Crack e cocaina: scoperto giro di droga in caserma, coinvolta un'agnonese

Traffico di stupefacenti e alterazione dei drug test hanno portato all'arresto di quattro militari

| di redazione
| Categoria: Attualità
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SANTA MARIA CAPUA VETERE - In caserma spaccio di droga e corruzione per alterare i drug test da parte dei militari che, periodicamente, devono sottoporvisi. Ad essere coinvolti nelle indagini quattro bersaglieri dell'VIII Brigata Garibaldi di Caserta che sono stati posti sotto arresto dai carabinieri per ordine del Gip del Tribunale di Santa Marina Capua Vetere.

Tra i quattro indagati solo uno, L.S., è fisicamente finito in carcere mentre gli altri tre, le cui iniziali sono L.B, P.C. e R.R., - tra cui una giovane agnonese - sono stati posti agli arresti domiciliari. Ad un ultimo militare è stata invece inviata la notifica di divieto di dimora nella provincia di Caserta. Il reato contestato agli uomini dell'arma è stato per lo più la responsabilità dell'alterazione dei risultati dei test antidroga possibili solo attraverso la sostituzione delle urine destinate al controllo con altre 'pulite'.

A procurare il liquido sostitutivo, utilizzato per aggirare i controlli, erano circa 5 militari, sempre di stanza a Caserta, che non consumavano sostanze stupefacenti. Smascherare il giro è stato reso possibile, ancora una volta, dall'utilizzo dei cellulare e dalla lettura delle chat di WhatsApp scambiate tra i militari.

Come si legge dal sito Ansa i messaggi erano chiari e gli investigatori hanno potuto leggere:“Mi serve la pipí pulita per domani”; “non preoccuparti te la procuro”.

IMMEDIATI I PROVVEDIMENTI - Lo Stato Maggiore dell'Esercito ha subito fatto sapere che i militari coinvolti sono stati immediatamente sospesi dal proprio servizio ed erano tutti di stanza presso la caserma Ferrari Orsi di Caserta. Intanto le indagini sono uscite anche al di fuori delle mura della caserma visto che sono stati coinvolti altri cinque soggetti, tutti civili, le cui abitazioni sono state perquisite nelle ultime ore.

L'INDAGINE - Un processo lungo quello che ha portato al risultato di cui abbiamo appena parlato,infatti due sono stati gli anni di indagini che hanno permesso agli uomini del Capitano Pasquale Puca di smascherare il giro di spaccio. All'interno della caserma oltre allo spaccio, gli stessi militari erano dediti al consumo di crack e cocaina. L'evoluzione della vicenda ha portato gli inquirenti a scoprire anche un giro di tangenti non indifferente da cui traevano beneficio soprattutto i sanitari che ricevevano anche denaro per 200 euro alla volta.

 

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