi che un bambino potrebbe avere nel lasciare la propria famiglia, affrontare un viaggio di venti minuti da solo, e arrivare in un luogo che non sente come proprio, estraneo, e completamente nuovo.
Aggiungendo il fatto che da piccoli si è più sensibili alle curve in strada e si è soliti a sentirsi male: tutto questo non dovrebbe accadere per andare a scuola.
Inoltre le strade non sono neanche un granché: i bambini di Fraine a causa della frana devono fare un giro ancora più lungo, svegliarsi ancora prima, perché una strada è completamente crollata; così come per altre strade pericolose, che non permettono ai mezzi di trasporto di attraversarle con sicurezza, perché o metà crollate, o metà coperte da frane.

Tutto questo costituisce un pericolo anche per tutti i bambini che viaggiano.

Ma non è tutto: se per le scuole materna, elementare e media ci si deve alzare alle sette di mattina, per poter frequentare una scuola superiore a Vasto, la sveglia è alle sei. L'orario di partenza è alle 6.40, il viaggio di un'ora e un quarto, l'arrivo alle otto circa. L'orario di ritorno alle 13.20, l'arrivo a Schiavi alle 14.45.
Per cinque ore di scuola, due ore e mezzo di viaggio, esattamente la metà!
Per non parlare del periodo invernale e tutti i disagi che porta: arrivare alla fermata dell'autobus con la neve al freddo e aspettare, arrivare al terminal con la pioggia e tornare a casa bagnati dalla testa ai piedi, il ritardo all'andata e al ritorno, ore perse a scuola, ore perse il pomeriggio, quando gli orari si allargano.
E per chi frequenta scuole più complesse come il liceo scientifico e classico?

Quante ore a disposizione per studiare tutte quelle materie complicate che necessitano attenzione, dopo due ore e mezzo di viaggio, un "pranzo", o merenda, com'è meglio chiamarlo, alle tre di pomeriggio e un sonno pazzesco.
E non vorrei tralasciare le ore passate di notte a studiare.

Se viaggi non puoi permetterti un sonnellino, un'uscita il pomeriggio, se hai da fare troppi compiti: alle tre e mezza devi stare già sui libri.
Se poi il giorno non si è finito lo studio, ci si alza alle sei per studiare: quindi alle quattro per chi deve viaggiare?
E anche in questo caso si aggiungono i disagi delle strade: la strada per Trivento, bloccata da mesi a causa delle frane, obbliga autobus anche di grandi dimensioni a scendere per una strada ripida con il DIVIETO per mezzi pesanti, dove è pericoloso girare le curve perché una macchina potrebbe spuntare all'improvviso dal verso opposto, e non ci sarebbe abbastanza spazio per entrarci. Questa cosa è andata avanti fino alla fine dell'anno scorso, e credo andrà avanti anche quest'anno. Naturalmente con tanto di giro alternativo per portare i ragazzi a Trivento: al ritorno si arriva sotto Trivento, ci si rigira, si rifà di nuovo la Trignina per salire a Castelguidone. Anche se la strada di Trivento  senza frana sarebbe stata lo stesso poco gradevole.

E i costi dell'abbonamento? 84 al mese, con gli abbonamenti di cinque giorni che non puoi fare di venerdì perché partono da lunedì e pagheresti solo un giorno.
Insomma, con tutti i sacrifici dovrebbe valerne la pena, ma c'è molto stress dietro.

Già alcune famiglie si sono trasferite ultimamente e in passato, proprio per evitare il viaggio.

Solo per andare a scuola.

Paolo Palomba

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