Agnone e Casacalenda sul web, ma quante difficoltà!

I piccoli centri hanno avuto successo sui social ma con quale tipo di connessione?

| di Danilo Di Laudo
| Categoria: Attualità
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CASACALENDA - Un intero paese si mette in posa sui social network per far sentire la voce dei propri abitanti con l'hashtag #NoiResistiamo. Attraverso i numerosi scatti vengono immortalati i gesti quotidiani di questi eroi della porta accanto che ogni giorno manifestano con le loro piccole azioni la loro stoica prova di resistenza che resta ben lontana dalla ressagnazione.

I numeri raggiunti nel comune, grazie all'opera dell'associazione Kerem, sito in provincia di Campobasso parlano chiaro: oltre 60 le foto già scattate e ne sono previste altrettante prima di poter essere pubblicate in una pubblica mostra permanente lungo le vie del paese. La rete non è stata da meno visto che sono stati già circa 150mila i contatti su facebook che hanno potuto già ammirare una parte delle foto scattate da Francesco D'Imperio

"Tutto nasce da un'immagine del 1999 - ricorda D'Imperio -. Il mondo cambiava pelle: non sapevamo allora in quale direzione, sembravamo destinati a processi incontrovertibili. Quella inconsapevolezza ci ha spinti a un colpo di reni, per me racchiuso nella foto in piazza con tutti gli abitanti di Casacalenda: era la nostra rinascita alle porte del 2000". "Poi però - riflette il fondatore di Kerem -, la speranza s'è spezzata di fronte alla globalizzazione, al terremoto del 2002, alla crisi economica. Abbiamo vissuto anni difficili. Chi è rimasto in paese ha portato avanti la sua personale e straordinaria resistenza che noi di Kerem abbiamo deciso adesso di immortalare di nuovo. Ci mettiamo in posa per mostrare chi siamo e che cosa sappiamo fare". (Ansa).

Tuttavia apparire sulla grande rete mondiale può sembrare semplice ma non sempre lo è. Ad utilizzare la rete per uno scopo simile a quello perseguito dagli abitanti di Casacalenda, o comunque volto alla promozione del proprio territorio, sono stati anche due giovani agnonesi Danilo e Salvatore che, attraverso 'Le Iridi Digitali', sono riusciti ad applicare ad Agnone il concetto di albergo diffuso ricevendo svariati contatti dal web.

Tuttavia queste due importanti esperienze non potrebbero svorlgersi, come si è ben capito senza l'utilizzo della rete internet, però la rete stessa può tramutarsi nella fonte di disagio che colpisce molti comuni dell'Alto Molise e dell'Alto Vastese: il così detto digital divide. Si tratta infatti di una questione spinosa e complessa perché se da una parte fa tanto scalpore l'irruzione di un piccolo centro sui social network, poco distante ci sono addirittura start up e imprese che non possono contare su una presenza online continuativa a causa di una rete che si rivela essere lenta e obsoleta.

A tal proposito ho scelto di riportare una parte di quanto scritto sul suo blog GIovanni Giaccio, ragazzo agnonese anch'egli che riflette sulla questione riportando proprio l'esempio delle Iridi Digitali:

Internet, che invenzione.
L’idea che due persone possano comunicare a chilometri di distanza (anche centinaia di migliaia di chilometri) è qualcosa di incredibile. Fine qualche decennio fa era impossibile. Oggi, invece, è una realtà.

Per farla semplice funziona più o meno così: tu hai un computer che “telefona” ad un altro computer che ti mette in contatto con altri computer sparsi per il mondo e così navighi su numerose pagine. Le cose che puoi fare con internet sono illimitate: puoi leggere giornali, guardare video e foto, inviarne, fare delle telefonate online o delle videoconferenze. Puoi scambiare file. Si, non è solo un passatempo. Internet non è solo Facebook e Instagram. Puoi addirittura lavorarci.

Ricordate quando da piccini guardavate quei film americani e si vedevano quei manager (in genere responsabili marketing) che, ad un certo punto, dicevano: «domani ho la teleconferenza con Singapore»?. Il film proseguiva e vedevi quelle sale riunioni con le sedie in pelle e ‘sto tizio in piedi che parlava ad una tv. Sullo schermo un gruppo di asiatici che stava a sentire l’americano parlare. Insomma lavorava da New York e raggiungeva i colleghi orientali. Negli anni 90 era una trovata pazzesca e solo le multinazionali potevano permettersi tale tecnologia. Oggi, grazie alla rete e molti software gratuiti, possiamo farlo tutti, anche a casa. Insomma, è ovvio, naturale. O dovrebbe esserlo…

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Danilo Di Laudo

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