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Problema ungulati e cinghiali: la lettera inviata dal presidente di Copagri Abruzzo

In data odierna lo scritto è stato inviato al presidente di Copagri Italia

| di Camillo D'Amico
| Categoria: Comunicati Stampa | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Di seguito riportiamo la nota ufficiale inviata, in data odierna da Camillo D'Amico - presidente Copagri Abruzzo - al Presidente Nazionale della Copagri, Francesco Verrascina, con la formale richiesta d'investire i Ministeri delle Politiche Agricole e dell'Ambiente, oltre che la conferenza stato – regioni, del problema degli ungulati e dei cinghiali in particolare.

Caro Franco,
ti scrivo la presente nota perché Tu possa adoperarti presso i Ministeri delle Politiche Agricole, dell’Ambiente e nella conferenza stato – regioni per porre l’attenzione al grave problema degli “ungulati” che stanno aumentando vistosamente di numero nell’intero territorio.

Di particolare attenzione è l’invasione dei cinghiali che tantissimi danni producono alle colture agricole, talvolta anche con fenomeni irreversibili, oltre a generare frequenti incidenti automobilistici anche mortali, come ultimamente accaduto a L’Aquila, e pericoli per l’uomo con aggressioni letali, come avvenuto a Cefalù, preoccupano anche i  cervi e caprioli che vistosamente stanno aumentando di numero e d’intensità senza dimenticare gli orsi all’interno delle aree parco come quello di Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM).

La problematica, nel suo complesso, non può essere lasciata alla sola buona volontà e spontaneità d’iniziativa delle singole regioni ma affrontata a livello nazionale con un'unica regìa ed un quadro normativo chiaro per tutti.
Un prolungamento della stagione venatoria per la caccia al cinghiale può sicuramente rappresentare un buon deterrente al loro contenimento numerico e, con opportuni sostegni alla creazione di filiere produttive unite al rigoroso controllo sanitario di tutti i capi abbattuti, questo potrebbe rappresentare una valida opportunità di lavoro con occupazione stabile.

Ovviamente gli abbattimenti con il “selecontrollo”, che molte regioni hanno già avvaito e messo in atto, ed altre iniziative meno impattanti, come la sterilizzazione dei capi maschi, possono aumentare i livelli del necessario contenimento.
E’ chiaro che nessun soggetto rappresentativo della filiera Istituzionale e di quella del mondo della rappresentanza agricola, ambientale e venatoria può chiamarsi fuori dal farsi carico nel porre suggerimenti alfine di dare soluzione ad un problema che è chiaramente emergenziale.
Confido molto nell’efficacia della tua iniziativa per la quale, sin d’ora, Ti ringrazio per quanto farai.
Cordiali saluti.

Camillo D'Amico

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