Capracotta si prepara ad accogliere la presentazione de Il gioco del silenzio, il libro di Fiorenza Leone: una storia autentica di dolore, fragilità, rinascita e resilienza
Mercoledì 19 agosto 2026, alle ore 18:00, presso la Casa della Cultura di Capracotta (IS), si terrà la presentazione del libro Il gioco del silenzio di Fiorenza Leone, un’opera intensa e autentica che nasce da un’esperienza personale e dal desiderio profondo di trasformare il silenzio in parola.
Il libro racconta una storia di dolore e fragilità, ma anche di coraggio, rinascita e resilienza. Al centro della narrazione ci sono un’infanzia e un’adolescenza negate, segnate dalla sofferenza e dalla presenza di una madre assente, una donna considerata dalla società “diversa” e che, agli occhi della figlia, appare invece come una persona estremamente fragile.
Attraverso il racconto, Fiorenza Leone porta alla luce emozioni, ferite e ricordi rimasti a lungo nel silenzio, restituendo dignità a una storia personale che diventa anche occasione di riflessione collettiva. Il gioco del silenzio invita infatti a interrogarsi su quanto siamo realmente disposti ad accogliere le fragilità delle persone che ci stanno accanto, su quanto facilmente il giudizio possa prevalere sull’ascolto e sulla comprensione e su quanto sia importante imparare a riconoscere, dietro ciò che appare diverso, una persona con le proprie paure e la propria sofferenza.
Ma quello di Fiorenza Leone non è soltanto un racconto di dolore. È soprattutto un inno alla vita, al coraggio di affrontare le proprie ferite e alla forza di rialzarsi. È la testimonianza di come, anche nei momenti più bui, possa prevalere quell’istinto d’amore per la vita che permette di andare avanti, di ricominciare e di trasformare la sofferenza in consapevolezza.
L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali e vedrà la partecipazione di Claudio Perna, presidente ADA Molise, della dott.ssa Fabiola Petrarca, psicologa e psicoterapeuta, e della stessa Fiorenza Leone, autrice del libro.
La presentazione a Capracotta sarà dunque un’occasione per conoscere un’opera nata da una vicenda profondamente personale, ma anche per confrontarsi su temi universali come la fragilità, l’accoglienza, il dolore, la solitudine e la capacità di rinascere.
Il gioco del silenzio ci ricorda che dare voce a ciò che per troppo tempo è rimasto taciuto può essere il primo passo verso la libertà. E che, anche quando la vita sembra spezzarsi, può esistere la forza di ricomporne i frammenti e tornare a scegliere la vita.

