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LA FOTOGRAFA UMANITARIA RAFFAELLA MILANDRI AD AGNONE

L'appuntamento è per domani all'hotel 'Palazzo della Città'. Organizza il Centro Studi in collaborazione con lo scrittore Andrea Cacciavillani

REDAZIONE
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AGNONE - La fotografia quale strumento per raccontare verità scomode e soprattutto per conoscere popoli indigeni: dagli indiani d'America, agli aborigeni australiani, agli indios amazzonici, ai boscimani del Kalahari, agli adivasi dell'India e tante altre etnie. L’appuntamento è per domani alle ore 18 nella sala dell’hotel “Palazzo della città” ad Agnone con la fotografa Raffaella Milandri che tramite istantanee racconterà le sue esperienze nel “mondo altro”. L’evento è il primo incontro della stagione culturale 2011 del Centro Studi Alto Molise "Luigi Gamberale”. Un antipasto di quanto la Milandri proporrà domani sarà trasmesso quest’oggi durante la trasmissione condotta da Maurizio Costanzo“Bontà vostra” in onda a partire dalle ore 14 su Rai Uno. Nata a Faenza, Raffaella Milandri vive a San Benedetto del Tronto e nel 2004 decide di intraprendere questa nuova avventura che la porterà in giro per il mondo. Infatti dopo aver lasciato il suo incarico di amministratore aziendale, su un fuoristrada e rigorosamente in solitaria, inizia la sua passione per la fotografia e i popoli indigeni. Così visita le regioni australiane del Northern Territory e del Kimberly, selvagge e di forte impatto, e l'incontro con gli aborigeni australiani lasciano una traccia indelebile nella sua evoluzione e danno una svolta decisiva verso la sua maturità artistica. Dal 2007 collabora con la Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi (Milano). Fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, Raffaella Milandri tramite foto, filmati e interviste ha denunciano situazioni che sono state riportate anche al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. "Avverto una incredibile urgenza nel mio viaggiare e documentare le discriminazioni razziali e dei diritti umani – ammette - La globalizzazione avanza a passi rapidi, ma nel caso dei popoli indigeni essa non porta con sè il Progresso positivo, spesso anzi accelera il processo di estinzione di popoli che da decine di migliaia di anni vivono nelle stesse terre, legati alle loro tradizioni e culture uniche e irripetibili. Sono, tutt'oggi, in atto nel mondo incredibili persecuzioni nel nome del denaro e della avidità. I popoli indigeni – conclude Milandri - proprio perchè legati ad antiche culture, e immuni ai nostri valori occidentali, stanno vivendo tuttora, in chiave moderna, i genocidi e le ingiustizie di cui sono state ben note e sfortunate vittime i nativi americani fin da 500 anni orsono". A margine della rassegna conferenza lo scrittore e poeta Andrea Cacciavillani interpreterà alcune poesie composte in solidarietà alla causa dei popoli indigeni.
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