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"Progressisti prigionieri": quando la memoria diventa ossessione nel testo di Enzo Delli Quadri

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Tra memoria e paranoia: il monito di Enzo Delli Quadri sul pensiero unico

Ricordare il passato è un dovere, ma trasformarlo in un'ossessione rischia di accecare il presente. Nella sua poesia “Progressisti prigionieri”, Enzo Delli Quadri analizza con efficacia i cortocircuiti del dibattito contemporaneo, dove la paura dei vecchi fantasmi della storia finisce per sostituire l'analisi della realtà.

La lirica punta il dito contro la cancellazione del dissenso: oggi basta un'opinione fuori dal coro per essere etichettati immediatamente come "fascisti", azzerando ogni dialogo. Il monito dell'autore è chiaro: chi resta prigioniero dei propri spauracchi smette di vedere il mondo per quello che è, rimanendo ostaggio dei propri pregiudizi.

Progressisti prigionieri

Non videro la guerra né il terrore,
né il nero delle antiche dittature;
ne udiron le storie con fervore,
fra verità, paure e caricature.

Fu cosa giusta farne ricordanza,
perché l'errore insegna a chi verrà;
ma spesso la memoria, per costanza,
divenne incubo più che verità.

Fascista solo fu persecuzione,
camicia nera, simbolo e potere;
dopo ottant'anni è solo un'ossessione:
si cerca il nero senza mai vedere.

Per cui, per tanto incantamento,
come il bambino che paventa il nero,
è sufficiente un piccol argomento,
ed ecco il mostro in ogni suo sentiero.

Passò la storia, mutaron le usanze,
cambiaron volti, simboli e bandiere;
ma il vecchio spettro delle antiche stanze
continua a viver fra paure vere.

Se un soltanto s'apparta, dissente,
muta d'un tratto la sua condizione:
da galantuomo diventa, per la gente,
un fascista, senza discussione.

Chi vive prigioniero del passato
finisce col temere la sua mente;
non vede il mondo per quel che gli è dato:
vede soltanto ciò che ha già in mente.
 
Enzo Delli Quadri
 
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Enzo C. Delli Quadri
Molisano di Agnone, già Manager di tante imprese, sempre legato al suo Paese, mai ha fatto mancare il suo apporto ad attività culturali, sportive, economiche, politiche. Sua la produzione, da autore ed editore, della Collana di 11 libri “Tesori dell’Altosannio”.
 
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