11 novembre San Martino, nella tradizione molisana è il santo patrono del vino e dell’abbondanza

| di Maria Carosella
| Categoria: Varie
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11 novembre San Martino  

Auguri a tutti quelli che portano questo nome.

Martino di Tours (in latino: Martinus) nasce a Sabaria, in Pannonia nell'anno 316 o 317 da famiglia pagana. Suo padre, che era un importante ufficiale dell'esercito dell'Impero Romano, gli diede il nome di Martino in onore di Marte, il dio della guerra. Con la famiglia si spostò a Pavia, e quindicenne, in quanto figlio di un ufficiale, dovette entrare egli stesso nell'esercito e venne, quindi, mandato in Gallia.

Quando Martino era ancora un soldato ebbe la visione che diverrà l'episodio più narrato della sua vita. Si trovava alle porte della città di Amiens con i suoi soldati quando incontrò un mendicante seminudo. D'impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante. 
Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Udì Gesù dire ai suoi angeli: “Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito”. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. Questo mantello miracoloso venne conservato come reliquia, ed entrò a far parte della collezione di reliquie dei re Merovingi dei Franchi.
Il sogno ebbe un tale impatto su Martino che egli si fece battezzare il giorno seguente e divenne cristiano.

San Martino, nella tradizione molisana è il santo patrono del vino e dell’abbondanza, tanto che dalle nostre parti, quando si entra in una casa dove si stanno svolgendo lavori legati all’alimentazione si pronuncia la frase “Sant Martin” e si riceva la risposta “ben venuto”.

La vigilia di San Martino nel comune di Gildone si gustano il “baccalà arracanato” gratinato e la pizza “manglevt” o pizza scimmia è si assapora il vino nuovo si fa la “spinla”.
Il giorno di San Martino il pranzo in genere e a base di “cavatiell e carn e porch” cavateli con sugo a base di carne di maiale soprattutto “tracchiolelle” costine.

L’estate di San  Martino indica inoltre giornate particolarmente miti prima che arrivi il freddo inverno. Secondo la leggenda Martino, impietositosi nel vedere un povero viandante patire il freddo,  aveva tagliato il suo mantello in due per fargliene dono. Dio non permise che Martino soffrisse per la sua generosità e gli regalò delle splendide  giornate di sole.
Numerose sono ogni anno le sagre, fiere e riti tradizionali legati al culto di San Martino e al vino nuovo organizzate in tutto il Molise.

Maria Carosella

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